«Legge sull’identità dei centri storici?
Nessuna discriminazione della Regione
ma riconoscimento del valore dei borghi»
ANCONA - Il presidente di Confartigianato imprese Macerata Ascoli Fermo Enzo Mengoni: «Sono luoghi ideali per custodire, tramandare e condividere i saperi e tradizioni. La strategia della giunta valorizza le attività commerciali e artigianali»

Enzo Mengoni
«Bene la strategia avviata dalla giunta regionale delle Marche volta a tutelare e valorizzare le attività commerciali e artigianali che contribuiscono alla conservazione delle caratteristiche identitarie dei centri storici e dei borghi marchigiani». La mossa della giunta regionale per «contrastare i fenomeni di rarefazione, desertificazione o di omologazione commerciale» piace al presidente di Confartigianato imprese Macerata Ascoli Fermo, Enzo Mengoni. Si tratta di una proposta di legge che ha detta dell’amministrazione regionale serve per «valorizzazione di esercizi di vicinato e di botteghe artigiane tipizzati sotto il profilo storico-culturale o commerciale». In sostanza, cercare di favorire l’insediamento di attività legate alla tradizione socioeconomica locale a scapito di quelle provenienti dall’estero, a partire da negozi etnici e kebab ma non solo.
«Come associazione di categoria siamo convinti che i centri storici rappresentino i luoghi ideali per custodire, tramandare e condividere i saperi – spiega Mengoni – le tradizioni e la cultura dei nostri territori. La presenza di botteghe artigiane, produzioni tipiche e attività che raccontano la storia e le peculiarità delle comunità locali costituisce un patrimonio da preservare e valorizzare. Pensiamo alla chiusura di tante botteghe che, sempre più spesso, vengono sostituite da locali occupati esclusivamente da distributori automatici di snack e bevande. È un fenomeno che rischia di svuotare i centri storici della loro anima e di snaturare quel concetto di accoglienza e ospitalità che da sempre contraddistingue i nostri borghi e le nostre città. Una comunità vive attraverso le persone, le imprese e le relazioni, non attraverso vetrine spente e spazi senza identità. I centri storici non possono perdere quelle caratteristiche che li rendono riconoscibili e distintivi. Le attività artigiane, le botteghe storiche e le eccellenze enogastronomiche rappresentano un valore che contribuisce a mantenere vivo il legame tra luoghi, comunità e tradizioni. Sono attività che raccontano la storia dei territori e ne preservano l’autenticità».
Per Mengoni dunque non ci sono discriminazioni nella proposta di legge «ma deve essere interpretata come il riconoscimento del valore svolto da artigiani e commercianti che contribuiscono a mantenere il profilo storico, culturale e commerciale dei centri urbani.
Parliamo di imprese che ogni giorno investono per mantenere vive le nostre città e i nostri borghi. Le botteghe artigiane e le attività commerciali di qualità non svolgono soltanto una funzione economica, ma rappresentano anche un presidio sociale e culturale, contribuendo alla vivibilità e all’attrattività dei centri storici. Difendere l’identità dei centri storici significa valorizzare l’artigianato, le produzioni tipiche e tutte quelle attività che costituiscono un patrimonio economico e culturale unico. È una scelta che guarda al futuro senza rinunciare alle proprie radici».
Via kebab e negozi etnici dai centri storici: la giunta Acquaroli dà il via libera
Molto pittoresco, diceva sempre la romantica donna inglese interpretata da Enrico Montesano tanti anni fa.
Per preservare l’identità di Aspio Terme (Camerano) bisognerà sfrattare l’IKEA. Stick härifrån! (trad.: Filate via di qui!)
L’ha capito anche l’AI e ci ha scritto la poesiola:
Si firma un testo, si approva il decreto,
e il borgo marchigiano si pensa salvato,
il tempo svanito, l’antico segreto,
rinchiuso per sempre in un comma blindato.
Si norma la pietra, si impone il decoro,
la bottega di ieri si compra a sanzioni,
ma il canto del fabbro e l’odore del cuoio
non tornano in vita con le ordinanze e i faldoni.
Via etnici e kebab dal centro storico,
per far posto a vetrine comunque spente?
Pensare che il fascino diventi d’obbligo
se lo decide una giunta o un faldone d’ambiente.
Non c’è burocrazia che curi l’assenza,
l’identità non si scrive a verbale:
è vita che scorre, non è una licenza,
non nasce per legge un calore immortale.
La molla psicologica dell’operazione stop ai kebab in centro è molto semplice: siccome i nostri negozi d’una volta non ci sono più, allora plaudiamo a chi ci promette di far sparire per legge anche i negozi degli altri,
Smoke Gets In Your Eyes
https://www.youtube.com/watch?v=H2di83WAOhU
Ma gli artigiani stanno scomparendo per mancanza delle nuove generazioni. Faranno negozi con artigiani-robot?
Si continuerà a giocare fino alla fine a legge di destra contro legge di sinistra ed a legge di sinistra contro legge di destra, perché un popolo in via d’estinzione non può accettare la verità che la legge non può creare la vita ma soltanto regolarla se c’è.
Sapere tradizioni valori artigianalita’ tutto si perderebbe con un panino al kebab.Poi magari qualcuno mi spiegherà cosa ci sia di tanto identitario in un telefonino a stelle e strisce o cinese che sia,in scarpe Made Vietnam,in Jeans Pakistani o nelle tradizionalissime costosissime borse Firmate lavorate nei laboratori artigianali di invisibili cinesi di Montegranaro.Ma sia mai inimicarsi il macchinista di turno e come gli avvoltoi tutti pronti a svolazzare intorno alla preda morente qualunque essa sia.Ma la ruota gira e non sempre esce il nero.Lupi avvoltoi ormai escono allo scoperto e per le prede la vedo dura.A quando le iene?
Regolamentare per diversificare ok, impedire no.