Covid-Hospital Camerino, Ceriscioli:
«Il mio timore è che non basterà
e saranno coinvolte altre strutture»

CORONAVIRUS - Il governatore ha illustrato la riorganizzazione delle strutture sanitarie assieme al direttore dell'Area Vasta 3, Alessandro Maccioni. Passata l'emergenza i servizi nella città ducale torneranno quelli di prima. Il pronto soccorso è aperto, è in arrivo una seconda ambulanza sul territorio, gli ambulatori sono stati trasferiti per 30 giorni a Matelica. Attivo all'Avis il punto prelievi. Aprirà la guardia medica a Ussita e Castelsantangelo
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Alessandro Maccioni, Luca Ceriscioli e Angelo Sciapichetti

 

di Gianluca Ginella

Il Covid-hospital a Camerino, l’ospedale al termine dell’emergenza tornerà ad avere gli stessi servizi di prima e manterrà i macchinari che sono stati acquistati per far fronte al Coronavirus. Ventisei lei persone che sono state ricoverate nella struttura, 15 sono in terapia intensiva, undici in terapia non intensiva. Dopo la richiesta di ieri del Comune di Camerino di aprire un ospedale da campo per chi non può più utilizzare i servizi del nosocomio, il governatore Luca Ceriscioli ha risposto: «Se apriamo un ospedale da campo lo facciamo per il Coronavirus. Ho chiesto agli amministratori del territorio di aspettare, di non sposare questa polemica. Tra l’altro spero sia solo questa la struttura che ci serve. Il mio timore è che non basterà e saranno coinvolte altre strutture». Ceriscioli lo ha detto parlando in conferenza stampa nell’aula Galileo della sede amministrativa dell’Area Vasta 3 a Piediripa. Un incontro convocato per illustrare la riorganizzazione dei servizi sanitari in provincia. Il governatore ha sottolineato che finora solo Camerino nelle Marche ha già attivato tutti i tasselli previsti dal piano sanitario per far fronte al Coronavirus. A Camerino «finita l’emergenza torneranno tutti i servizi e i macchinari presenti per questa fase dell’emergenza rimarranno in dotazione – ha spiegato Alessandro Maccioni, direttore dell’Area Vasta 3 –. Stiamo acquistando una seconda ambulanza, il pronto soccorso è aperto, lo abbiamo dotato di ecografo e di un apparecchio radiografico portatile. Tao e punto prelievi li abbiamo messi nei locali messi a disposizione dall’Avis mentre le attività ambulatoriali che a Camerino al momento sono sospese le abbiamo trasferite per un mese all’ospedale di Matelica. A Visso il punto prelievo è stato riattivato. Per quanto riguarda la farmacia ospedaliera resta aperta all’ospedale di Camerino ed è sicura perché chi entra non respira la stessa aria che c’è nel resto dell’ospedale grazie ad un sistema di filtri che è stato realizzato. A Castelsantangelo e a Ussita sarà attivata la guardia medica». Maccioni ha anche parlato della corsa alle donazioni. «Un’ottima notizia è che c’è una corsa alla donazione: tante associazioni e imprese ci stanno contattando per sapere cosa possono donare. Tra queste la Cassa edile di Macerata e la Cassa edile artigiana delle Marche che nel complesso doneranno materiali per 13mila euro». «Ogni giorno lavoriamo pensando al giorno dopo – ha detto Ceriscioli –. Oggi una signora di 45 anni è stata ricoverata in Rianimazione, senza che avesse patologie pregresse, questo per dire della situazione. Siamo in attesa dei ventilatori per la terapia intensiva che ci sono stati promessi dallo Stato, quella è l’esigenza principale. Oltre ai ventilatori servono poi le postazioni per i ricoverati in terapia intensiva, le centraline per il monitoraggio. Poi le figure professionali, anche chi si trova in pensione può essere utile. Oggi ho sentito l’associazione Aiop, di sanità privata, perché abbiamo bisogno di tutte le forze possibili». Ceriscioli ha parlato anche del sisma: «Il governo non l’ha mai vista come una emergenza, la speranza ora che si capisca che lo è e che ci si comporti di conseguenza. Anche per il sisma servono provvedimenti speciali e non il codice degli appalti». Maccioni sull’ospedale di Camerino replica poi al Nursid, il sindacato degli infermieri, che lamentava non ci sia stata una adeguata formazione al Covid-hospital: «L’arrivo dei pazienti in terapia intensiva è stato preceduto da informazione al personale, formazione sui dispositivi di protezione e dotazioni adeguate alla gestione di più turni in sicurezza. I primi pazienti sono arrivati in sede solo dopo 2 ore dell’arrivo dei dispositivi. Il giorno seguente è stata ripetuta la formazione per più di 100 operatori, tutti i dispositivi sino ad oggi sono stati messi a disposizione anche del personale dei servizi di supporto. Sono stati distribuite le procedure di pulizia, sanificazione, disinfezione, tutti gli operatori in servizio sono stati informati della trasformazione delle aree di degenza mediche, intensive e semi intensive».

(Ultimo aggiornamento alle 18,15)

 

 

 

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