Minaccia madre e carabinieri:
«Il taser si conferma strumento efficace»
TOLENTINO - Il ringraziamento del Sic Marche ai carabinieri che a Ferragosto hanno arrestato il 34enne: «Dietro la divisa batte il cuore di un uomo che sceglie di farsi carico di un fardello emotivo e operativo estremamente pesante»

«Il taser si conferma uno strumento di indiscutibile efficacia strategica e di prevenzione attiva. Ha consentito ai colleghi di immobilizzare e neutralizzare il soggetto aggressivo in totale sicurezza, salvaguardando l’incolumità fisica di tutti i presenti, compresa quella dell’aggressore stesso». Così il Sic (Sindacato indipendente carabinieri Marche) plaude l’azione dei carabinieri di Tolentino che a Ferragosto hanno arrestato un 34enne brasiliano dopo aver minacciato la madre con un coltello e poi i militari intervenuti sul posto.
«Solo la lucidità, la professionalità e l’impeccabile coordinamento operativo delle pattuglie arrivate sul posto hanno evitato che la situazione degenerasse in una tragica fatalità a danno della madre o degli stessi militari – proseguono dal Sic – l’intervento ha trovato il suo epilogo risolutivo grazie all’impiego del taser (la pistola ad impulsi elettrici). L’innovazione tecnologica ed equipaggiamenti idonei come il taser sono presidi essenziali per la sicurezza dei cittadini e degli operatori. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta: a risolvere i contesti più critici sono gli uomini, il loro senso del dovere e il loro spirito di sacrificio».
Oltre all’intervento, il Sic Marche evidenzia «l’indiscusso lato umano di questa vicenda. Un carabiniere è prima di tutto un uomo, un cittadino tra i cittadini, che sceglie quotidianamente di farsi carico di un fardello emotivo e operativo estremamente pesante. Mettersi interamente al servizio della comunità significa trovarsi, in una frazione di secondo, di fronte a una lama sguainata, gestendo la tensione, l’adrenalina e il rischio concreto della vita con freddezza e profonda empatia. In quei concitati momenti di Ferragosto, il carabiniere ha messo il proprio senso del dovere davanti a ogni personalismo o timore, assumendosi la responsabilità di una decisione difficile per mettere in salvo una madre terrorizzata e ripristinare la legalità. Un atto che testimonia come la divisa dell’Arma non sia soltanto un simbolo di autorità, ma la veste di una vocazione autenticamente orientata al bene comune e alla protezione dei più deboli. Il Sic Marche continuerà a battersi in ogni sede affinché ogni carabiniere sul territorio sia sempre dotato dei migliori strumenti di tutela e del doveroso riconoscimento per il lavoro svolto con abnegazione quotidiana».
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