Lo sfogo di Felicioli:
«Non si può gestire l’emergenza
chiudendo i servizi essenziali»
FIUMINATA - Conferenza stampa WhatsApp del sindaco: «L'ufficio postale resterà aperto tre giorni a settimana qui e tre a Pioraco e per noi è anche l'unica banca. E' chiuso anche il centro di raccolta intercomunale, ieri sera uno dei consiglieri comunali si è portato i sacchetti a casa»
di Monia Orazi
«Come si fa a gestire l’emergenza se ci chiudono i servizi essenziali? Stamattina sono venuti da me due cittadini che mi hanno detto che l’ufficio postale era chiuso, resterà aperto tre giorni a settimana a Fiuminata ed altri tre giorni a Pioraco, ma da noi tre anni fa è stata chiusa l’unica banca e le Poste hanno anche questa funzione. Il Cosmari ha chiuso i centri di riuso e va bene, ma è chiuso anche il centro di raccolta intercomunale, in località Valle Orsina di Pioraco. Dove li dobbiamo portare i sacchetti? Ieri sera uno dei consiglieri comunali, se li è portati a casa». Tuona contro i provvedimenti presi da alcuni enti pubblici il sindaco di Fiuminata Vincenzo Felicioli, nel corso di una conferenza stampa tenuta stamane su WhatsApp. «Succede che anche a causa dell’emotività e delle notizie date in tv, la gente stia aumentando la raccolta differenziata, non dico che si debbano svuotare le cantine, ma va evitato che restino sacchetti in giro per il territorio comunale. Anche le borse lavoro, gestite dall’ambito sociale tramite l’Unione montana sono sospese. Avevo destinato queste due persone al settore delle manutenzioni comunali, ora sono state assunte con contratto a tempo determinato per un mese, le pagherà il Comune, aiutano il lavoro dei dipendenti comunali – prosegue il sindaco -Lo dico da sindaco e medico, prima di tutto c’è la salute, ma mi chiedo come fanno i piccoli comuni a gestire l’emergenza restando senza servizi essenziali. Non abbiamo la banca, ci sono frazioni che distano dal capoluogo anche 17 km, l’ufficio postale deve restare aperto tutti i giorni. Poste ci aveva invitato a Roma ad ottobre, come sindaci dei piccoli comuni, per dirci che ci era vicino. Capisco che siamo tutti spaventati ed abbiamo paura, ma non si può gestire l’emergenza sanitaria così, i cittadini devono sentire che le istituzioni ci sono. I medici in ospedale, le forze dell’ordine hanno paura ma continuano a fare il loro lavoro, nemmeno noi abbiamo chiuso il Comune, ci siamo adeguati al decreto, non è possibile che qualcuno si alza la mattina e prende decisioni senza coinvolgere gli attori del territorio, i sindaci».





































































