«Hanno accolto nostra figlia in gita
e si sono prese cura di lei».
Due “Alfiere dell’inclusione” alla Alighieri

MACERATA - La lezione di vita arriva dalla terza media dell'istituto comprensivo del capoluogo. I genitori della studentessa disabile: «L'hanno fatta sentire parte del gruppo, non era scontato. Avrebbero potuto pensare solo a divertirsi». La scuola ha così deciso di istituire un riconoscimento

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alfiere inclusione

Le due studentesse premiate

di Giulia Sancricca

La preoccupazione era quella di ogni genitore, forse un po’ di più. Due giorni lontano da casa, una gita scolastica con i compagni di classe e una figlia con disabilità cognitivo-comportamentale da lasciare andare in una nuova esperienza. I genitori non immaginavano che proprio da quel viaggio a Modena e Parma sarebbe nata una delle pagine più belle del percorso scolastico della loro ragazza, iscritta alla classe terza della scuola secondaria di primo grado Dante Alighieri di Macerata.

Quando la coppia decise di iscrivere la figlia all’Istituto comprensivo Alighieri aveva più di una perplessità: «Era considerata una scuola molto orientata alla performance – raccontano i genitori – temevamo che per una ragazza con disabilità cognitiva non fosse l’ambiente più adatto. Tre anni dopo, possiamo dire che la nostra esperienza ha ribaltato completamente quelle paure perché nostra figlia si è trovata benissimo con i docenti e con la classe. E la gita di due giorni è stata davvero il culmine di una bella storia che secondo noi merita di essere raccontata».

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L’attestato

Per la famiglia della ragazza, infatti, la gita rappresentava un’esperienza importante ma anche fonte di preoccupazione. Invece, una volta partiti, tutto è andato oltre le aspettative. Tre compagne di classe hanno scelto di condividere la camera con la compagna e, spontaneamente, si sono prese cura di lei durante l’intera permanenza. «La cosa che ci ha colpito di più è che nessuno lo aveva chiesto loro – spiegano i genitori – sono ragazze di terza media in gita, in uno dei momenti più attesi dell’anno scolastico e forse dell’adolescenza. Potevano pensare esclusivamente a divertirsi e stare con le amiche. Invece hanno deciso di esserci, facendola sentire sempre parte del gruppo».

Al rientro, parlando con l’insegnante di sostegno e con la scuola, dai genitori è nata una riflessione: un gesto del genere meritava di essere valorizzato non solo come episodio personale, ma come esempio per tutta la comunità scolastica. Da qui l’idea di istituire il riconoscimento “Alfiere dell’inclusione”. La proposta è stata condivisa con tutti i consigli delle classi terze, invitati a segnalare eventuali studenti distintisi per comportamenti inclusivi. Per questa prima edizione il premio è stato assegnato a due compagne di classe della ragazza che hanno fatto la differenza durante la gita ma anche per tutto il percorso scolastico. Un riconoscimento che guarda oltre il singolo episodio della gita e che vuole premiare un atteggiamento dimostrato nel corso dell’intero triennio. «Si parla spesso di ciò che non funziona nella scuola – conclude il papà – noi invece sentivamo il bisogno di raccontare qualcosa che ha funzionato molto bene. Vorremmo infine approfittarne per ringraziare il dirigente scolastico, i docenti e tutti i collaboratori».


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