Spacca e Ceroni:
“Con noi i produttori di reddito”
Ceriscioli: “Cambiamenti in 300 giorni”

REGIONALI - Presentato l'accordo programmatico tra Marche 2020 e Forza Italia. Il candidatop Pd ad Osimo annuncia semplificazione nel campo dell'agricoltura e per le imprese
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Presentazione ad Ancona dell'accordo Forza Italia-Marche 2020

Presentazione ad Ancona dell’accordo Forza Italia-Marche 2020

«Il voto del 31 maggio sarà un referendum sul futuro della regione. Fra i produttori di reddito e coloro che hanno a cuore il consumo, la distribuzione del reddito, L’alleanza è sul programma, nessun imbarazzo fra ex avversari». Lo ha detto il governatore Gian Mario Spacca, ricandidato con Marche 2020-Ap e Fi, presentando insieme al coordinatore azzurro Remigio Ceroni e al vice presidente dell’Assemblea legislativa Giacomo Bugaro i candidati consiglieri di Fi. «Il problema delle Marche oggi – continua Spacca – si chiama drammatica riduzione del Pil, e Marche 2020-Ap e Fi puntano su un’alleanza con tutti coloro che hanno a cuore la produzione di reddito, senza il quale non c’è possibilità di fare investimenti né di creare occupazione. Dunque una coalizione che non ha una base ideologica ma progettuale, guarda ad una governance condivisa e non ad un governo che corrisponda ad una burocrazia di partito».  Il programma indica la ricostituzione di una Finanziaria regionale e la creazione di nuovi strumenti di sostegno finanziario, come i minibond. «La convergenza – osserva Bugaro – è avvenuta sui bisogni dei marchigiani, sul programma, e non sono accettabili accuse di ”trasformismo da ”surfisti della politica come Antonio Pettinari, David Favia e Maurizio Bertucci». «Da una parte – conferma  Ceroni – c’è il Pd, partito delle tasse, che ha messo in ginocchio la regione ed è il partito della spesa pubblica allegra e clientelare. Dall’altra parte il presidente Spacca e Fi, che vogliono sostenere le imprese, creare occupazione, dare ai cittadini servizi sociosanitari migliori. Lega Nord-Fratelli d’Italia sono alleati un pò confusi. La lista di Fi è ‘molto forte e competitiva, con il 40% di donne (12 su 30).

Sull’altro campo il candidato del Pd Luca Ceriscioli annuncia ad Osimo cambiamenti già nei primi 300 giorni di governo: « Semplificazione soprattutto nel campo dell’agricoltura e per le imprese, unificazione del sistema dei Confidi, trasparenza nella distribuzione e utilizzazione dei fondi europei, un grande piano di dismissione del patrimonio pubblico immobiliare, fondi per riqualificare i territori per il recupero di aree industriali dismesse».  Ceriscioli si è poi soffermato sulle questioni della sanità: «Va salvaguardato l’ospedale di Osimo, in particolare del reparto di ostetricia e ginecologia, fino alla costruzione dell’ospedale di rete del nuovo Inrca, verso il quale  confermo l’impegno alla costruzione. È fuori luogo parlare di chiusura di reparti o ospedali se non si è già costruita l’alternativa. Inoltre sarà fondamentale dare importanza all’ambito socio sanitario che, insieme ai sindaci, saranno garanti delle scelte in materia sanitaria». Poi un passaggio sulle infrastrutture: «Tra la Quadrilatero e il raddoppio della Statale 16 Adriatica c’è lo spazio per finanziare i collegamenti interni. Uno di questi è Osimo, crocevia tra Ancona e Macerata, tra la costa adriatica e le aree interne. Una nuova viabilità è possibile anche con nuove e diverse opportunità di finanziamento»

Luca Ceriscioli

Luca Ceriscioli con gli aderenti all’Aris

Luca Ceriscioli, ha fatto poi visita alla Lega del Filo d’Oro, dove ha incontrato gli aderenti dell’Aris (associazione religiosa istituti socio-sanitari) delegazione delle Marche. Erano presenti: Fondazione don Gnocchi, comunità capodarco. ANFFAS, istituto Ricci, lega Filo d’Oro, la Buona Novella, Villaggio delle Ginestre, Istituto di Riabilitazione S. Stefano, Centro Montessori, istituto Mancinelli. Sul tavolo la riduzione dei fondi regionali sul sociale, la compartecipazione alle rette di famiglie e amministrazioni, la condivisione dei servizi da corrispondere sulla base dei bisogni di famiglie e utenti, applicare una dimensione di comunità piu vicina alle esigenze dei disabili, avere in regione una struttura che si dedichi ai rapporti con le strutture territoriali e che abbia le giuste competenze per potere affrontare le questioni legate alla loro attività.

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