Forza Italia, Dichiara alza il tiro:
«Revocata perché chiedo chiarezza,
intervengano i Berlusconi»
MACERATA - La dirigente del partito afferma di essere stata rimossa dalla guida del sezione comunale di Montecosaro: «Eppure abbiamo eletto dopo anni un consigliere comunale. Ho solo chiesto trasparenza, il problema è chi ha posto la domanda o chi si è infastidito per la stessa?»

Loretta Dichiara
Non vuole mollare la presa Loretta Dichiara, anzi alza il tiro. La dirigente di Forza Italia Macerata continua a chiedere chiarezza sul percorso congressuale e dopo la dura risposta del direttivo provinciale arriva addirittura a chiedere l’intervento della famiglia Berlusconi.
«Da una parte c’è una dirigente che chiede verifiche, chiarimenti e rispetto delle regole. Dall’altra una revoca a commissario cittadino di Montecosaro che arriva proprio nel pieno delle contestazioni. Una coincidenza? Certamente – dice Dichiara, recentemente candidata consigliera alle elezioni maceratesi all’interno della lista forzista – però una coincidenza che fa discutere. Oggi Forza Italia può vantare un consigliere comunale eletto a Montecosaro, dove il partito era quasi nullo. Il motivo della revoca parla di riorganizzazione e rafforzamento: cosa significa per il nostro segretario provinciale? Estromettere professionisti che per spirito di servizio a totale gratuità fanno crescere il consenso? Perché il messaggio percepito da molti militanti è devastante: se stai zitto va tutto bene, se fai domande diventi improvvisamente un problema».
Il punto non è la revoca in sé (Dichiara peraltro è invece tuttora commissario comunale a Morrovalle). «Gli incarichi politici vengono dati e tolti ogni giorno – sottolinea la dirigente di Fi – il punto è l’impressione che si ricava osservando la vicenda dall’esterno. E l’impressione non è delle migliori. Da anni si parla di rilancio del partito, di apertura, di partecipazione, di meritocrazia. Poi però, appena qualcuno prova a verificare se le regole siano state rispettate, scatta il riflesso condizionato del potere locale: chiudere, blindare, controllare. La vecchia politica dell’orticello. Quella nella quale il problema non è perdere voti ma perdere il controllo. Non è far crescere il partito ma evitare che qualcuno possa disturbare equilibri consolidati. Non è convincere gli iscritti ma disciplinarli».
C’è un ricorso pendente sulla nuova composizione del direttivo regionale del partito, per la quale Loretta Dichiara contesta il metodo e ora guarda a Roma e alla famiglia Berlusconi. Per capire se Forza Italia sia ancora «il partito dei garantisti o se nei territori sia diventato il partito del “guai a chi alza la mano” – tuona ancora – perché una domanda resta sul tavolo. Se una dirigente viene revocata dopo aver chiesto trasparenza, il problema è chi ha posto la domanda o chi si è infastidito per la domanda? E soprattutto: come può un partito convincere gli elettori a credere nella legalità quando la legalità interna sembra diventare un argomento scomodo? Forse qualcuno dovrebbe spiegare perché, ogni volta che emerge una richiesta di chiarezza, la soluzione non sia mai fornire le risposte ma eliminare chi pone le domande. E a forza di cacciare i rompiscatole, il rischio è di ritrovarsi circondati soltanto da persone che applaudono. E la storia insegna che i partiti iniziano a morire proprio quando smettono di ascoltare».
Forza Italia, Dichiara rilancia: «Dirigenti che compaiono e scompaiono come per magia»
Non per impicciarmi, ma forse una bella seduta spiritica con Silvio dirimerebbe tutte le questioni aperte in Forza Italia, sia a livello nazionale che locale.