Si allarga l’inchiesta sull’urbanistica

I NUOVI SCENARI - Mentre il procuratore Giorgio nomina un proprio consulente tecnico, e mentre il Pd si divide tra guerre intestine e inedite alleanze, viene alla ribalta il caso Carelli che arriva a definirsi "perseguitato politico"
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L'avvocato Giuseppe Bommarito

L’avvocato Giuseppe Bommarito

di Giuseppe Bommarito

In mancanza di ulteriori visibili sviluppi dell’inchiesta della Procura di Macerata sulla presunta concussione che ha coinvolto il consigliere comunale Guido Garufi, la situazione ad un osservatore poco attento poteva sembrare in fase di stasi, se non scivolata su un vero e proprio binario morto. Certo, a livello di opinione pubblica si percepiva ancora una discreta tensione nel Palazzo di piazza della Libertà e negli uffici dell’ex Distretto, ma forse qualcuno in città aveva cominciato a pensare che, dopo gli incalzanti e drammatici avvenimenti delle ultime settimane, intrisi di tragedia e di dolore autentico, ma pure di soldi veri (e non frutto di sola fantasia: il tesoretto custodito in una cassetta di sicurezza a Cingoli), oramai i generosi sforzi del Procuratore Giorgio di fare luce sulla presunta mazzetta da 35.000 euro fossero destinati ad arenarsi, a fare i conti cioè con la spontanea solidarietà criminale che si crea tra concusso e concussore e che spinge inevitabilmente verso il silenzio più assoluto.
Ebbene, niente di più sbagliato di tale considerazione. D’altra parte, l’intercettazione ambientale che parla di questi soldi, presunto frutto di malaurbanistica, esiste e, come scriveva nel diciottesimo secolo Pietro Metastasio, poeta e drammaturgo insigne: “Voce dal sen fuggita, poi richiamar non vale: non si trattien lo strale, quando dall’arco uscì”. Essa ormai è trascritta nero su bianco e non potrà certo essere cancellata con un tratto di penna, contiene anche riferimenti ad una precisa volumetria, insomma è viva e lotta con noi, e pertanto, vera od inventata ad arte da Guido Garufi per sorreggere il fratello Giuseppe con un meccanismo psicologico in verità piuttosto contorto, ha comunque segnato in maniera plastica il passaggio ad un’altra fase, del tutto diversa rispetto al passato, nelle gestione giudiziaria delle sconvolgenti vicende urbanistiche maceratesi: quella dell’intervento attivo ed attento della Procura maceratese sul ruolo di politici, amministratori e pubblici funzionari interessati all’urbanistica, all’edilizia ed ai lavori pubblici, e non certo limitatamente al fatto specifico dell’incendio dell’archivio dell’Ufficio Urbanistica e alla vicenda Garufi. Un vero e proprio spartiacque, in un certo senso.
E così, mentre i gruppi di potere interni al Pd, ben presenti in Giunta, in Consiglio e nella stessa Commissione Ambiente, hanno iniziato (nel tentativo di far capire l’uno all’altro che se dovesse morire Sansone allora moriranno anche tutti i filistei) ad inviarsi a mezzo stampa messaggi fortemente intimidatori, la Procura ha piazzato due colpi particolarmente efficaci ed altamente significativi.

L'area sequestrata in via Mattei a Macerata

L’area sequestrata in via Mattei a Macerata

Ma prima di raccontare del Procuratore Giorgio, parliamo un attimo del Pd maceratese, oramai – almeno a parole – quasi del tutto “renzianizzato” ed oggi al centro di uno scontro di potere violentissimo. Ha iniziato il sindaco, il Pd Carancini, un paio di settimane fa, lanciando strali velenosi contro la Commissione Ambiente e Territorio, presieduta dal Pd Carelli (ora neorenziano, ma non a denominazione di origine controllata), accusata di essersi sempre messa di traverso, di aver voluto andare oltre le proprie funzioni, di aver costituito un costante contropotere rispetto all’esecutivo, in poche parole qualificata come una serpe in seno alla stessa maggioranza di centrosinistra.

Luigi Carelli, presidente della Commissione Ambiente e Territorio

Luigi Carelli, presidente della Commissione Ambiente e Territorio

Pronta, e altrettanto pesante, la replica della Commissione di Luigi Carelli, geometra, il consigliere salito due anni fa insieme ad altri sodali agli onori della cronaca per essersi battuto, con la vigoria di una leonessa che difende i suoi cuccioli in pericolo, affinchè il Comune di Macerata acquistasse uno scosceso terreno di Fontescodella, forse inidoneo anche alla stessa coltivazione agricola, ad un prezzo assurdo, addirittura raddoppiato rispetto alla già alta stima dell’Ufficio Tecnico Erariale, per costruirci sopra una fantomatica Cittadella dello Sport. In effetti, la stizzita risposta della Commissione a Carancini è stata dura un bel po’, arrivando a proporre una Commissione di inchiesta per quelle operazioni urbanistiche che il primo cittadino – evidentemente non considerato da Carelli e dai suoi come un cavaliere senza macchia e senza paura – ha voluto sin dall’inizio gestire in prima persona, a partire dalla vicenda, effettivamente assurda ed altamente ambigua, del nuovo polo natatorio, per arrivare ad una variante, che sarebbe irregolare, riguardante Collevario; e poi bisognerebbe mettere il naso anche nell’isola ecologica contigua alla palestrona di Fontescodella, dove pure c’è qualcosa che non va; ed infine – ha fatto capire il furente Carelli – c’è tutta la vicenda della Nuova Via Trento s.p.a., con annessi il nuovo supermercato Conad e l’edificio ex VAM, caratterizzata non solo dalla mancata riqualificazione solennemente promessa a destra e a manca, ma anche da situazioni inenarrabili in ordine a volumetrie indebitamente concesse e ad oneri di urbanizzazione calcolati in maniera abbastanza strana (vicenda che, tra l’altro, dimostrerebbe anche la ricostituita saldatura tra Carancini e l’ex assessore Mauro Compagnucci, oggi apparentemente uniti da una tacita intesa a non intromettersi nelle situazioni urbanistiche che in questo momento ad essi stanno rispettivamente più a cuore: per il sindaco, la bufala del polo natatorio; per Compagnucci, la riqualificazione di via Trento e della parte alta di via dei Velini, ancora assurdamente incompleta, con grave pregiudizio della collettività maceratese).
Insomma, cannonate vere e proprie, per adesso non ad altezza d’uomo, ma utili a far capire a chi deve capire che, se si aprirà un varco nell’omertosa gestione urbanistica maceratese, esso allora travolgerà a catena tutti i potentati d’affari targati PD, nessuno escluso.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

E qui torniamo dalle parti del palazzo di giustizia, dove, proprio mentre infuriava la guerra intestina piddina, il Procuratore Giorgio, senza fare grandi proclami (e in un clima almeno apparentemente più rasserenato con gli avvocati penalisti di Macerata), ha piazzato due colpi niente male, da vero stratega, oltre che da uomo di diritto. Il primo: l’annunzio che ha nominato un perito di grande professionalità per averne il necessario supporto tecnico non solo e non tanto sulla vicenda Garufi, ma anche e soprattutto su altre questioni ben più significative, tutte rientranti, almeno a mio avviso, nella malaurbanistica maceratese. E qui c’è solo l’imbarazzo della scelta: pensiamo alla vicenda dell’IRCR, alla falsa riqualificazione di via Trento, al polo natatorio, alla Cittadella dello Sport, al supermercato di via Mattei, all’operazione di piazza Pizzarello, salvo altre. Insomma, cose veramente grosse, per tutti i gusti.
sequestro area via mattei (2)E poi, il secondo colpo ad effetto, dal fortissimo valore simbolico: un bell’avviso di garanzia, con tanto di sequestro dell’area, allo stesso Luigi Carelli per lavori edilizi senza autorizzazione (leggi l’articolo). Come a dire, a lui e a tutti gli altri sepolcri imbiancati dell’urbanistica maceratese, abituati da decenni all’impunità più assoluta e più arrogante: state in guardia, signori, perché adesso la musica è cambiata, e non poco.
Su questa vicenda di Carelli è bene però spendere qualche parolina in più e fare anche una qualche rievocazione del recente passato, perché veramente il caso merita attenzione. In primo luogo, per la risposta carelliana, un vero e proprio concentrato ulteriore di sfrontatezza, alla Cetto La Qualunque: sì – ha detto Luigi Carelli – ho realizzato senza autorizzazione un muretto di 15 metri, in certi punti alto sino a più di un metro e mezzo, con tanto di cordolo ribassato sul marciapiede pubblico (ribassamento autorizzato chissà da chi a servizio di un’opera abusiva), ma è una sciocchezza, e poi così fan tutti; prima si costruisce e in seguito si chiede la sanatoria. Infine la chiosa finale, un autentico capolavoro: io sono stato colpito solo perché sono un consigliere comunale, quasi un perseguitato politico.
Insomma, dette da uno che si fregia di essere Presidente della Commissione Ambiente e Territorio e che dovrebbe vigilare per conto dell’ente pubblico circa il rispetto della legalità, queste frasi sono, oltre che una stupidaggine colossale, anche una cosa gravissima, ma – statene pure certi – nessuno, nella maggioranza di centrosinistra e neanche nello stesso PD, lo farà dimettere dal suo incarico. Non è avvenuto nemmeno quando è scoppiata la storiaccia penosa della Cittadella dello Sport, che scandalizzò l’intera città, figuriamoci adesso!

L'inaugurazione del centro commerciale Oasi

L’inaugurazione del centro commerciale Oasi

Ma ora, lasciato il perseguitato politico Carelli in buone mani (d’altra parte, il suo difensore è lo stesso segretario comunale del PD, il valido avvocato Paolo Micozzi, colui che in teoria dovrebbe pretenderne le dimissioni), concentriamoci sulla “location” di questo benedetto muretto di confine, posto in una fascia di terreno sita dietro casa del Carelli, in via Cincinelli, esattamente al di sopra della strada più alta presente nell’area del supermercato Oasi, quello inaugurato qualche mese fa. Questa fascia di terreno risulta di proprietà della Sofim s.r.l., una società a responsabilità limitata con sede a Pollenza, che l’avrebbe poi ceduta, per qualche sconosciuto motivo, in comodato a Carelli.

Altri lavori in corso nella zona di via Mattei

Altri lavori in corso nella zona di via Mattei

Ebbene, qualcuno si ricorderà che tutta questa zona, ubicata tra via Urbino, via Mattei e via Cincinelli, venne inserita quasi di prepotenza nella minitematica (una gigantesca variante al PRG a macchia di leopardo, predisposta nel secondo mandato Meschini e portata a termine da Carancini) tramite un’osservazione dei privati interessati, che chiesero di trasformare un’area scolastica in zona residenziale e di completamento, con una nuova area commerciale a ridosso (quella ove poi in effetti è sorto il nuovo supermercato Oasi). Pochi sanno però che gli uffici ed anche la stessa Giunta Municipale, esaminata la situazione, espressero addirittura, nero su bianco, un parere negativo, di non accoglimento. Tuttavia, quando si passò in Consiglio Comunale per votare sia sull’osservazione dei privati che sui pareri negativi di cui sopra, il nostro Carelli (Presidente della Commissione Ambiente e Territorio anche nel secondo mandato Meschini) si levò in piedi e nel disinteresse generale parlò testualmente, ma falsamente, di un parere “favorevole” dell’ufficio (era vero, invece, il contrario), sicchè alla fine l’osservazione passò, con grande soddisfazione non solo della Sofim s.r.l., ma anche dell’allora consigliere PD, forse già capogruppo, Narciso Ricotta (la cui famiglia aveva delle proprietà in quell’area), all’epoca fiero avversario di Carancini in ogni seduta del Consiglio Comunale, ed oggi, entrato in Giunta da qualche mese come assessore ai servizi sociali, gran pacificatore piddino ed oramai anche lui renziano di seconda generazione.
Quanto alla Sofim s.r.l., essa, all’epoca dell’operazione di cui stiamo parlando, vedeva come socio di maggioranza relativa, accanto ad alcuni soci privati ben identificati, anche una società fiduciaria, la Fiduciaria Marche s.r.l., con sede in Ancona. Ora, se pensiamo che una società fiduciaria serve a garantire la riservatezza di chi vuole effettuare un’operazione senza apparire in alcun modo, viene spontaneo chiedersi per quale motivo, nell’ambito di quella che tutto sommato era una normale operazione immobiliare, sia pure maturata all’esito di notevolissime forzature e grazie a palesi complicità ed appoggi politici, qualcuno abbia sentito l’esigenza di mantenere celato il proprio nominativo. Tutto legittimo, per carità, le società fiduciarie sono previste per legge, servono a tenere nascoste certe facce, ma la curiosità resta. E restano anche i cattivi pensieri.

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