In coda ai supermercati:
«C’è una gran ressa,
la spesa come scusa per uscire»

CORONAVIRUS - L'affluenza non è mai scesa. Una dipendente: «C'è chi viene tre volte al giorno e chi ti si addossa, noi abbiamo paura». Cgil, Cisl e Uil chiedono la chiusura domenicale e di ridurre l'apertura giornaliera alle 18
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Clienti in attesa all’ingresso dell’Oasi di Macerata

 

Code, difficoltà a rispettare le norme e la distanza di sicurezza di un metro. E’ questa la situazione nei supermercati maceratesi. Negozi e ristoranti restano chiusi e i supermercati sembrano essere diventati la valvola di sfogo per uscire dalla quarantena forzata a cui il Coronavirus ha costretto l’Italia. I supermercati sono stati presi d’assalto al nord con l’arrivo delle zone rosse. Non così nella nostra provincia dove “l’ammucchiata” non c’è mai stata. Ma di giorno in giorno non è diminuita di certo l’affluenza.
«Non so se sono stata sfortunata – ci scrive una lettrice – ma ho trovato sempre una gran ressa che impediva il rispetto delle norme di sicurezza per il Coronavirus. Mi sono sentita un po’ presa in giro, visto il sacrificio che viene imposto ai nostri bambini».

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La Coop di Tolentino

Accade soprattutto nei supermercati più grandi e frequentati. Lo conferma la dipendente di una struttura a Macerata. «Purtroppo in molti non hanno capito la gravità della situazione, si presentano più volte al giorno, oppure ti si addossano per chiedere informazioni. Noi abbiamo paura». Meno frequentato l’ipermercato del centro commerciale Val di Chienti dove invece non si sono verificati episodi di code e assembramenti, forse anche per la posizione defilata rispetto ai centri delle città vicine. Molti si sono organizzati con norme specifiche. Si entra uno alla volta, una sola persona per ogni nucleo familiare e in alcune strutture i percorsi da seguire sono obbligati. Ad esempio all’Oasi di Macerata: «Oltre ad aver implementato i punti di vendita di dispenser con soluzioni igienizzanti e salviettine per la pulizia dei carrelli – fa sapere l’organizzazione –  il nostro personale formato, adottando tutte le disposizioni previste per l’emergenza sanitaria in corso, è al servizio della clientela per agevolare il tempo dedicato alla spesa e garantire un regolare flusso del transito nei punti di vendita da parte dei clienti».

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Il Conad a Sambucheto di Montecassiano

Sulle disposizioni del decreto governativo intervengono Cgil, Cisl e Uil con le specifiche del settore commercio: «Siamo di fronte ad una frequentazione dei supermercati non solo per l’approvvigionamento alimentare, ma anche come giustificazione allo spostamento al di fuori delle mura domestiche. E’ frequente, difatti, il verificarsi di clienti che si recano nei punti vendita per più volte al giorno per acquistare solo pochi prodotti anche non strettamente necessari e di natura non alimentare. Questa situazione, per quanto comprensibile dal punto di vista “umano”, comporta dei rischi non accettabili per le lavoratrici e i lavoratori dei supermercati perché aumenta la possibilità del verificarsi di contagi in luoghi di lavoro che non possono chiudere come altri perché divenuti indispensabili per la cittadinanza». Per questo i sindacati  chiedono la chiusura domenicale e la riduzione del nastro orario di apertura giornaliera di tutti gli esercizi commerciali di distribuzione alimentare fino alle 18, nonché l’utilizzo esclusivo di turni unici di lavoro contenendo così gli spostamenti indotti dall’organizzazione del lavoro su turni spezzati». «Si rinnova – concludono –  anche alla luce del recente Protocollo del 14 marzo, la richiesta di adozione in tutti i luoghi di lavoro di mascherine protettive, di gel igienizzanti per le mani, di sanificazioni periodiche, di installazioni di pannelli in plexiglass nelle postazioni di cassa e negli altri reparti serviti dove si intrattengono inevitabilmente rapporti diretti con la clientela. Ad oggi, la mancata adozione di misure di sicurezza è un fenomeno purtroppo diffuso che comporta interventi delle autorità competenti, anche dietro nostre segnalazioni, solo quando queste mancanze si stanno già verificando. C’è, invece, l’esigenza di una omogeneità di comportamento di tutti gli esercizi commerciali, per una prevenzione del contagio ovunque efficace a tutela di tutta la comunità».

(Redazione Cm)

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