Strage in superstrada, dimesso Simone.
La mamma: «È tornato a casa,
al momento deve restare a letto»
MACERATA - Simone Bracaccini ha lasciato l'ospedale di Torrette dove era ricoverato dal 14 giugno, giorno della strage in superstrada. Tre suoi amici sono morti, un altro, Michele Calcagni, è uscito venerdì scorso. Per il campo da calcetto dedicato alla memoria dei ragazzi è necessario attendere la nuova giunta

Il funerale dei tre ragazzi
di Gianluca Ginella
Simone Bracaccini è stato dimesso ed è tornato a casa, la mamma Francesca Volpini: «E’ allettato ma ce l’abbiamo a casa, va tutto bene». Lo dice questo pomeriggio mentre si sta occupando di accudire il figlio. Il 21enne maceratese era rimasto ferito in modo grave nell’incidente in superstrada del 14 giugno quando tre suoi amici sono morti: Nicolas Calabrese, 20 anni, Giorgio Franceschini, 21, Daniele Francalancia, 20.

La fiaccolata per i tre amici
Oltre a lui si è salvato il 21enne Michele Calcagni, dimesso venerdì e presente al funerale dei tre amici che si è svolto allo stadio Helvia Recina di Macerata.

La mamma di Nicolas alla fiaccolata
Nell’incidente è morto anche il 41enne Christian Perugini, di Morrovalle, che era alla guida dell’auto che ha invaso la corsia opposta nel tratto tra Corridonia e Morrovalle dove c’è la corsia unica per lo scambio di carreggiata e si è scontrata con quella dei cinque ragazzi maceratesi. Simone Bracaccini non è riuscito a uscire dall’ospedale di Torrette, dove è rimasto ricoverato dal giorno dell’incidente, in tempo per partecipare ai funerali degli amici, ma è rimasto ricoverato qualche giorno in più. Da ieri è a casa. E si trova con la mamma: «Lo sto accudendo – dice -, deve stare a letto. Però va tutto bene». Michele Calcagni il giorno in cui è stato dimesso aveva salutato l’amico trovandolo seduto sul letto. Simone quel giorno non poteva ancora uscire ma era in ripresa.

Michele Calcagni al funerale
Macerata, che la settimana scorsa ha vissuto un incubo per la morte dei tre ragazzi, con una tragedia che giorno dopo giorno diventava qualcosa di sempre peggiore, ora vuole essere vicina alle famiglie di Nicolas, Giorgio e Daniele. La speranza è di realizzare un campo da calcio a 5 che sia intitolato ai tre amici al cui funerale hanno preso parte oltre quattromila persone venerdì scorso. Una città si è mossa per loro anche durante la fiaccolata organizzata dalla Curva Just: cinquemila persone.

Il vescovo Nazzareno Marconi con i familiari
Per portare avanti il progetto del campo da calcio sarà necessaria la nuova giunta di Macerata, in queste ore il sindaco Sandro Parcaroli, sempre rimasto vicino alle famiglie, sta lavorando per definire la squadra che lo affiancherà al governo della città. Per il sogno del campo da calcetto servirà la nuova amministrazione ma da quanto è trapelato in questi giorni la volontà di realizzarlo c’è.

































MACERATA ha veramente vissuto una settimana di un tremendo incubo x la tragica morte dei 3 porelli ragazzi deceduti x un terribile incidente avvenuto nella superstrada e ancora ci dobbiamo rialzarsi e ci vorra’ ancora del tempo x rialzarsi stabilmente.