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«Ci sarà il sequestro d’urgenza
dei locali aperti dopo le 18»

DECRETO - Giovanni Giorgio, capo della Procura di Macerata, ha dato disposizioni alle forze dell'ordine: «Comprendo le difficoltà dei commercianti, ma è a tutela della salute». La polizia postale: «Se fate donazioni, attenti alle truffe»
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Sequestro preventivo per le attività che non rispettino l’orario di chiusura fissato alle 18. È questa la disposizione data dal procuratore di Macerata, Giovanni Giorgio per garantire che le regole disposte dal decreto del governo entrato in vigore ieri vengano rispettate. I carabinieri a Civitanova ieri hanno trovato una pizzeria che era aperta e ha chiuso solo verso le 20. Il titolare, un bengalese di 39 anni, è stato denunciato per non aver rispettato quanto disposto nel decreto.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore spiega che «pur comprendendo lo stato di difficoltà in cui si trovano i commercianti, con rincrescimento ho impartito alle forze dell’ordine la direttiva di procedere alla chiusura delle attività con sequestro preventivo d’urgenza per quelle che vengano trovate aperte dopo le 18. È una disposizione che ho dovuto prendere a tutela della salute». Una seconda persona è stata denunciata dai carabinieri per non aver osservato i provvedimenti che rientrano nel decreto. Si tratta di un 49enne dello Sri Lanka, che vive a Parma, e che è stato fermato dai carabinieri a Petriolo. L’uomo era arrivato in zona l’8 febbraio, non aveva giustificazioni per trovarsi nella nostra provincia (gli spostamenti devono essere giustificati o da motivi di lavoro o per salute o per far rientro alla propria casa). C’è poi chi potrebbe volersi approfittare del momento in cui vive il Paese. Ci sono casi di truffe a livello nazionale di persone che si spacciano per enti che chiedono sovvenzioni per far fronte al Coronavirus. «In provincia non abbiamo episodi al momento ma bisogna sempre fare attenzione – dice Raffaele Daniele, che dirige la polizia postale di Macerata –. La cosa essenziale è verificare chi è promotore della raccolta, e anche sul beneficiario, se c’è un iban, si può verificare anche attraverso il proprio istituto per sapere chi è intestatario».

(Gian. Gin.)

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