Civitanova si riprende il 25 aprile
“Basta tabù sul ventennio”

La Cerimonia provinciale con gli interventi dell'onorevole Irene Manzi, del presidente della Provincia Pettinari, del presidente dell'Anpi Marconi e del sindaco Corvatta . Dopo 18 anni di amministrazioni di centrodestra si torna a cantare "Bella ciao". Imbrattata la targa di piazza Gramsci. Celebrazioni anche a Tolentino e San Severino
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di Laura Boccanera

Resistenza, lavoro, dignità e coraggio. Sono state queste le parole chiave fulcro delle celebrazioni per il 25 aprile in ricordo della liberazione dal fascismo che oggi hanno riecheggiato in piazza XX Settembre a Civitanova. Le manifestazioni provinciali organizzate in collaborazione con l’Anpi che dopo anni di rottura con la precedente amministrazione di centrodestra torna a festeggiare in piazza si sono svolte in mattinata proprio nella città costiera, anche a ricordo delle tre vite spezzate lo scorso 5 aprile, un dolore ancora vivo nel cuore della città, ricordato anche dal sindaco Tommaso Corvatta.

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Tommaso Claudio Corvatta


A Civitanova oggi sono giunte tutte le massime autorità civili e militari, i sindaci dei comuni della provincia e l’onorevole Irene Manzi.
Toccante e a volte ruvido l’intervento del sindaco Corvatta che ha aperto la cerimonia dopo la deposizione delle corone d’alloro nei luoghi cardine della città. Un discorso attuale e mai solamente istituzionale “spero e credo che non vi aspettiate da parte mia un discorso celebrativo di circostanza rivolto al passato, non è questo né il momento né il periodo giusto, né che vi aspettiate delle parole che non risentano dei fatti recenti che ancora ci riempiono di dolore – ha detto Corvatta – dobbiamo constatare che in tanti fra noi ancora non sono convinti che la lotta partigiana e la liberazione siano stati all’origine della costruzione della casa comune degli italiani. Nella nostra comunità persistono voci insensate e inverosimili su quella che è stata la realtà storica. Sembra quasi che per la coscienza italica sia un tabù affrontare razionalmente e serenamente il periodo storico del ventennio e affermare che c’era una parte che stava nel giusto e una che stava nel torto”. Una difficoltà che si è manifestata anche questa mattina quando la targa di intestazione di Piazza Gramsci è stata imbrattata con dello spray nero, un atto vandalico ricordato dal sindaco nel suo discorso che ha anche toccato alcuni punti come la difficoltà di comunicare a chi non vuole ascoltare.

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Lorenzo Marconi

Ha voluto invece rendere attuale il valore della Resistenza il presidente dell’Anpi Lorenzo Marconi: “non possiamo ignorare che questa classe politica ha realizzato una politica economica liberista che ha sacrificato le generazioni più giovani. Le scelte sociali fatte all’inizio di questo secolo hanno allontanato le garanzie e le conquiste ottenute dai padri”.

Tra il pubblico presente anche Luigi Panichelli, 95 anni, un “resistente” civitanovese, partigiano e ancora in prima fila e quasi commosso al suono di “Bella Ciao” intonato dalla banda.

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Antonio Pettinari


Commemorazione anche nel discorso del Presidente Antonio Pettinari:
“La nostra provincia ha avuto una grande parte nella Resistenza ed oggi siamo qui per ricordare i tanti maceratesi e non maceratesi che trovarono la morte tra il 1943 e il 1944 nella nostra provincia: a Montalto di Cessapalombo, a Muccia, Camerino, Caldarola, Chigiano di San Severino, Frontale di Apiro, Braccano di Matelica ed altre località. Spesso furono uccisi anche inermi cittadini, uomini e donne, giovani ed anziani. La data del 25 aprile 1945 rappresenta un giorno fondamentale per la Repubblica italiana e per la storia di tutti gli italiani. Dinanzi alla crisi che ha investito l’Italia e l’Europa, nel quadro di un profondo cambiamento mondiale, dobbiamo attingere alla lezione di unità nazionale che ci viene dalla Resistenza e abbiamo bisogno della politica, della buona politica, come impegno inderogabile che nella Resistenza venne da tanti riscoperto per essere poi quotidianamente praticato. E invece oggi cresce e dilaga la polemica rabbiosa verso la politica. Voglio citare le parole della lettera dello studente di Parma, di anni 19, Giacomo Ulivi, condannato a morte e fucilato nella Piazza Grande di Modena il 10 novembre 1944. ‘Cari amici, allontanarsi il più possibile da ogni manifestazione politica è stato il più terribile risultato di un’opera di diseducazione ventennale, che è riuscita a inchiodare in molti di noi dei pregiudizi, fondamentale quello della «sporcizia» della politica’. Tutti i giorni ci hanno detto che la politica è lavoro di «specialisti» : lasciate fare a chi può e deve. E invece la cosa pubblica è noi stessi : dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e importante.

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Irene Manzi

 

E’ invece una Resistenza tutta “in rosa” quella che trapela dalle parole e dall’orazione dell’Onorevole Irene Manzi che ha voluto dedicare il suo intervento alle donne partigiane, spesso dimenticate, messe in secondo piano, rispetto ad una storia che ha consegnato all’uomo il ruolo da protagoniste, ma invece fondamentali per l’ottenimento ed il raggiungimento di quei diritti di cui oggi la donna gode: “ho l’orgoglio di rappresentare in questa sede un’istituzione in cui siedono 197 parlamentari donne, presieduta da una donna, Laura Boldrini, e da donna di oggi vorrei allora che la memoria andasse a quelle protagoniste dimenticate della nostra storia passata il cui contributo è stato importante e fondamentale per la lotta nei confronti di un regime liberticida e per la conquista di quelle libertà e di quei diritti patrimonio della Repubblica”.

 

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Imbrattata la tabella di Piazza Gramsci

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Luigi Panichelli, 95 anni, partigiano

 

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25Aprile4Cerimonia anche a San Severino. Il Sindaco ai giovani studenti: “Il senso vero del 25 aprile nel nostro paese si è finito per ribaltarlo. Riscopriamo la storia”. 
“La storia di questa giornata va riscoperta, il vero senso del 25 Aprile nel nostro Paese si è finito per ribaltarlo”. Con queste parole, rivolte in particolare ai giovani studenti che hanno preso parte alle celebrazioni per il 68esimo anniversario della Liberazione, il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, ha invitato tutti a rileggere una delle pagine più importanti della storia d’Italia.  “In quelli che furono gli ideali dei protagonisti della Liberazione – ha detto il primo cittadino settempedano – c’era un’idea di democrazia, di libertà, di giustizia e di eguaglianza. Al contrario, nelle teste dei nemici, c’era il mito del più forte, della razza, c’era un’idea di sangue e di odio. C’è stata una guerra che ha fatto tanti, troppi morti, ed i morti sono tutti uguali. Ma è pur vero che è da vivi che si è, si era e si può essere diversi. La dignità e l’uguaglianza che solo 68 anni fa i nostri padri riuscirono ad ottenere, non furono un regalo, ma una conquista ed un riconoscimento per le loro battaglie. Anche la nostra storia, la storia della Città di San Severino Marche – ha poi aggiunto il sindaco Martini – ha avuto i suoi martiri ed i suoi eroi. Dovremo tutti insieme incamminarci più spesso sui sentieri della memoria per scoprire pagine forse sì ingiallite dalla storia ma che noi tutti dovremmo leggere e riscoprire. Prima ancora di prendere le armi, la guerra di chi partecipò alla Liberazione era quella di scrivere: “Viva la pace” sui muri. Che la pace – ha concluso Martini – sia la parola che precede ogni guerra, che la pace annulli la guerra sempre. Con questo auspicio rinnoviamo il ricordo di quanti hanno reso questo giorno speciale”.

25AprileAlla cerimonia, cui hanno preso parte rappresentanza dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, dell’Associazione Combattenti e Reduci, dell’Associazione Nazionale dei Carabinieri, erano presenti il presidente del Consiglio comunale, Ostilio Beni, il consigliere provinciale, Pietro Cruciani, i consiglieri comunali Alessandra Aronne, Romina Cherubini, Gabriela Lampa e Fernando Taborro, le scuole cittadine, rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato. Durante la stessa hanno prestato servizio i vigili urbani ed i volontari della Protezione Civile. Il corteo, che ha sfilato per le vie della città,  è stato preceduto dal Corpo filarmonico bandistico “Francesco Adriani”.

 

 

 

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Anche a Tolentino è stato festeggiato il 25 Aprile, Festa della Liberazione. 
Nella mattinata il Sindaco Giuseppe Pezzanesi, accompagnato dai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma quali l’Anpi, l’Associazione orfani e mutilati di guerra, l’Associazione dei Carabinieri in congedo, sulle note suonate dal Corpo Bandistico “N. Simonetti” dell’Associazione “N. Gabrielli – Città di Tolentino”, ha deposto una corona di alloro in via Garibaldi dove, ancora oggi, è conservato un graffito che celebra i Martiri di Montalto i giovani partigiani trucidati poco prima delle fine della guerra sulle montagne tra Cessapalombo e Caldarola. Alla cerimonia, presenti molti cittadini e rappresentanti di partiti, movimenti politici e associazioni cittadine. Ovviamente il Sindaco era presente con il Gonfalone della Città che ricordiamo è decorato, l’unico nella Regione Marche, con due medaglie d’argento, una al valor Civile e una conferita al valor Militare per l’Eccidio di Montalto e per il contributo dato alla lotta di Liberazione. Successivamente il Sindaco Pezzanesi e il Gonfalone hanno preso parte alla manifestazione provinciale  ospitata dal comune di Civitanova Marche.
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 Altre immagini della cerimonia provinciale:

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