Cerimonia dei granatieri per Sarchiè
Jennifer: “Erano molto legati
Ora processo per gli assassini”
CAMERINO - Il commerciante di pesce ucciso aveva fatto il militare nel Corpo. La figlia spera che la procura chieda il giudizio immediato: "Non perdoneremo mai chi ha ammazzato mio padre"
Hanno scelto il 19 aprile, a dieci mesi dalla scomparsa di Pietro Sarchiè, i granatieri di Sardegna, amici del commerciante di pesce ucciso, per organizzare un raduno a Camerino in cui, tra l’altro, sarà ricostituita l’associazione nella città ducale. «Mio padre a 20 anni ha fatto il militare nei granatieri – racconta Jennifer Sarchiè –. Si sono sempre mantenuti in contatto, si chiamavano, mio papà partecipava agli incontri. L’ultimo lo scorso maggio». Così il centro regionale Marche dell’Associazione granatieri di Sardegna ha deciso di organizzare il raduno nella nostra provincia. nel corso della giornata, dalle 11,30 alle 12,30, saranno deposti dei fiori a Valle dei grilli, a San Severino, dove chi ha ucciso il commerciante di pesce lo ha poi seppellito. Saranno presenti anche i familiari del commerciante ucciso. I granatieri hanno anche dedicato un articolo a Pietro Sarchiè nel numero di gennaio della loro rivista. Per il delitto Sarchiè sono indagati, per omicidio volontario, Giuseppe Farina e il figlio Salvatore Farina, che si trovano in cella. Indagati per favoreggiamento Santo Seminara e Domenico Torrisi. «Siamo in attesa che la procura chieda il giudizio immediato – dice Jennifer –. Noi crediamo fermamente nel lavoro che hanno fatto il procuratore Giovanni Giorgio e il suo ufficio. Non crediamo alle dichiarazioni di Giuseppe Farina (che addossa l’omicidio a Santo Seminara, ndr). Farò di tutto perché gli assassini di mio padre restino in cella. Noi vogliamo il massimo della pena». E aggiunge: «Noi non li perdoneremo mai, li odiamo con tutto il cuore per quello che hanno fatto. Hanno rovinato una famiglia, e per cosa? Per avere la piazza di mio padre per vendere il pesce? E cosa hanno ottenuto?». Sarchiè è stato ucciso con sei colpi di pistola la mattina del 18 giugno 2014. Per la procura a sparare sarebbe stato Giuseppe Farina nel corso di un agguanto a cui avrebbe partecipato anche il figlio Salvatore.
(Gian. Gin.)
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