Carancini: “Campagna elettorale iniziata con il processo all’urbanistica”

MACERATA - Il Consiglio comunale ha bocciato la Commissione d'indagine chiesta da Francesca D'Alessandro e parte dell'opposizione. Garufi e Carelli compatti contro l'Amministrazione. Pantana: "Noi collusi? Allora siamo fessi"
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Romeo Renis e Luigi Carelli nei banchi del Pd semivuoti

di Alessandra Pierini

(foto-servizio di Lucrezia Benfatto)

Si è aperta la campagna elettorale (leggi l’articolo), ma se le alternative sono quelle presentate in Consiglio comunale questo pomeriggio, i maceratesi sono messi piuttosto male. C’ è infatti da una parte un Pd che non riesce neanche ad ottenere il voto della maggioranza sulla sospensione del Consiglio e che, nonostante si affrontasse il tema caldo dell’urbanistica, non ha visto neanche uno dei suoi consiglieri intervenire. C’è un consigliere, Luigi Carelli, il quale si è autosospeso dalla presidenza della Commissione urbanistica ma, aderisce con il consigliere di Centro Democratico, Guido Garufi, alla richiesta delle minoranze di una commissione d’indagine avendo come bersaglio le delibere in materia urbanistica della Giunta che a sua volta difende il suo operato da quello che Carancini ha definito il “contropotere”, ma soprattutto la trasparenza degli atti, «facilmente accessibili a chiunque tramite un semplice i-pad» secondo l’assessore Pantanetti. C’è poi un’opposizione che pur mancando il numero legale, ha continuato per un’ora il dibattito in assolo, tanto che Anna Menghi ad un certo punto ha alzato la voce chiedendo “Dobbiamo continuare ancora questa sceneggiata?». Sarà quella del 2015, ancora una volta, una campagna elettorale che si giocherà sull’urbanistica, o meglio su quello che il sindaco Romano Carancini ha definito “processo all’urbanistica” tema sul quale ancora una volta la politica cittadina mostra il suo immobilismo. Perchè è la politica ad essere immobile e non la città e i suoi cittadini, spesso superficialmente accusati.

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Tra il pubblico, in seconda fila, alcuni componenti del Movimento Cinque Stelle

In questo quadro, tra il pubblico, sono apparsi per la prima volta i componenti del Movimento Cinque Stelle, finora chiusi nel loro ambito, ma forse finalmente pronti a venire allo scoperto.
La seduta è ripresa esattamente da dove era terminata prima delle festività natalizie con Francesca D’Alessandro di Macerata è nel cuore che ha parlato di un «Pd lacerato e disorientato»e ha attaccto il primo cittadino:«E’ stato lei a gettare le ombre a mezzo stampa parlando di un contropotere. Se deve parlare lo accia nelle sedi opportune. Noi chiediamo solo trasparenza». Si è detta contraria alla commissione d’indagine Anna Menghi che era tra i firmatari della mozione: «Non condivido la commissione perchè è storia che questa istituzione serve a scoprire ciò che tutti sanno e ad affossare le vere questioni. Ho condiviso la mozione solo per riportare nella sede opportuna, la discussione che si era trasferita sulla stampa. Sull’urbanistica, la politica di questa città ha dato il peggio di sé, specie da quando l’ex sindaco Meschini ha capito che per restare sulla poltrona di sindaco avrebbe dovuto dare a tutti ciò che volevano ed ha iniziato a distribuire quanto richiesto».
La mozione della D’Alessandro è stata bocciata con 15 voti contrari della maggioranza, i 9 voti favorevoli dell’opposizione e l’astensione dei due Comunisti Italiani. Per una commissione di indagine che esce dalla porta, però, ne rientra un’altra dalla finestra.

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Massimo Pizzichini (Udc)

E’ quella contenuta nella proposta di delibera di Massimo Pizzichini dell’Udc: «Non accettare commissioni speciali è omertoso. Le novità degli ultimi tempi sono state le indagini della Procura e le inchieste giornalistiche mirate di fronte alle quali l’amministrazione ha cercato di farci sembrare tutti uguali. Io non ci sto. le motivazioni della Giunta per rifiutare sono deboli. Io chiedo di mettere un punto. Facciamo la commissione, chiudiamola e poi non parliamone più».
Duro l’intervento di Guido Garufi, tra i favorevoli alla commissione: «Perchè non tirare fuori le deliberine, tutte, e non solo Piano casa e Minitematica? C’è qualcosa di strano – ha detto ricordando la delibera scomparsa sui piani attuativi – perchè il Pd prima vota a favore e poi contro?  – poi ha continuato, rivolgendosi a Carelli – potevi costruire la muraglia cinese anzichè il muro di Berlino. Ce n’è una di muraglia alla Stu Nuova via Trento, possibile che di quella non si sia accorto nessuno? La Commissione si deve fare e deve entrare nell’ambito della legittimità degli atti».

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Deborah Pantana (Forza Italia)

La prima a far riferimento alla campagna elettorale è stata Deborah Pantana di Forza Italia: «Ci dicono che noi del centro destra siamo collusi e trasversali. Dopo una lunga riflessione ho capito che, se così è, noi siamo fessi. L’ex sindaco Meschini scrisse la letterina di Natale pre elettorale per promettere l’approvazione della minitematica. Noi, che pure l’abbiamo votata, non abbiamo scritto nessuna lettera, e abbiamo pure perso le elezioni. Siamo veramente fessi se decidiamo d’accordo con il centro sinistra e continuiamo a perdere sempre le elezioni». Il sindaco Carancini coglie la palla al balzo: «La Pantana svela l’intento del processo all’urbanistica. Non c’è niente di opaco se non i fatti che la procura accerterà. Se le destre vogliono fare la campagna elettorale sul Piano Casa, facciano pure ma sappiano che stanno guardando indietro. E’ stato già fatto nel 2010».
La sceneggiata è iniziata al momento del voto degli emendamenti quando è stata chiesta al presidente Mari la sospensione, alla quale si è opposto Giorgio Ballesi presentatore di tre emendamenti.
Dopo una serie di consultazioni, per il Pd è stato Romeo Renis (Andrea Netti se n’era già andato e con lui gli altri punti di riferimento del partito) a chiedere timidamente la sospensione che è stata però votata solo dai pochi rimasti del Pd e da Massimiliano Bianchini di Pensare Macerata. Si sono astenuti il sindaco Carancini e il presidente Mari.

Il sindaco Romano Carancini

Il sindaco Romano Carancini

Quindi la discussione è andata avanti per quasi un’ora in una sala molto vicina al “Deserto dei Tartari” evocato in questi giorni dal premio oscar Dante Ferretti per descrivere il centro storico di Macerata (leggi l’articolo). Pur mancando il numero legale i componenti dell’opposizione non si sono scollati dai banchi e così anche Luigi Carelli, unico del Pd e il resto della maggioranza. Finchè Pierpaolo Tartabini di Sinistra per Macerata e Gabriella Ciarlantini dei Verdi, per paura che davvero si sarebbe arrivati alla votazione, hanno preferito non rischiare e lasciare l’aula, con uno scampato pericolo per il Pd.
La discussione continuerà domani pomeriggio.

 

 

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Claudio Carbonari (Fratelli d’Italia)

 



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