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Commenti pro Traini,
c’è un indagato per apologia di delitto

RAID RAZZISTA - Valanga di messaggi di solidarietà dopo la sentenza con cui il 29enne è stato condannato per strage, maceratese sotto inchiesta per aver commentato così l'articolo di Cronache Maceratesi: «12 anni per non aver una buona mira un po’ troppi». La violenza verbale del web e i troppi "però"
mercoledì 10 ottobre 2018 - Ore 20:58 - caricamento letture
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Traini alza il pollice in favore degli obiettivi dopo la sentenza della Corte d’assise

 

Commenti pro Traini, da febbraio a oggi ne sono comparsi tantissimi su Facebook, a Macerata e un po’ in tutta in Italia. Molti maceratesi “storditi” dai tragici fatti di febbraio hanno espresso solidarietà al 29enne autore del raid razzista. Lo hanno fatto sui social ma anche davanti alle telecamere delle tv nazionali. La maggior parte commentava «ha sbagliato… però», e altri arrivavano a dire che aveva fatto bene e che in tanti avrebbero voluto farlo. Diversi i commenti che sono apparsi anche sulla pagina Facebook di Cronache Maceratesi, per questo la scorsa settimana abbiamo pubblicato l’articolo dal titolo “Il popolo di Traini” per denunciare il clima verbalmente violento che aveva suscitato la notizia della condanna a 12 anni per strage con l’aggravante dell’odio razziale. Un modo, riportare quei commenti in chiave critica, per far capire le derive del Macerata-pensiero. Pur se c’erano commenti pro e contro, sono quelli a favore del 29enne che hanno fatto discutere. Anche una servizio di La 7 “Se Macerata vuole Traini libero” ieri  ha evidenziato come molti maceratesi siano favorevoli all’azione di Traini e solidali con lui. Un clima, quello di Macerata, che certamente è lo specchio di ciò che avviene un po’ in tutta Italia.

I commenti apparsi hanno portato anche a conseguenze penali, perché il web è tutt’altro che un territorio libero da regole: ci sono eccome. E un post su un social network o un commento in calce a un articolo viene equiparato ad una affermazione fatta sulla stampa e si può rischiare, ad esempio, una imputazione per diffamazione aggravata. E ha dato il via ad una indagine della Digos uno dei commenti apparsi su Cronache Maceratesi dopo la sentenza. Il maceratese G. C. è stato indagato per apologia di delitto. Aveva scritto «12 anni per non aver una buona mira… un po’ troppi… il tuo gesto ha portato a galla molte problematiche e ci ha reso compatti a raggiungere un obiettivo comune. Ripulire Macerata e dintorni. Chapeau Traini». Il commento, scritto da un lettore certificato (da qualche anno su Cronache Maceratesi sono stati aboliti i nickname si può commentare solo con il proprio nome e cognome assumendosi le responsabilità)  è stato rimosso dopo segnalazioni per via dei contenuti che incitavano alla violenza.

Tra i commenti apparsi nell’articolo “Il popolo di Traini” ce n’era anche uno di Marco Bravi. Su questo va precisato che il Marco Bravi che ha commentato non è l’agente di commercio maceratese, 56enne, ma si tratta di un omonimo:«Tanti amici mi hanno chiamato dicendomi “cosa hai scritto”, voglio dire a tutti che quel Marco Bravi non sono io».

(redazione CM)

Il popolo di Traini



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