Biogas: oltre due milioni di euro
dissequestrati alla Viridis dal Riesame

I magistrati hanno condiviso le tesi dei ricorrenti. Le due aziende del gruppo VBIO1 e VBIO2 , titolari degli impianti di Corridonia e Loro Piceno, non avrebbero commesso illeciti amministrativi. Pesaresi e Gigli contro "la macchina del fango"
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Paolo Pesaresi e Claudio Gigli

Paolo Pesaresi e Claudio Gigli

di Marco Ricci  

Il Tribunale del Riesame di Ancona ha accolto l’istanza di dissequestro dei beni formulata dalle società del gruppo Viridis Energia il 24 luglio scorso, in relazione all’operazione “Green Profit”, portata avanti dalla procura dorica, che a metà luglio aveva disposto il sequestro preventivo di beni di VBIO1 e VBIO2 – proprietarie delle centrali a biogas di Corridonia e Loro Piceno – per un importo complessivo di 2,4 milioni di euro. L’ipotesi accusatoria si era basata sul considerare Antonio Lazzarini, indagato nella stessa inchiesta per corruzione, come amministratore di fatto delle due società. Il suo comportamento, per la Procura dorica, avrebbe agevolato VBI01 e VBI01, configurando così un illecito amministrativo e dunque portando al sequestro dei beni.

Secondo i legali della Viridis, il Tribunale del Riesame non ha ritenuto invece condivisibile l’ipotesi degli inquirenti, riconoscendo come Antonio Lazzarini non fosse amministratore delle due società di cui detiene una quota del 25%. I magistrati avrebbero accolto l’istanza basandosi anche sui contenuti delle intercettazioni telefoniche condotte dalla Guardia di Finanza. Dalle trascrizioni, secono Viridis, sarebbe emerso in maniera inequivocabile “l’infondatezza del capo di accusa formulato a carico delle società del gruppo e la sottostante la richiesta di sequestro”.

biogas sarrocciano

L’impianto di Sarrocciano

Dal provvedimento emerge chiaramente che le società VBIO1 e VBIO2 non possono avere alcuna responsabilità, anche indiretta, per eventuali comportamenti illeciti di altri soggetti che non siano i propri amministratori che, si ripete, non sono mai stati accusati di corruzione o truffa, ma di semplici irregolarità edilizie ed ambientali, che verranno chiarite quanto prima. Va ricordato in proposito che il Dott. Paolo Pesaresi già lo scorso 23 luglio ha richiesto alla Procura di essere interrogato e ad oggi è in attesa di essere convocato.” Pesaresi, lo ricordiamo, è entrato nei fascicoli di indagine della Procura di Ancona senza che gli venissero attribuiti i più pesanti capi di accusa – quali la corruzione, la concussione e la truffa ai danni dello Stato – contestati a vario titolo ad altri indagati, con i funzionari della Regione Marche indagati tra l’altro per l’ipotesi di aver predisposto “consapevolmente leggi incostituzionali” (leggi l’articolo).

Soddisfazione per il provvedimento del Tribunale del Riesame di Ancona da parte di Claudio Gigli e Paolo Pesaresi, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Viridis Energia i quali, oltre ad esprimere la loro fiducia nell’azione della magistratura, hanno nuovamente puntato il dito contro la macchina del fango che si sarebbe messa in moto nei loro confronti, parlando di una sistematica attività diffamatoria che ha già portato a diverse querele.  “Abbiamo sempre avuto la massima fiducia nella Giustizia – hanno affermato oggi in un loro comunicato – ed il provvedimento del Tribunale di Ancona fortifica questo nostro convincimento. Riteniamo che questo sia un primo passo importante per ristabilire la verità dei fatti. Speriamo che l’intera vicenda, che ci ha arrecato un enorme danno reputazionale e di immagine, venga definitivamente chiarita in tempi rapidi. Abbiamo sempre operato con la massima correttezza facendo attività d’impresa in maniera responsabile per uno sviluppo sostenibile del territorio ma questo, purtroppo, non ha evitato che finissimo in un turbine di diffamazioni e di strumentalizzazioni: una vera e propria macchina del fango alimentata da “Comitati del no a prescindere e da politici già in campagna elettorale. Nelle scorse settimane abbiamo già querelato una serie di soggetti che hanno diffuso notizie infondate e lesive della nostra reputazione e abbiamo dato mandato ai nostri legali di agire contro ulteriori soggetti che continuano in questa sistematica attività diffamatoria. Siamo molto dispiaciuti per l’intera vicenda che purtroppo ci ha e ci sta distraendo fortemente dalle nostre attività imprenditoriali con grave dispendio di risorse ed energie. Avremmo decisamente preferito continuare a focalizzarci nello sviluppo delle energie rinnovabili, creando responsabilmente valore e lavoro, piuttosto che doverci difendere da accuse infondate e attacchi diffamatori.”

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