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Laura Boldrini abbraccia Civitanova
“Non immaginavo l’Italia così povera”

LA TRAGEDIA - La Presidente della Camera ha reso omaggio alle tre persone che si sono suicidate per difficoltà economiche: "E' un dovere essere qui". All'arrivo un piccolo gruppo di persone la contesta. Lutto cittadino e saracinesche degli esercizi commerciali abbassate durante i funerali, dalle ore 16.30 alle 18
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La presidente della Camera Laura Boldrini con il sindaco Tommaso Claudio Corvatta (clicca sull’immagine per guardare il video)

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Laura Boldrini con una parente delle vittime

di Filippo Ciccarelli

Laura Boldrini arriva a Civitanova, per la prima volta in veste di Presidente della Camera, attesa da un drappello di giornalisti, telecamere, microfoni e dalla parata delle autorità civili e militari: tutti schierati di fronte a Palazzo Sforza, una folla a cui la città non è abituata. Civitanova osserva quell’evento così fuori dall’ordinario, e a guardare i manifesti appesi sulle colonne del municipio si capisce che la giornata stessa è straordinaria; il lutto cittadino proclamato ieri pomeriggio dal sindaco Tommaso Claudio Corvatta  per il suicidio dei coniugi Romeo Dionisi e Anna Maria Sopranzi e del fratello di lei, Giuseppe Sopranzi. Una pensione insufficiente, l’incubo dei debiti, l’assenza del lavoro hanno distrutto una famiglia: la crisi, spesso lontana dalle cronache nazionali, ha da tempo colpito le Marche e le persone mostrano un’insofferenza crescente verso la politica. Per questo quando la Boldrini è scesa dall’auto non sono mancati i contestatori, che hanno urlato all’indirizzo della Presidente della Camera slogan contro la casta e i politici in generale: l’onorevole eletta nelle fila di Sel tira dritto, e sale nell’aula consiliare per incontrare i familiari delle vittime, il sindaco Corvatta, i consiglieri comunali, il Presidente della Provincia Pettinari; con loro anche il senatore Morgoni e la deputata Manzi, eletti con il Partito Democratico.

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Romeo Dionesi, Anna Maria Sopranzi e Giuseppe Sopranzi si sono uccisi ieri a Civitanova

Boldrini_CivitanovaI giornalisti attendono fuori per circa venti minuti, poi il servizio d’ordine apre le porte e permette un’improvvisata conferenza stampa della Boldrini, visibilmente commossa: “Ero nelle Marche quando ho saputo di questa tragedia, non potevo non venire qui. La tragedia ha sconvolto il Paese e mi ha colpito particolarmente per il senso di vergogna a chiedere aiuto, è come se oggi non avere abbastanza soldi significhi essere una persona indegna. E’ come se una persona si sentisse accettata dalla società solo se guadagna abbastanza. Non ci si può sentire sopraffatti dalla mancanza di denaro, servono più misure di protezione sociale. Ho voluto manifestare la mia solidarietà alla famiglia, alla città, che sono state colpite. Le Marche hanno fatto scuola, ed oggi si trovano in queste difficoltà. Non immaginavo che in Italia oggi ci fosse tanta povertà, tanto bisogno delle cose essenziali.

Boldrini_Civitanova (16)Oggi la grande sfida è dimostrare che le istituzioni non sono impermeabili ai bisogni della gente, dobbiamo dare risposte a bisogni concreti delle persone”. (GUARDA IL VIDEO)

Nessuno spazio per domande relative alla situazione politica: “La mia è una visita di solidarietà” conclude la Boldrini, prima di uscire per recarsi alla camera mortuaria dell’Ospedale di Civitanova. Questa volta la gente applaude, perché, dicono alcuni “Laura Boldrini non è la casta, è la speranza per la politica”. Il tramestio delle telecamere e l’andirivieni di auto di fronte al palazzo comunale copre anche i rumori del mercato cittadino. La crisi uccide anche nelle Marche: ora lo raccontano pure le cronache nazionali, ma la possibilità che gli eletti possano fornire risposte a tragedie come quella di Romeo, Anna Maria e Giuseppe appare davvero remota se la dialettica rimane ferma sui bastoni, i saggi e la conta dei numeri a Palazzo Madama.

(foto- servizio di Lucrezia Benfatto)

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La sorella di Anna Maria Sopranzi con suo marito fuori dalla camera mortuaria dell’ospedale di Civitanova

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