Condanna Traini, i feriti:
«Dodici anni sono pochi»

RAID RAZZISTA - Dopo la sentenza chi è stato vittima degli spari del 29enne ha commentato la sentenza. «Le scuse? Non le accettiamo» dicono Makan Diabj e Mahmadou Toure. Wilson Kofi: «Sono ancora molto spaventato. Se penso a cosa è accaduto a Pamela Mastropietro sto male»
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Da sinistra Mahmadou Tourè e Makan Diabj oggi davanti al tribunale

 

«La condanna a dodici anni non va bene, è poco. Non va bene che si spari a delle persone e che si venga condannati a dodici anni». Così Makan Diabj e il maliano Mahmadou Toure, dopo la sentenza della Corte di assise di Macerata per Luca Traini. Diabj e Tourè erano in via dei Velini il 3 febbraio quando Traini gli ha sparato. Diabj è scampato ma Tourè è rimasto ferito in modo grave. Entrambi si sono costituiti parte civile al processo, assistiti dall’avvocato Gianfranco Borgani. E sulle scuse fatte da Traini: «Non le accettiamo».

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Wilson Kofi

«La sentenza va bene, ma potevano dargli di più – ha commentato Wilson Kofi, ghanese, uno dei sei feriti –. Il dolore che ho provato forse se ne andrà. Ora va già meglio. Però non è facile vivere in un Paese dove ti sparano addosso, anche se amo stare in Italia». Kofi aggiunge di essere ancora «molto spaventato». E ha un pensiero anche per Pamela Mastropietro, la 18enne uccisa lo scorso 30 gennaio e del cui delitto è accusato Innocent Oseghale: «Ogni volta che penso a quella ragazza sto male». Oggi Luca Traini è stato condannato a 12 anni dalla Corte d’assise di Macerata. Per cinque dei feriti è stata disposta una provvisionale di 10mila euro. Per il sesto, Toure, di 2.500 euro.

(Gian. Gin.)

 

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