Bianchini punta la Regione:
“Noi la vera voce forte del territorio”
VERSO LE ELEZIONI - Il candidato di Uniti per le Marche si propone come spina nel fianco nel governo con il Pd. "C'è uno spazio a sinistra e il progetto, che nasce in provincia di Macerata, può diventare nazionale"

Massimiliano Bianchini
di Gabriele Censi
(foto di Massimo Scoponi)
«E’ una candidatura scontata e una scelta di chiarezza, perchè, a differenza di altri che si improvvisano alla politica come passatempo, lavoriamo ad un progetto da alcuni anni. Io e Paolo Mattei siamo i motori della lista che nasce in questa provincia e si estende da Ascoli Piceno a Cartoceto». Sono le prime parole con cui Massimiliano (sulla scheda troverete il nome anagrafico Sport) Bianchini presenta la sua campagna verso il Consiglio regionale. Dopo 10 anni da assessore comunale e 4 in Provincia, il più votato in città dalle primarie del 2010 in poi, tenta di riproporre la formula dell’alleanza critica con il Pd anche ad Ancona. «Siamo liberi, non abbiamo padrini e saremo noi la voce forte del territorio in Regione. La vittoria di Ceriscioli non è in discussione, sarà lui il presidente. Lo stimiamo e lo appoggiamo anche perchè ha avuto la certificazione di primarie molto partecipate. C’è però bisogno di una rappresentanza senza condizionamenti per una provincia a rischio che, ricordo, ha avuto alle scorse elezioni il peggiore risultato per il Partito Democratico, nonostante il pieno di preferenze fatto da Comi e Giannini”.
Si dichiara certo del risultato il candidato della lista Uniti per le Marche e leader di Pensare Macerata che l’altro ieri ha lasciato l’assessorato in Provincia (leggi l’articolo): “Avremo eletti certamente ad Ancona ed a Macerata, ma è qui che sta il fulcro di una lista forte che vuole riavvicinare alla politica i disillusi e i disorientati, giovani e non, dandogli nuove motivazioni. Personalmente ho estimatori, anche fuori dal centrosinistra, e credo che potremo essere decisivi per assicurare il raggiungimento della soglia del 40% e una maggioranza stabile”. Molti passaggi del suo intervento sono dedicati al partito alleato: “Il Pd con i suoi difetti è l’unico interlocutore strutturato ma noi siamo altro”. Va anche oltre dichiarandosi in qualche modo rappresentante dell’elettorato minoritario delle primarie citando Mandrelli e Marcolini. Bianchini ringrazia poi Renzi per aver portato il cambiamento nel territorio: “Spacca è l’esempio peggiore del trasformismo e sarà punito dagli elettori”.
Sui temi concreti Bianchini annuncia una campagna diversa: “Stiamo incontrando imprese e associazioni sui progetti e sulle tematiche. Non sarà facile gestire il bilancio regionale, serve una visione progettuale e guardare oltre i confini. Ovviamente resta centrale il tema della sanità e poi turismo e cultura, ascoltando i territori”. E qui si sofferma sulle difficoltà dei piccoli comuni: “Non possiamo dividere città e paesini, non abbiamo Roma o Firenze e quindi si cresce solo tutti insieme”. Infine la sfida viene lanciata anche in maniera più ambiziosa: “Non ci fermiamo alla Regione abbiamo anche un progetto nazionale perchè c’è uno spazio a sinistra oltre il Pd che non è occupato”.

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mi permetta la battuta: comune, provincia, regione, poi? italia, europa, mondo, universo…… manco superman..
UNO CHE E’ DA SEMPRE IN POLITICA CHE STAVA IN COMUNE E IN PROVINCIA E ORA SI RICANDIDA IN REGIONE!!! BASTA AI POLITICI DI PROFESSIONE!!!!!!!!!!!!