Appello alla condanna a 12 anni,
Traini torna in aula

MACERATA - Il 30enne comparirà domani davanti ai giudici della Corte d'assise d'appello di Ancona, la difesa chiederà uno sconto della pena decisa in primo grado
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Luca Traini

 

Torna in aula domani Luca Traini, alla corte d’appello di Ancona. La difesa chiederà uno sconto alla condanna di primo grado della Corte d’assise del tribunale di Macerata, 12 anni con rito abbreviato, del 3 ottobre 2018. Il ricorso era stato presentato dall’avvocato Giancarlo Giulianelli, legale del 30enne, che ha sempre sostenuto che non si potesse contestare il reato di strage per i fatti accaduti il 3 febbraio del 2018, quando Traini uscì dalla sua casa di Tolentino armato di pistola, prese l’auto e raggiunse Macerata, iniziando a sparare, ferendo sei persone. Il legale contesta tutto l’impianto della sentenza di primo grado. L’insussistenza della strage, l’insussistenza dell’aggravante dell’odio razziale, la capacità di intendere e volere (che per la difesa non c’era al momento dei fatti), la mancata concessione di attenuanti generiche. Traini ha sempre negato che la matrice del gesto fosse razzista, sostenendo che fosse legato ad una reazione all’omicidio di Pamela Mastropietro (la 18enne romana uccisa il 30 gennaio 2018 per il cui delitto è stato condannato all’ergastolo il nigeriano Innocent Oseghale) e che l’obiettivo erano gli spacciatori. Sparò anche contro la vetrina di un bar a Pollenza, contro l’ingresso di una discoteca, contro la sede del Pd di Macerata in via Spalato. Riconosciuta l’aggravante razziale, i giudici nella sentenza scrissero di ritenere poco credibile il pentimento del 30enne. E’ stata sempre respinta, sinora, la richiesta di poter uscire dal carcere con i domiciliari e il braccialetto elettronico.

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