Donoma, la festa è finita
Via allo sgombero della discoteca
«E’ la fine di un’epoca» (Foto/Video)

CIVITANOVA - Dallo sfarzo del 2013 al buio delle sale vuote: foto-cronaca dell'ultimo capitolo. I 1400 metri quadrati per ognuno dei tre piani ora potrebbero essere destinati ad appartamenti

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Le immagini del Donoma
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Immagine all’ingresso del Donoma

di Laura Boccanera (foto e video di Federico De Marco)

La musica è finita. Con l’abbraccio e la commozione del suo pubblico si è chiuso così all’alba di stamattina l’ultimo sabato del Donoma che ha messo la parola fine a 13 anni di storia. La discoteca di Civitanova era divenuto uno dei locali più seguiti della movida per il centro Italia.

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«Dopo 13 anni di storia, emozioni e momenti condivisi è giunto il momento di scrivere l’ultimo capitolo – il messaggio laconico comparso sulle pagina social del club – Il Donoma è diventato un punto di riferimento per intere generazioni. Un luogo che ha visto nascere serate indimenticabili, amicizie, musica, energia e ricordi. Non è solo la fine di un locale, ma la fine di un’epoca».

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Martedì l’ultimo “Martes caliente” per gli affezionati del genere e da mercoledì cominceranno le operazioni di sgombero della struttura: milioni di euro di attrezzature, finiture, strutture che verranno distrutte e, ove possibile, recuperate o vendute.

Girare fra gli spazi della discoteca, a luci spente e in silenzio dà la sensazione di fine di un’epoca e permette di rendersi davvero conto della grandezza dell’immobile. Sono 1400 metri quadrati per ognuno dei tre piani: il Donoma ne occupa solo uno tra sottoscala e soppalchi. Una enorme macchina che nel 2013 venne concepita per essere il vanto fra tutti i club: «Non si badò a spese» racconta chi la discoteca l’ha vissuta.

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Ogni dettaglio era scelto fra il top di gamma: impianti audio professionali, consolle da dj, sistemi luci e illuminotecnica, faretti, schermi e ledwall, arredi interni, banconi bar, frigoriferi e celle frigo, cucine attrezzate, impianti di climatizzazione, sistemi di sicurezza e videosorveglianza, oltre a finiture e allestimenti, compresi gli affreschi e le stampe alle pareti. Molto di tutto questo verrà dismesso e non sarà recuperabile.

Non è chiaro quale sarà il futuro dello stabile: nonostante la gestione abbia tentato fino all’ultimo giorno una risoluzione anche solo di una proroga di 3 mesi per 3 mesi, la Saci, la società proprietaria che fa capo alla famiglia Torresi, non ha voluto saperne. Ma non si sa se ci sia già un acquirente per la struttura che pare destinata ad ospitare appartamenti (residence o civili abitazioni).

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Ancora meno roseo il futuro del “Donoma” come discoteca. Praticamente impossibile trasferire gli impianti e le strutture altrove: ogni consolle o arredo è site specific e difficilmente adattabile, se non pochi mobili, tavolini e divanetti. Daniele Maria Angelini, assieme al preposto Stefano Salvucci, in queste ultime settimane ha cercato un piano B che consenta di immaginare ancora stagioni sotto il segno del brand in un nuovo spazio, ma al momento non c’è ancora nulla di concreto. Molto verrà messo in vendita.

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Il farmacista civitanovese Daniele Maria Angelini aveva acquistato all’asta marchio, attrezzature e arredi dalla messa in liquidazione della precedente società proprietaria della discoteca, la Stedia appena lo scorso anno. Era già subentrato nella gestione nel 2021 dopo lo stop per il Covid quando la precedente società con Salvatore Lattanzi aveva deciso di interrompere l’attività sorta nel 2013 per volontà dell’imprenditore Giorgio Longhi che ne aveva affidato la prima direzione artistica ad Aldo Ascani. Quel 2013 segnò una svolta per la storia dei locali a Civitanova: lo Shada prima e il Donoma poi diedero avvio alla nascita di attività legate all’intrattenimento notturno: ristoranti, pub, locali che hanno raccolto un indotto generato dall’industria del divertimento.

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«Venerdì fopo il vostro articolo ho ricevuto oltre 90 messaggi di gente incredula che fosse davvero finita – commenta Salvucci – In un primo momento pensavano che fosse la fine della stagione, non del Donoma in assoluto. Abbiamo ricevuto manifestazioni d’affetto da tutte le regioni d’Italia, in particolare dall’Abruzzo dove locali così non ce ne sono».

donoma chiusura chiuso fdm 202612E se la gente della notte ha amato il Donoma, sentimenti di tutt’altra natura aveva generato nella “gente del giorno”, in particolare nei residenti delle vicine via Mazzini e corso Garibaldi che sempre a fatica, fin dalla sua nascita nel 2013, hanno mal digerito la convivenza con le intemperanze dei ragazzi e delle ragazze che all’alba uscivano dal locale. Schiamazzi, urla e a volte anche atti vandalici esasperavano le famiglie che hanno protestato in tutte le sedi e che invece oggi, alla notizia della chiusura, tirano un sospiro di sollievo.

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