«Traini capace di intendere e volere?
Me lo aspettavo per come ha agito
No alle vendette private»

MACERATA - L'avvocato Gianfranco Borgani assiste due delle parti civili al processo per il raid razzista. «L'unica giustizia possibile dopo la morte di Pamela è quella dello stato di diritto»
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L’avvocato Gianfranco Borgani

 

«Che Luca Traini fosse capace di intendere e volere ce lo aspettavamo per il modo in cui ha agito. L’unica giustizia possibile per la morte di Pamela è quella dello stato di diritto, ogni altra reazione privata merita la giusta condanna». Così l’avvocato Gianfranco Borgani, che assiste due delle parti civili al processo a Luca Traini, il 29enne di Macerata che lo scorso 3 febbraio ferì a colpi di pistola tre persone. La perizia affidata dai giudici della Corte d’assise allo psichiatra Massimo Picozzi si conclude dicendo che il giovane era capace di intendere e volere quando compì il suo raid razzista in giro per Macerata. «Della perizia conosco solo le conclusioni – dice l’avvocato Borgani –, ed esprimo una valutazione solo rispetto a queste, che per me erano attese. Ci aspettavamo fosse capace di intendere e volere per le modalità con cui il fatto si è svolto.

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Luca Traini

Il modo in cui è stato realizzato mi faceva pensare a una consapevolezza. Non è che Traini abbia sparato a caso: è andato nei luoghi dove riteneva avvenisse lo spaccio, ha colpito la sede di un partito e poi c’è il modo in cui si è fatto platealmente fatto arrestare». Il legale però evidenzia anche un altro aspetto, quello del rischio che altri possano seguire l’esempio di Traini. «L’unica giustizia possibile dopo la morte di Pamela è quella dello stato di diritto: accertare i fatti e punire il responsabile alla giusta e severa sanzione – dice l’avvocato Borgani –. Ogni altra reazione privata, che altro non è se non una vendetta, peraltro contro persone inermi ed innocenti, merita anch’essa la giusta condanna del caso. Non ci sono scorciatoie ammissibili, a garanzia di tutti e nel rispetto delle vittime».

(Gian. Gin.)



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