“Civitanova scippata da Popsophia”
Silenzi: “Agiremo per vie legali”

IL DIVORZIO FINISCE IN TRIBUNALE - Il vicesindaco parla di separazione unilaterale senza nessun incontro con l'Amministrazionale comunale: "“Il marchio del Festival è stato finanziato dai soldi dei civitanovesi e deve rimanere di proprietà del Comune". In cantiere un nuovo format per la prossima estate: "Ma prima bisogna chiudere i conti con il passato". AGGIORNAMENTO ore 21- La replica: "Solo falsità"
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Il sindaco Corvatta durante la presentazione di Popsopgia con Alfredo Di Lupidio, Evio Hermas Ercoli,  Giulio Silenzi e Giacomo Saracco

Il sindaco Corvatta tra Evio Hermas Ercoli e Giulio Silenzi durante la scorsa edizione di Popsophia

di Laura Boccanera

“Abbandonare Civitanova è stata una scelta unilaterale da parte dell’associazione Popsophia che ha fatto uno ‘scippo’ alla città e per questo stiamo valutando se adire alle vie legali per la proprietà del marchio”. Con l’ufficializzazione della nuova edizione di Popsophia 2013 che trasloca a Pesaro (leggi l’articolo) in versione più snella (sia come costi che come durata) l’assessore alla cultura Giulio Silenzi e il sindaco Tommaso Corvatta si tolgono gli ultimi sassolini dalla scarpa, aprendo così uno scenario che per ora non mette la parola punto sul divorzio. E la “separazione” fra Civitanova e Popsophia, come nelle migliori saghe giudiziarie tra marito e moglie rischia di finire davanti al tribunale. Ad annunciarlo è lo stesso Silenzi che ripercorre i rapporti, mostrando anche l’ultima delle mail inviate al direttore artistico Ercoli che, – dice Silenzi – “si è sempre negato al telefono non rispondendo mai neanche alle mail ufficiali in cui chiedevamo un incontro e mostravamo la nostra disponibilità a portare avanti il progetto”. “Sono stati accampati pretesti per rompere la collaborazione per cui dico con serenità e sincerità che addossare le colpe al sindaco è ingiusto, Corvatta non ha mai opposto resistenze verso Popsophia ed è offensivo nei confronti della città andarsene dopo che Civitanova con i soldi dei cittadini ha dato molto a Popsophia”.

Giulio Silenzi a Popsophia

Giulio Silenzi a Popsophia

L’ultima lettera che Silenzi mostra è datata 26 dicembre e porta la firma congiunta di sindaco e vice. Nella missiva si dice che l’amministrazione riconosce l’importanza dell’iniziativa e non comprende le motivazioni della fine di questa esperienza rinnovando la disponibilità ad un confronto, ad un chiarimento. A quella data però Popsophia era già finita nelle braccia dell’ “amante” Pesaro che ospiterà la manifestazione in un’unica location.

“La Regione dunque finanzierà una versione ridotta di Popsophia, speriamo che riservi lo stesso interesse anche per la nuova proposta che Civitanova sta elaborando e che sarà presentata appena il progetto diventerà ufficiale”. Se dunque da un lato già si guarda al futuro e sulla scrivania di Silenzi è già pronto un nuovo festival (indiscrezioni parlano di diversi incontri con Giorgio Felicetti, direttore artistico di EstEuropaOvest), occorre prima chiudere i conti con il passato e a farlo potrebbe essere l’avvocato: “il marchio Popsophia è stato finanziato dai soldi dei civitanovesi tramite bilancio comunale e deve rimanere di proprietà del Comune, se poi non ci saranno più Ercoli e Scheggia ce ne faremo una ragione e non ci stracceremo certo le vesti. Non aver registrato il marchio è una leggerezza commessa dalla precedente Amministrazione che ha finanziato il festival per rimanere con un pugno di mosche. Al termine dell’edizione 2012 avevamo cercato anche di intavolare  un accordo per la donazione del marchio a Civitanova, ma poi Ercoli si è reso irreperibile e non possiamo rimanere passivi rispetto a quello che sentiamo come un esproprio. A nostro avviso c’è un problema di legittimità. Daremo incarico ad un legale per presentare le nostre ragioni, un avvocato con il quale abbiamo stipulato un accordo che non grava sulle tasche del bilancio: se vinceremo la causa pagheremo l’avvocato, altrimenti no”.

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AGGIORNAMENTO DELLE ORE 21 – La replica del vice-presidente dell’associazione Popsophia, avv. Vando Scheggia:

Silenzi non riesce a capacitarsi che POPSOPHIA, legittimamente, nel 2013 realizzerà il suo festival a Rocca Costanza di Pesaro e una serie di eventi nazionali a Tolentino.

Del tutto legittimamente se ne può dispiacere, ma di sicuro quello che non può fare è dire falsità come quando dichiara che “il marchio Popsophia è stato finanziato dai soldi dei civitanovesi tramite bilancio comunale”.

La registrazione del NOME POPSOPHIA (chiamarla marchio è offensivo) è stata fatta dal suo creatore prof. Evio Hermas Ercoli e da lui pagata personalmente ben prima dell’edizione 2011, come avevo già chiarito in una precedente dichiarazione e come sanno perfettamente i nuovi amministratori civitanovesi.

Ritornarci in questa maniera pretestuosa ed offensiva integra il reato di diffamazione a mezzo stampa.

Ercoli, Corvatta e Silenzi

Ercoli, Corvatta e Silenzi



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