Nuova vita per il casolare
confiscato alla criminalità organizzata:
diventerà un centro per l’autismo
MONTECOSARO - La giunta ha approvato la manifestazione d'interesse per acquisire l'immobile dall'Anbsc. La sindaca Lorella Cardinali: «Si tratta di un immobile composto da più unità e da un terreno con un accessorio: abbiamo in mente un progetto di stampo sociale». Ora l'interlocuzione con la Regione per ottenere dei finanziamenti

La sindaca Lorella Cardinali
di Francesca Marsili
Da immobile confiscato alla criminalità organizzata a futura casa per il sociale. È la storia che il Comune di Montecosaro vuole riscrivere, con un percorso che possa trasformare quel luogo precedentemente collegato a vicende di malavita in qualcosa di completamente diverso, dal nobile fine.
Tutto nasce dalla delibera di giunta 91, approvata lo scorso 23 luglio, con cui il Comune ha deciso di manifestare interesse per ottenere gratuitamente un casolare che si trova nel territorio comunale, confiscato ad una associazione di stampo criminale e ora nella disponibilità dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc). L’agenzia, istituita nel 2010 e oggi disciplinata dal Codice antimafia, si occupa proprio di questo: dare una seconda vita ai beni sottratti alle mafie dopo la confisca definitiva, restituendoli, quando possibile, al territorio da cui provengono. Il passaggio decisivo è arrivato il 22 luglio, con una conferenza di servizi istruttoria alla quale ha preso parte, oltre il Comune, anche la Guardia di Finanza, interessata a sua volta a al bene confiscato da destinare ad alloggi di servizio per una caserma.
A spiegare i dettagli è la sindaca Lorella Cardinali: «Si tratta di un casolare composto da più unità immobiliari e da un terreno con un accessorio, per la quale l’Anbs ha attivato la procedura di trasferimento agli enti locali in forma gratuita con un vincolo preciso: dovrà essere usata per scopi sociali. Nella conferenza abbiamo manifestato il nostro interesse, illustrando il nostro progetto sociale da sviluppare all’interno degli immobili. L’idea è di qualcosa dedicato ai ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico».
Entro settembre il Comune dovrebbe avere un riscontro sull’esito della manifestazione di interesse presentata: «Speriamo bene – si augura la prima cittadina – da lì, una volta ottenuto il trasferimento, ci saranno due anni di tempo per dare forma concreta al progetto». Perché prima che l’immobile arrivi davvero nelle mani del Comune c’è un altro passaggio da compiere: le linee guida dell’Anbsc prevedono che la casa venga consegnata libera da persone e cose, un lavoro di sgombero che spetta al Nucleo di supporto istituito presso la Prefettura competente. Non è un caso che Cardinali abbia già avuto un primo colloquio con l’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro, per capire a quali finanziamenti regionali il Comune potrebbe attingere per sostenere l’iniziativa. «L’assessore ha mostrato sensibilità e interesse – conclude la sindaca – ci risentiremo nei prossimi mesi».