Biogas a Sarrocciano, i cittadini:
“Nessuna rassicurazione sulle emissioni”

CORRIDONIA - Il Comitato Salute e conservazione del territorio manifesta le sue perplessità dopo gli ultimi rilievi dell'Arpam e la pronuncia dell'Istituto superiore di sanità che, con i dati disponibili, non è riuscito ad esprimere un parere sui rischi per la salute
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L'impianto di Sarrocciano

L’impianto di Sarrocciano

Tutti contro la Provincia di Macerata per il biogas a Sarrocciano. Da una parte la Mentre la Viridis, società proprietaria della centrale prosegue la sua protesta perchè l’ente ha deciso di riesaminare la pratica di Via realtiva all’impianto e ieri ha annunciato di voler avere informazioni in merito agli altri 40 impianti a biogas attivi nelle Marche (leggi l’articolo). Dall’altra parte c’è il comitato  Salute e conservazione del territorio. Anche i suoi componenti se la  prendono con la provincia di Macerata, rea secondo loro di non aver preso i necessari provvedimenti in seguito allo sforamento dei limiti di emissione di carbonio nell’aria. 

«Lo scorso 23 luglio – scrivono gli esponenti del comitato in una nota – data in cui siamo venuti a conoscenza delle analisi dell’Arpam per le emissioni dei Cot, ossia della quantità di carbonio totale emesso nell’aria dalla centrale biogas di Sarrocciano di Corridonia, sono stati sforati di quasi nove volte i limiti di legge consentiti (1292 mgNm3, contro 150mg/Nm3). Rimarchiamo come, ancora una volta, non siano stati presi provvedimenti adeguati, né da parte della provincia di Macerata, tanto meno da parte della Regione. Noi cittadini non abbiamo avuto nessun tipo di rassicurazione sulla pericolosità delle emissioni evidenziate. La risposta che l’Istituto Superiore della Sanità dà all’Asur evidenzia che «la presenza tra i contaminanti rilevati di metano [..] implica certamente un impatto ambientale» e «la definizione COT è invece troppo generica per consentire la valutazione dei rischi per la salute» concludendo che «in queste condizioni risulta impossibile esprimere un parere sui rischi per la salute». Di certo questo non ci rasserena, quanto tempo ancora si lascerà passare prima che la centrale venga chiusa?
Il Consiglio di Stato si è ormai espresso nel merito. Nonostante la sentenza del 23 settembre scorso, abbia annullato in via definitiva, dopo più di due anni di contenzioso amministrativo, l’autorizzazione alla produzione di energia elettrica da biogas per la centrale di Sarrocciano, ricorso portato avanti dal comune di Corridonia e dal nostro comitato di cittadini, si sta ancora tergiversando. Addirittura sul tavolo della Regione pende una nuova richiesta di autorizzazione della VBO1, sulla base di un procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale favorevole, rilasciato dalla provincia di Macerata, il 7 luglio scorso, ad impianto realizzato, che per niente ha tenuto conto delle criticità riscontrate, contravvenendo alle direttive europee e dello Stato.

Tutto evidenzia, al momento come nessuno possa garantire la salubrità e la compatibilità ambientale dell’impianto in causa, e nutriamo anche delle perplessità per quello a poche centinaia di metri, in esercizio a Fontemurata, nel territorio di Morrovalle, di cui ancora nulla è dato sapere riguardo ai COT. L’Arpam ha effettuato le analisi al camino presso l’impianto, ma non ha ritenuto di dover comunicare i risultati ai cittadini ma alla magistratura competente.

Per Corridonia intanto la Provincia è ritornata sui suoi passi, riaprendo la procedura di V.I.A. Ci preme informare i cittadini che chiunque abbia interesse, entro 30 giorni, dal 2 ottobre scorso, può inviare le proprie osservazioni, all’ufficio Ambiente della Provincia».

 

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