Ondata di calore, «il picco nel weekend
con massime che arriveranno a 38 gradi»
A luglio ci salverà l’anticiclone delle Azzorre
CLIMA - L'agrometeorologo Danilo Tognetti sul meteo bollente: «Temperature di 5 gradi sopra la media, nel fine settimana saliranno fino a 8. Il punto di rottura è previsto intorno al 2 luglio con l'arrivo di temperature più fresche. Mancano del tutto le piogge strutturate. Il caldo intenso può mettere a rischio le olive»

Danilo Tognetti
di Francesca Marsili
Caldo torrido senza tregua da circa una settimana nella nostra provincia: giornate roventi e notti diventate un incubo per molti maceratesi. La massa d’aria calda africana non molla la presa: la colonnina di mercurio, che ha toccato quota 35 gradi, non vuole saperne di scendere.
Anzi, «Il picco deve ancora arrivare – spiega a Cronache Danilo Tognetti -. Nel weekend le temperature saliranno ancora, arriveremo a toccare diffusamente i 38 gradi. Poi, nei primi giorni di luglio, un possibile cambiamento, verso valori più miti». L’agrometeorologo dell’Agenzia per i servizi nel settore agroalimentare delle Marche ha fatto il punto della situazione meteo per capire quanto durerà ancora l’ondata di calore da bollino rosso.
Da dove arriva questo caldo così persistente?
«Siamo di fronte agli effetti di un robusto promontorio di alta pressione che si è sviluppato dal Nord Africa occidentale. Questa struttura sinottica ha convogliato una massa d’aria calda subtropicale direttamente verso il continente europeo, generando temperature eccezionalmente elevate soprattutto sull’Europa centrale. Sulle Marche, questo caldo persistente si traduce in temperature che da diversi giorni si sono attestate stabilmente sopra la media di circa 5 gradi. Nei giorni scorsi abbiamo assistito a una crescita quotidiana costante: la massima ha toccato i 35 gradi nel Maceratese, così come nel Fermano e nel Piceno, con Fermo che ha registrato un picco di 36 gradi. Un ulteriore disagio si avverte di notte. Le minime hanno oltrepassato la soglia critica dei 20 gradi, senza mai scendere al di sotto, valore con cui la meteorologia definisce ufficialmente le “notti tropicali”. Ad Ascoli e Pesaro le stazioni meteorologiche dell’Amap hanno registrato minime di 22 gradi. In queste condizioni manca il naturale raffrescamento notturno, il sonno è disturbato dal caldo e viene meno il recupero fisico ideale per affrontare la giornata. Un elemento che aggrava lo scenario è la quasi totale assenza di precipitazioni: le poche che si sono verificate sono state a carattere di rovescio o temporale, a volte anche di forte intensità ma di brevissima durata».

Temperatura media giornaliera per le Marche, 2026 a confronto con lo storico
Dobbiamo prepararci ad un peggioramento dal punto di vista delle temperature?
«Sì, la fase più intensa di questa ondata di calore deve ancora venire: nel fine settimana le temperature subiranno un’ulteriore impennata. Tra sabato e martedì la massa d’aria calda nordafricana si sposterà verso l’Europa centro-orientale, e le Marche si troveranno proprio nella traiettoria di questo promontorio subtropicale. Secondo le nostre previsioni, il picco si verificherà proprio nel weekend e nei primi giorni della prossima settimana, quando potremo raggiungere anomalie termiche fino a 8 gradi sopra la media stagionale, con valori massimi previsti tra i 36 e i 38 gradi. Lunedì e martedì sarà possibile qualche breve temporale lungo la dorsale appenninica e sulle zone montuose, con qualche locale sconfinamento sulle aree collinari, ma si tratterà di fenomeni di brevissima durata che non porteranno alcun rinfresco significativo»

Valori rilevati il 24 giugno da alcune stazioni della rete agrometeo Amap
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Possiamo sperare che questa opprimente cupola di calore si smorzi?
«In base alle nostre ultime elaborazioni modellistiche, il punto di rottura è previsto intorno al 2 luglio. Per quella data dovrebbe finalmente affluire aria più fresca di origine atlantica. La dinamica più interessante riguarda lo spostamento dell’alta pressione: dovrebbe subentrare l’anticiclone delle Azzorre, che porta con sé un tipo di caldo decisamente più mite e ventilato rispetto a quello sahariano. Le temperature torneranno su valori estivi ma senza eccessi, garantendoci soprattutto notti decisamente più fresche e confortevoli. Resta da valutare anche se questa nuova fase sarà duratura o cedere ancora il passo alla più calda componente nord-africana».
Che impatto sta avendo questo quadro sul comparto agricolo marchigiano?
«Da metà maggio mancano del tutto le piogge strutturate, le uniche precipitazioni a cui assistiamo sono a carattere temporalesco, sotto forma di rovesci estremamente localizzati: fenomeni che non sono né benefici né risolutivi per le riserve idriche. In agricoltura, queste temperature così elevate favoriscono una rapida evaporazione dell’acqua dagli strati superficiali dei terreni, specialmente quelli argillosi, tipici di molte nostre zone collinari. Questo meccanismo richiama per risalita capillare l’umidità dagli strati più profondi, col risultato che i suoli continuano ad asciugarsi progressivamente. Al momento non si registrano situazioni di estrema gravità, ma è indubbiamente un segnale preoccupante se la tendenza meteo non dovesse cambiare a breve. Inoltre, questo caldo così intenso potrebbe mettere a rischio le olive, che in questo specifico periodo si trovano nella delicata fase di accrescimento, inducendo un forte stress termico e idrico sulla crescita dei frutti».
E’ tutta colpa nostra, cioè dell’uomo, che ha distrutto completamente la nostra bellissima TERRA come DIO l’aveva creata cioe’ con le 4 stagioni che non esistono piu’ purtroppo.
Basta allarmismi!
Ha piovuto sino all’altra settimana!!!
…ma Domenico, chi punta sul cambiamento climatico dovuto all’uomo, dovrà pur vendere, eh!!! gv
Le temperature non sono fresche o calde, sono basse o alte.
Pentitevi, prima che sia troppo caldo!