Il popolo di Traini

UNA VALANGA di commenti su Facebook esprimono solidarietà al 29enne e contestano la condanna a 12 anni per strage. Ecco una carrellata di frasi del web-pensiero, uno spaccato della pancia del Paese. Da febbraio a oggi il clima a Macerata non sembra essere cambiato: tira una brutta aria
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Luca Traini ieri all’uscita del tribunale di Macerata alza il pollice davanti ai fotografi

 

di Cronache Maceratesi

«Leggendo i commenti si può affermare che una tastiera e una connessione sono diventate due armi troppo pericolose». E’ l’era dei social, l’altra faccia della libertà di espressione innalzata all’ennesima potenza. Quella frase è del nostro lettore Elvis Castagna, uno dei tanti commenti, centinaia a dire il vero, apparsi su Facebook sotto agli articoli pubblicati sulla sentenza con cui Luca Traini è stato condannato a 12 anni per strage con l’aggravante dell’odio razziale per il raid del 3 febbraio scorso a Macerata. Un caso di rilevanza internazionale, che – a quattro giorni dal brutale assassinio di Pamela Mastropietro – ha riportato suo malgrado la città sui tg e i quotidiani di mezzo mondo. E che inevitabilmente ha dato la stura al popolo del web, sia subito dopo l’attacco, sia ora che i giudici della Corte d’assise hanno messo un punto, cristallizzando quantomeno la verità giudiziaria. E come la pensa il popolo del web? Il popolo del web è il popolo di Traini, almeno per la stragrande maggioranza. Basta scorrere i vari commenti – sia sulle cronache locali che su quelle nazionali – per vedere che la maggior parte delle persone è in qualche modo solidale con il 29enne maceratese. E se è vero che il popolo del web rappresenta la pancia del Paese, non si può non avvertire una deriva razzista. Con Macerata a rappresentare un piccolo ma significativo spaccato, almeno da febbraio, quando è diventata palcoscenico nazionale della campagna elettorale per le politiche. E quando anche per strada in tanti commentavano con quel “Ha sbagliato… Però…” e qualcuno arrivava a plaudire il gesto di Traini.

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Il Mein Kampf a casa di Traini

Ma partiamo dai fatti. Questo ragazzo di 29 anni, neofascista dichiarato con la zanna di lupo tatuata sulla tempia e il Mein Kampf nel cassetto, ex candidato della Lega a Corridonia con zero voti all’attivo, il 3 febbraio si è alzato dal letto, ha preso la pistola che deteneva per uso sportivo, un carico di munizioni ed è entrato in auto. Dopodiché ha iniziato a sparare ad altezza uomo dalla sua Alfa 147 nera in corsa per le vie di Macerata e dintorni. Sei i feriti, due gli scampati: tutti neri. Alcune vetrine trivellate, con i proiettili finiti a pochi centimetri da clienti che stavano facendo colazione o semplicemente chiacchierando. Per concludere la sua folle corsa è poi andato al monumento dei Caduti e si è irrigidito in un saluto fascista, con la bandiera dell’Italia sulle spalle. Arrestato, è stato processato e condannato in primo grado a 12 anni per strage (nell’ordinamento giuridico italiano non esiste il reato di tentata strage, mentre quello di strage si configura quando qualcuno attenta all’incolumità pubblica) con l’aggravante dell’odio razziale. Questa ormai è storia. Il resto sono commenti, opinioni e interpretazioni. Cosa l’abbia spinto a mettere in atto quella follia, poco importa. E’ una sua interpretazione, una sua giustificazione a cui si può credere o meno. Che si sia pentito, e se il suo pentimento sia sincero o meno, altrettanto. Di sicuro è arrivato solo poco prima della sentenza, in aula.

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Il sindaco Romano Carancini entra in tribunale per il processo Traini

Ecco invece una carrellata con alcuni dei commenti infarciti di rimandi ad altre notizie di cronaca, odio, prese di posizione discutibili. Frasi che con i fatti c’entrano poco o niente. A leggere l’insieme sembrano troppo ottimistiche anche le parole del sindaco Romano Carancini, che subito dopo la sentenza ha parlato di un ulteriore passo verso la serenità.  

Roberta Mataloni: «Io sono curiosa di sapere invece che fine farà quello che è stato ferito e risultato spacciatore (uno dei sei neri colpiti da Traini, poi arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e non per spaccio, ndr)…..tocca pure ripagallo che schifo…….condanno il gesto che ha fatto Traini solo perché poteva andarci di mezzo persone innocenti …ma ha avuto le palle di fare quello che tanta gente normale ha magari pensato di fare quando va in giro per Macerata o portano i loro figli ai giardini …..ci siamo rotti de sta gente. A prima che me lo dite voi …si so razzista o meglio tutto sto schifo mi c’ha fatto diventa».

Max Fontana:  «Colpevole? Sicuro! Ma di strage? Allora dovrebbe essere la stessa cosa per ogni spacciatore».

Fabio Astolfi: «Solidarietà x Traini».

Silvia Carletti: «Ma magari se ne facesse solo 5!! Perché non ha ucciso nessuno!! E bisogna pure pagare il bastardo dello spacciatore??? 10 mila calci in c… altro che risarcimento».

Michele Conte: «Mi dispiace».

Giacomo Latini: «Vergogna».

Manolo Valnerina Petracci: «È stato volontario il fatto di non uccidere, credo che abbia fatto ciò che quasi tutti i cittadini d’Italia stanchi di questa situazione pensano…da solo perché lo Stato non è più a mio parere con i suoi cittadini».

Bruno Crescimbeni: «Io non riesco a capire una cosa: a Traini che alla fine non ha ammazzato nessuno 12 anni di galera; a quei “signori” neri che spaccio droga e ammazzano i nostri giovani/figli li rilasciano dopo 24 ore e non riescono neanche a rimandarli al loro paese. Vi sembra giustizia questa?».

Andrea Bianchini: «Chi protegge spacciatori e gente di m…. che non lavora meritate l’invasione a Macerata di questi soggetti».

Tonino Amatucci: «Aggravante di strage e non ha ucciso nessuno! Gli assassini di Pamela aggravante di macelleria? Vergogna Italiana, fa incazzare di più la gente e la rende più razzista.l’Italia con tutti questi extracomunitari sta diventando uno schifo!».

Marco Bravi: «Se potessi prendere io il posto di Traini senza fare reati……l’Italia è invivibile, tutti contro tutti, si sta’ meglio in galera a occhi chiusi».

Massimo Chiupo Pagnanini: «Certo è bianco. Se era di un colore più scuro….poteva uscì poco dopo processo. Viva la Magistratura».

Moreno Pazzelli: «Me pare sinceramente tanti e troppi..Chi ha ammazzato?»

Loris Cingolani :«Ripeto, io quel giorno l’ho vissuto nella più completa normalità, cosa che non farei ai giardini Diaz di notte…»

Massimiliano Macellari: «Ha sparato a 6 persone, ferendole senza ucciderle per un puro caso. È stato condannato a 2 anni per ciascuna delle 6 persone a cui ha sparato e che, ribadisco, per un caso fortuito non ha ucciso. 2 anni per ciascun tentato omicidio è tanto?»

Matteo Lini: «Paragonare una strage in questo caso è un offesa per le vittime delle vere stragi! Questa giustizia è di facciata per evitare altri casi simili!! Libero era un po troppo forse ma almeno giudicatelo e condannatelo per quello che ha fatto!»

Erika Marinsalta: «Non c’è più giustizia…. E poi condannato per strage ma a chi ha ammazzato? Voglio vedere a quei neri che veramente hanno fatto una strage quanto gli danno…. Mah tieni duro Luca…».

Selina Fulli: «Ma quale strage???»

Isabella Corsetti: «12 e non ha ucciso nessuno. Mah…»

Manuela Mattioni: «Solo un grande dispiacere..Giustizia per Traini».

Andrea Canzi: «Tipicamente da fascisti sono quei vili comportamenti da rinnegati e il loro falso pentimento e il chiedere scusa opportunista… vili fino alla fine».

Cinzia Incicco: «Giusto è non dimentichiamoci la discoteca a Sforzacosta e il bar a Casette Verdini. Ci poteva stare chiunque. Un pazzo che va sparando in macchina poteva colpire chiunque. Di sabato mattina nel centro di Macerata. Ma cosa insegnamo ai nostri figli. Che è giusto andare in giro armati a ammazzare. Una persona così cova dentro odio e basta. Nessun raptus sapeva bene cosa andava a fare.

Mauro Brugiamolini: «E a quello che ha tagliato l’orecchio a Lanciano?? Che giudici di m…. che abbiamo… Compagni e di m».

 

Di seguiti altri commenti che invece condannano senza se e senza ma il gesto di Traini rispondendo a chi lo difende. 

Giovanni Monaldi: «Questo sparava ad altezza uomo…É stato fortunato a non uccidere nessuno altrimenti prendeva l’ergastolo…come si fa a non capirlo?»

Luca Tombesi: «Che pena che mi fate. Continuate ad inneggiare ad un idiota che ha sparato da una macchina in pieno giorno e solo per caso non ha provocato una strage. Mi chiedo cosa avreste scritto se uno di quei proiettili vaganti avesse colpito uno dei vostri cari…»

Luca Sardellini: «Chi lo difende dovrebbe solo vergognarsi…. Difendere chi ha tentato di commettere una strage è ignobile. Siete imbarazzanti».

Pietro Alessandro Preve: «Il popolo di mediocri e tristi maceratesi accorre a difendere uno che ha sparato a 6 persone. Ma vergognatevi, come mi vergogno io a essere nella vostra stessa regione».

Mauro Romoli: «A tutti quelli che difendono Traini chiedo una semplice cosa: ma visto che venerate così tanto ciò che ha fatto perché non lo avete fatto anche voi (prima o dopo di lui)? Adesso magari non lo fareste perché potreste dire di non aver voglia di prendervi 12 anni, ma fino a 2 ore fa che la sentenza non era stata emessa perché nessuno di voi lo ha emulato visto che aveva fatto bene a fare quel che ha fatto e che il suo unico peccato era aver avuto poca mira?».

Paola Cioppettini: «Mi sembra che abbiamo proprio perso il controllo, tutta questa gente che si permette di commentare una sentenza data da giudici che hanno studiato anni e anni, ma dove ci hanno portato questi pazzi che ci governano? Perché tutto parte da li, parte da un ministro dell’Interno che si permette di sbeffeggiare commissari europei, da un altro ministro che dall’alto della sua ignoranza abissale si permette di trattare professori con un curriculum da paura come fossero persone ignoranti che non sanno di cosa parlano. Tutto nasce da li. Per tornare a Traini forse non vi ricordate che questa persona ha terrorizzato una città, noi eravamo a scuola e non siamo potuti uscire per mezz’ora, il panico era incredibile, potevano esserci tutti gli studenti che uscivano da scuola proprio in quel momento e qualcuno poteva rimanere ucciso (non è successo solo grazie alla prontezza del nostro sindaco che ci ha praticamente sequestrato!!!)
E voi vi permettete di giudicare troppo grande una condanna a 12 anni?? Senza conoscere la legge, senza considerare niente di quello che poteva accadere e solo per un caso non è accaduto?? Ora basta, ognuno torni a fare il proprio mestiere, i giudici fanno i giudici e solo loro!!».

Mirco Gironella: «Premetto che non sono il classico “buonista” (come dite in molti), appoggio questo governo ed ho votato 5stelle. Non potete dire che è troppo dai… Chi esce di casa con una Glock in mano per farsi giustizia da solo, con aggravante razzista, non meriterebbe 10 anni di carcere almeno?? Per fortuna non è come la pensate voi altrimenti ci sarebbe il Far West per le nostre strade».

Marco Caciorgna: «È un pazzo li al bar a Casette Verdini c’erano 2 amici x fortuna non si trovavano nei pressi della porta».

Renato Rinaldi: «Dizionario Treccani, “STRAGE”: in diritto penale, delitto di strage, il più grave dei delitti contro l’incolumità pubblica, consistente nel compiere coscientemente atti che possono creare pericolo per la vita e l’integrità fisica della collettività e determinare eventualmente la morte di una o più persone (nel qual caso si applica la pena dell’ergastolo)»

 



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