Massimiliano Bianchini lascia
l’assessorato in Provincia:
“Ruolo snaturato ed assente”

Il leader di Pensare Macerata ha presentato oggi le dimissioni ufficiali in vista della corsa alle regionali con la civica Uniti per le Marche: " La mia decisione nasce dalla presa di coscienza che il taglio delle competenze alle province ha colpito duramente il settore Turismo e Beni e attività culturali"
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Massimiliano Bianchini

Massimiliano Bianchini

Massimiliano Bianchini ha presentato oggi le sue dimissioni ufficiali da assessore provinciale alla Cultura in vista dell’impegno che lo vedrà correre per le regionali nella lista Uniti per le Marche. La Provincia continua così a perdere i pezzi: hanno scelto la Regione anche il presidente Antonio Pettinari, capolista dell’Udc (leggi l’articolo) e l’assessore Alessandro Biagiola che ha annunciato le sue dimissioni quasi un mese fa (leggi l’articolo).
«Il mio mandato è iniziato il 20 giugno 2011 e termina oggi, il 4 maggio 2015 – si legge nel comunicato inviato da Bianchini, leader di Pensare Macerata che oggi ha presentato i suoi candidati alle comunali (leggi l’articolo) – Manca ancora più di un anno alla sua scadenza, ma ho deciso di essere coerente con il mio ruolo, ad oggi snaturato e assente.
Le mie dimissioni nascono dalla presa di coscienza che il taglio delle competenze alle province ha colpito duramente il mio settore, ovvero quello di Turismo e Beni e attività culturali. Desidero ringraziare dal cuore tutti i cittadini maceratesi che hanno avuto fiducia in me e hanno deciso di donarmi il loro voto negli anni, prima in un discorso comunale e poi in uno provinciale. Hanno permesso che la mia visione non si fermasse alla città di Macerata ma spaziasse per tutta la nostra provincia che rappresenta un gioiello d’Italia, una delle poche che può vantare la presenza di tanta storia ben conservata nel territorio e un ambiente vario e favorevole, da proteggere». Alle motivazioni l’ex assessore adduce le cose fatte in 4 anni di delega provinciale alla Cultura.

«Negli anni il mio non è stato un incarico sterile. Insieme ai miei collaboratori abbiamo ottenuto risultati importanti: a partire dal turismo. È fondamentale, soprattutto in un momento come questo, riuscire a trasformare le nostre attrattive in risorse economiche, e in questo senso ci siamo mossi nel finanziare progetti funzionali e a lungo termine, creando il settore 5 “Attività produttive, cultura e turismo” le cui azioni hanno il territorio come un denominatore. Insieme alla camera di Commercio di Macerata abbiamo creato l’osservatorio turistico delle funzioni ospitali (a cura di Isnart) e  abbiamo pensato alla consegna del Marchio di qualità per le strutture che superano l’attenta analisi. Negli Iat, gli uffici pubblici per l’informazione e l’accoglienza turistica, abbiamo inserito  lavoratori socialmente utili che sono stati costantemente aggiornati. Abbiamo razionalizzato le spese delle sedi e abbiamo costruito e attivato il nuovo portale “Turismo”della Provincia creato sulla base dei cluster individuati dalla programmazione turistica regionale. Insieme alla Regione, abbiamo creato dei pacchetti turistici finalizzati e abbiamo agito per la trasformazione di strutture ricettive in dimore di charme (l’abbazia di Sant’Urbano). Abbiamo collaborato per la formazione dello Stl (Sistema turistico locale) unico provinciale – nonostante la Regione lo abbia poi abolito – e per la concreta realizzazione di progetti sul territorio in collaborazione con altri enti. Insieme all’associazione “Noi Marche” e il consorzio “Marche Viaggiare” abbiamo creato dei progetti per la costituzione di una rete tra i comuni, per la formazione di itinerari turistici dettagliati con   relativi pacchetti turistici, per la realizzazione di educational tour nei comuni coinvolti insieme con workshop dove saranno invitati i maggiori tour operator italiani, per la presenza nelle fiere di valenza nazionale ed internazionale. Nel 2011 siamo stati l’unica provincia che sul cluster “Turismo Natura Attiva regionale” aveva pronti pacchetti turistici da vendere soprattutto agli stranieri, acquistabili on-line dal portale provinciale. Per quanto riguarda l’agricoltura, abbiamo realizzato dei progetti approvati nell’ambito del Psr (piano sviluppo rurale) 2007-2013 che intendevano diversificare l’agricoltura in funzione turistica. Tra 2012 e 2013 abbiamo creato l’evento-mostra “Giacomo dei libri – la Biblioteca Leopardi come spazio delle idee” e valorizzato gli itinerari archeologici della zona mediante il progetto   Playmarche. Siamo stati partner dell’iniziativa “Amami”e abbiamo pensato a “I cammini lauretani”. Nel valorizzare il turismo religioso e insieme la natura si inseriscono ad esempio i progetti “Vie della fede” lungo la valle del Chienti, e “Pedalando fra storia e natura” lungo il Fiastra. Per i grandi eventi, abbiamo finanziato tantissimi progetti, come Popsophia, Musicultura, Lunaria, il premio Massimo Urbani, Civitanova Danza, Futura Festival, San Severino Blues, Camerino  Festival, la biennale dell’Umorismo di Tolentino, oltre a teatri e strutture dei vari comuni. Non è mancato il sostegno a mostre, libri, restauri e progetti per la didattica, oltre ovviamente all’associazione Sferisterio. Importante anche il sostegno dato al sistema museale provinciale, che comprende 45 enti tra comuni e diocesi, che grazie a noi ha avuto modo di crescere e stabilizzarsi. Fondamentale pensare in un’ottica futura dove il sistema sia unico per la regione, in modo da collaborare al meglio fra i vari istituti. Abbiamo finanziato anche le varie Unitre del territorio, ovvero le Università della Terza età».

«Il discorso delle province prive di una competenza culturale e turistica può essere pericoloso – conclude – perché c’è il rischio di un accentramento regionale che vada ad impoverire un territorio nel momento del suo maggiore bisogno di sostegno. Sono settori centrali nell’economia marchigiana, ed è bene che in futuro la regione Marche si occupi di questo problema senza dimenticare ad esempio le comunità montane, che rischiano di rimanere isolate a causa della peculiarità del loro territorio e  che invece hanno da offrire molto».

 

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