INTERVISTA A LUCA CERISCIOLI:
«Nuove misure col comitato tecnico
Una mia ricandidatura è esclusa»

IL GOVERNATORE parla a tutto campo, dal diffondersi del Coronavirus («Fin dall'inizio abbiamo adottato le misure che ritenevamo necessarie. Domani summit per aggiornare il piano»), passando per le accuse che gli hanno rivolto sul terremoto («La lentezza della ricostruzione non è colpa della Regione»), fino al bilancio dei cinque anni di mandato («Non avessimo avuto queste due emergenze saremmo stati tutti più contenti») e alle prossime elezioni con la decisione di lasciare il passo a Mangialardi («Il centrosinistra che fa fuoco amico segue la tradizione di dare un vantaggio all’avversario, il giorno che finirà di litigare susciterà stupore»)
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Luca Ceriscioli

 

di Luca Patrassi 

Di sicuro non lo identificano più come l’ex sindaco di Pesaro, il governatore di quella Regione considerata a trazione Anconetana e Pesarese: Luca Ceriscioli si appresta a chiudere il mandato quinquennale alla guida della Regione Marche e lo fa con una percezione mutata nei suoi confronti da parte di molti marchigiani che prima sentivano Palazzo Raffaello lontano dal cuore e dai finanziamenti. La netta presa di posizione a tutela dei cittadini sul tema coronavirus gli ha dato un extrabonus di fiducia e di credibilità.

Governatore Ceriscioli, lei non è un virologo ma la sua conoscenza delle curve matematiche l’aiuta nell’affrontare l’emergenza del virus: conosce a fondo le Marche, siamo ancora un popolo di campanilisti o appare qualche segno che fa pensare a una comunità solidale appare?

«Rilevo che i marchigiani abbiano ben compreso la situazione fin dall’inizio e stanno collaborando. Abbiamo fatto da tempo le scelte che ritenevamo necessarie e continuiamo in questo senso. Domani avremo un comitato tecnico che deciderà l’aggiornamento del piano con l’adozione di nuove misure in base alle esigenze che si stanno manifestando».

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L’ospedale di Camerino

Strutture sanitarie a dura prova, si attende l’onda di piena sperando che le nuove misure risultino idonee nell’immediato. Ma siete pronti con ulteriori piani nel caso siano necessari?

«L’ospedale di Pesaro diventerà l’ospedale “sporco”, cioè quello che accoglierà un numero importantissimo di casi, mentre Urbino e Fano faranno l’attività ordinaria, su Ancona stiamo portando avanti la sistemazione di Chiaravalle e un incremento di posti su Torrette. Quanto a Macerata, i posti letto disponibili a Camerino sono pochi, ha una dimensione limitata e quindi penso si andrà a utilizzare uno dei due ospedali (Civitanova o Macerata, ndr) che dovrà occuparsi forse in maniera esclusiva dei casi di coronavirus. Questo però sempre nella logica di preparare sperando che non serva. Ci tengo a dirlo, perché noi non è che siamo contenti se aumentano i casi».

Ci sono anche quelli del sì, però. Chi le riconosce orgoglio e determinazione nello schierarsi subito contro il Governo per la chiusura delle scuole, dice che però con il terremoto si è mosso diversamente. Le contestano di aver usato grande delicatezza con commissari alla Ricostruzione a dir poco inconcludenti solo per affinità di partito. Cosa replica?

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Giuseppe Conte con Luca Ceriscioli e Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo durante la visita del 13 settembre nel cratere

«La molla che questa volta ha fatto scattare l’intervento è stata l’ordinanza che, rispetto alla scelta che ha fatto il Governo, ha permesso l’intervento della Regione. Per il sisma non è che l’indirizzo della Regione non sia stato espresso. Io ricordo che la prima volta ero a Camerino, Confindustria faceva la sua assemblea ed eravamo nella prima parte del 2017. Non è che questa linea sia stata indicata tardivamente, sono usciti tanti messaggi che manifestavano la linea diversa della Regione Marche rispetto al Governo e l’abbiamo ufficializzata ad ogni decreto che ha fatto il Governo dichiarando l’insufficienza rispetto alle esigenze e il fatto che servissero strumenti di semplificazione amministrativa. Anche l’ultima volta che siamo stati al tavolo con il Governo abbiamo presentato gli emendamenti di sempre, ma anche in quella occasione non sono stati accolti. Non è stata la Regione distratta rispetto al sisma ma un meccanismo diverso voluto dal Governo che non ha dato spazi di inserimento alla Regione. La comunità ha invece percepito che la lentezza della ricostruzione sia una responsabilità della Regione e non è così: peraltro siamo stati l’unico Ente che ha dato alla Ricostruzione 70 dipendenti. Questa generosità istituzionale – la presenza di tecnici della Regione negli uffici della Ricostruzione – fa invece sì che uno a torto identifichi l’azione del Governo con quella della Regione, non distinguendo linee date da noi dal primo giorno e disattese. Ho condiviso il pensiero del premier Conte quando in questi giorni ha detto che nelle emergenze bisogna fare cose straordinarie» .

Lonely Planet indica le Marche al top mondiale tra le regioni da visitare e purtroppo arriva l’emergenza sanitaria. Come se ne esce con riferimento al turismo?

«Chiederemo a Lonely Planet – scherza il governatore – di inserire le Marche anche nel prossimo anno. Sarebbe una cosa bellissima se Lonely Planet nel 2021 dicesse “andate dove non siete andati lo scorso anno perché c’è stata una pandemia”. Certamente continueremo ad investire per sostenere il turismo come abbiamo fatto finora» .

Una rotta che la Regione vuole percorrere è quella aerea legata al rilancio del Sanzio. Ha già in mente uno scenario possibile?

«L’aeroporto è nella nostra programmazione. Abbiamo stanziato 13 milioni di euro, non due soldi, per finanziare il potenziamento dei voli, è un piano contenuto nella nostra programmazione turistica. Quello che sta accadendo oggi non deve interrompere il lavoro che stiamo portando avanti »

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Luca Ceriscioli e Maurizio Mangialardi

Ha già detto e ripetuto che non si ricandiderà, un passo indietro a vantaggio di Mangialardi. Non è che la popolarità di cui gode in questi giorni la spingerà a ripensarci?

«Per ritrovare la concordia nel centrosinistra ho fatto un passo indietro a favore di Maurizio Mangialardi e questa per me rimane la situazione, è chiaro che anche Maurizio si vede poco perché non è il momento della campagna elettorale, lui è anche presidente dell’Anci e ha un ruolo istituzionale di particolare responsabilità in questo momento. Poi, qualche giorno dopo l’evento ho fatto questa analisi: il fatto di non essere oggi invischiato nella dinamica elettorale aiuta ancora di più nel compito che devo svolgere perché mi tiene esente dall’idea che le scelte che prendiamo siano derivate da chissà quale tornaconto elettorale».

La cosa che più l’ha delusa in questi cinque anni di governo delle Marche?

«Per me, e soprattutto per i marchigiani, l’aver avuto in questi cinque anni due emergenze così. Non le avessimo avute saremmo più contenti tutti, dai trentamila sfollati a quanti oggi- pazienti e sanitari- combattono il coronavirus. Non ce lo scegliamo, ci capita».

La maggiore soddisfazione?

«Sono convinto di aver fatto un lavoro enorme in questi cinque anni malgrado le cose che sono capitate. Magari non sarà visibile subito ma sono convinto che da un’analisi serena, e non da scontro politico, possa emergere che sono stati cinque anni di grandissimo lavoro che ha prodotto cose importanti».

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Andrea Orlando, vice segretario nazionale del Pd, all’ultima direzione regionale Pd

Lei è stato vittima del “fuoco amico” del suo Pd?

«Il centrosinistra che fa fuoco amico segue la tradizione di dare un vantaggio all’avversario, il giorno che il centrosinistra finirà di litigare susciterà stupore, ci si chiederà cosa sia successo, se sia cambiato il Dna. Se vogliamo metterla in un’altra luce direi che c’è una grande dialettica democratica nel centrosinistra».

Non si ricandida?

«No, in questo momento ma anche dopo porto avanti il percorso che dicevo prima, almeno a nessuno verrà in mente che le scelte che stiamo adottando, secondo me popolari, siano dettate da motivi elettorali».

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