Primarie, Ninel Donini:
“Senza rappresentanza delle donne
la democrazia è incompleta”

REGIONALI - Il segretario nazionale dell'Idv Ignazio Messina oggi ad Ancona a sostegno della candidata: “E' la scelta migliore per guardare al futuro di questa regione”. Anche Ciampechini (Cdu) alla convention di Area Popolare: "Vogliamo ricomporre l'area moderata che è ancora in diaspora"
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Luchetti, Coltrinari, Ninel Donini, Ignazio Messina

Al centro Ennio Coltrinari, Ninel Donini e Ignazio Messina

Battute finali per la campagna elettorale delle primarie nel centrosinistra. Oggi ad affiancare la candidata dell’Idv Ninel Donini è arrivato il segretario nazionale del partito Ignazio Messina: «Su queste primarie si gioca il futuro delle Marche perché di fatto si sceglie il prossimo presidente della Regione. Italia dei Valori mette al centro della sua partecipazione l’attenzione verso le nuove povertà. Verso chi, ad esempio, perde il lavoro in età avanzata perché in quella situazione è più difficile reinserirsi nel mercato del lavoro e più in generale verso le persone più deboli che non sono tutelate da nessuno”. Così il segretario Idv nell’appello a sostegno della Donini rivolto soprattutto “al 51% dei marchigiani che non vanno più a votare perché attraverso la loro scelta si può nuovamente dare voce a chi quotidianamente vive situazioni difficili e non può essere dimenticato». La candidata dell’Idv alle primarie del centrosinistra Ninel Donini  ha auspicato che le consultazioni dell’1 marzo siano «il più possibile partecipate. Debbono essere le primarie dei cittadini marchigiani – ha insistito Messina – e non delle truppe cammellate». Alla candidata il coordinatore regionale di Italia dei Valori Ennio Coltrinari ha riconosciuto, oltre ad un «lavoro infaticabile, il merito di avere portato nel dibattito politico i temi delle politiche di genere, trascurati dagli altri candidati alle primarie, come la legge n. 194, in gran parte inattuata nelle Marche, o i consultori».

Ninel Donini

Ninel Donini

«Senza la rappresentanza delle donne la democrazia è incompleta – ha osservato la Donini, che ha lamentato una certa mancanza di confronto con i due competitor Luca Ceriscioli e Pietro Marcolini –  per altro persone eccellenti. E – ha ribadito – la legge elettorale regionale, varata la scorsa settimana dal Consiglio regionale, è stata un’occasione persa dato che non è stata introdotta la doppia preferenza di genere per tatticismi e strategie, è stata anche ipotizzata l’ipotesi di combine. Ridicolo. La verità – ha sottolineato – è che gli uomini non vogliono cedere posti in politica. E le rappresentanti del Pd che hanno proposto un ordine del giorno e non un emendamento in realtà non hanno avuto il coraggio di creare tensione nel partito». Quanto al programma per le primarie, che contribuirà al programma complessivo del centrosinistra per le regionali, la candidata ha rilanciato sui consultori («servono piu’ risorse, ora sono ridotti a tristi ambulatori»), sulla sanità, formazione e lavoro, attenzione alla fasce deboli e alle nuove povertà, necessita’ di un riequilibrio territoriale “con un patto tra costa ed entroterra, uso dei fondi europei. «No alle risorse a pioggia – ha aggiunto, sottolineando  però – le piccole realtà musicali come i cori e le bande vanno tutelati, perchè nei centri minori sono l’unico modo per avvicinare i giovani all’educazione musicale». E, ancora, per valorizzare il territorio Ninel Donini propone di fare riconoscere il paesaggio collinare delle Marche come patrimonio Unesco. Infine, lancia l’idea di fare aderire le Marche alla “Giornata della gentilezza”, istituita dall’Onu il 13 novembre, “un modo per valorizzare anche il turismo”

Il segretario regionale di Italia dei Valori, Ennio Coltrinari ha sottolineato come Italia dei Valori grazie all’impegno di Ninel Donini «ha portato all’attenzione del dibattito politico marchigiano temi che non sono stati toccati dagli altri competitor del Pd segno di un contributo positivo e vivace che ha risvegliato nella gente segnali di vicinanza verso le primarie».

Domani appuntamenti finali degli altri due candidati in provincia di Macerata. Luca Ceriscioli chiude a Porto Recanati alle 18.00 alla Gelateria “Da Giorgio” in piazza Brancondi. «Una scelta ben precisa quella di chiudere il tour a Porto Recanati, – si legge nella nota del Comitato – una delle città turistiche più importanti di tutta la Regione. In ogni suo incontro Ceriscioli ha sempre fatto espliciti riferimenti alla forza attrattiva della costa, alla ricchezza che essa genera e di cui beneficiano anche i comuni dell’entroterra, una sinergia, quella tra costa ed aree interne, da mettere ancora di più a sistema con progetti concreti per rilanciare il turismo, dare una spinta all’economia e all’occupazione».  Pietro Marcolini sarà invece a Corridonia alle 17.30 nei locali situati sopra l’ex ristorante il Marchigiano nella zona industriale. Il candidato incontrerà la cittadinanza ed esporrà il suo programma ai presenti.

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Augusto Ciampechini

Augusto Ciampechini

Sul fronte “Area Popolare”si aspetta la convention di sabato ad  Ancona alla quale parteciperà anche Augusto Ciampechini, coordinatore regionale Cdu  su invito dall’assessore Malaspina: «Ascolterò volentieri  – ha detto Ciampechini –  per verificare se ci sono strade comuni da percorrere nelle Marche”. 

«Avendo vissuto in prima persona – ricorda Ciampechini – l’opposizione al cosiddetto ‘laboratorio Marche’  e scelto per questo di uscire dall’Udc voglio portare un mio modesto contributo all’accesa discussione aperta dai responsabili regionali di questo partito sulle future alleanze politiche in vista delle prossime regionali. Oggi una parte dell’Udc Marchigiana quella governativa, passatemi il termine, è tutta protesa verso il Pd mentre un’altra parte si adopera a costruire Area popolare  Cinque anni fa si disse che l’accordo era possibile grazie all’uomo ‘ cioè al Governatore Spacca e non ai partiti della coalizione, oggi  i termini della questione sono  diametralmente opposti: sembra che venga scelta l’alleanza con il Pd e scartato l’uomo, anzi, addirittura, l’uomo verrebbe additato come arrivista . Tutto ciò è paradossale. Oggi, con tanti altri amici, abbiamo ricostruito il nuovo Cdu (Cristiani Democratici Uniti, segretario Mario Tassone) e lo abbiamo fatto per diversi motivi. Tra questi la volontà di rimettere al centro della politica  l’identità  cristiana e il rilancio della scommessa di unità e ricomposizione dell’area moderata che è ancora in diaspora; e sotto questo aspetto la nascita di “Alleanza Popolare” non può che rallegrarci, infatti guardiamo ad essa con attenzione».

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