Maceratiamo: “Una commissione d’indagine per scoprire quello che si sa già”

L'associazione interviene duramente nel dibattito sull'urbanistica e risponde all'intervento in aula del consigliere Claudio Carbonari
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L'area sequestrata nella zona di  via Mattei a Macerata

L’area sequestrata nella zona di via Mattei a Macerata

L’urbanistica ha animato nei giorni scorsi il Consiglio comunale (leggi l’articolo) ma fuori dalle sedi istituzionali, il dibattito sull’urbanistica interessa anche la società civile. Nel dibattito sulle ultime vicende interviene l’associazione Maceratiamo: 

“Qualche giorno fa si è tenuta un infuocata seduta del Consiglio Comunale. Tema di discussione: l’istituzione di una nuova commissione consiliare che indaghi sulle scelte urbanistiche di questi ultimi anni a Macerata.
La seduta è stata infuocata, ma dalle cronache non si capiscono bene i motivi visto che i vari interventi, sia di maggioranza che di opposizione, sembravano tutti improntati sulla celebre “io vorrei (raccontare e denunciare ciò che so), non vorrei (però voglio mantenere il nostro accordo), ma se vuoi (fa un po’ tu)”.
Si discuteva quindi l’istituzione di questa commissione di indagine, ma si è poi deciso di scegliere più avanti. E su questo si è accesa l’animosità. Vorremmo provare a calmare un po gli animi riassumendo brevemente le informazioni emerse in queste ultime settimane, perchè, a nostro modestissimo avviso, ci sono già adesso parecchi spunti di riflessione su cui una politica giusta e coraggiosa possa esprimere chiaramente una propria posizione.
Qualche settimana fa, successivamente all’inaugurazione del nuovo supermercato in zona Santa Lucia, Maceratiamo uscì con un proprio comunicato in cui, ribadendo la stranezza del processo con cui si rese edificabile quell’area, denunciava la realizzazione del parcheggio a servizio dello stesso supermercato su di un’area pubblica, su di un’area che il privato aveva ceduto al comune in cambio proprio della edificabilità del lotto.
Senti, io ho la macchina e tu i soldi per la benzina: dammi i soldi per il pieno e, dopo, il viaggio lo faccio io con la mia fidanzata… va bene che siamo romantici, però sembra chiaro che ci sia qualcosa che non va. Cosa bisogna indagare? È tutto li, nero su bianco. Anzi, nero, rosso e azzurro su bianco, i colori delle tavole del P.R.G. vigente e delle relative norme tecniche.
Poco dopo viene sequestrata un’area confinante con quel supermercato per un supposto abuso edilizio, area di proprietà della stessa società che ha realizzato l’intervento ma ceduta in comodato d’uso al presidente della Commissione Ambiente.
Si può prendere, a questo punto, una posizione sull’opportunità senza bisogno di approfondire con una indagine?
Contemporaneamente, l’avvocato Bommarito, dalle pagine di Cronache Maceratesi rivela altri aspetti decisamente importanti: l’ufficio tecnico del Comune aveva di fatto bocciato la richiesta di edificabilità per quell’area (riscontrando le evidenti “stranezze” che anche Maceratiamo aveva sottolineato) ma la pratica fu fatta camminare proprio dalla Commissione Ambiente. Bommarito rivela anche un altro aspetto importante: tra i soci dell’impresa che realizza l’intervento, oltre a delle persone fisiche ben riconoscibili vi è una cosiddetta Fiduciaria, una società normalmente riconosciuta dalle normative vigenti ma avente tra le sue caratteristiche il completo anonimato dei suoi componenti, coprendo,magari, possibili conflitti di interesse o provenienze illecite di capitali. Solo un’indagine della magistratura può risalire ai singoli soci.
Come mai una Commissione Consiliare si adopera in maniera sostanziale per una società che, quantomeno, non fa della trasparenza la sua principale caratteristica? Possiamo provare a prendere una posizione oppure ci servono degli ulteriori approfondimenti?
Noi pensiamo che delle risposte si possano iniziare a dare. Queste elencate non sono voci o dicerie che girano nei corridoi di qualche palazzo, ma informazioni contenute in atti ufficiali a cui si son rifatti Bommarito nel suo pezzo e Maceratiamo nel suo comunicato. Visto che si parla di cittadini normali che hanno un normale accesso agli atti pubblici, e visto che i vari Consiglieri occupano una posizione privilegiata da cui poter accedere ad informazioni ben più importanti, riteniamo che la richiesta dell’ennesima commissione sia l’ennesima perdita di tempo.
In tutto questo, l’opposizione, che riesce a raccogliere migliaia di firme per la riapertura di corso Matteotti appena pedonalizzato, cos’altro propone? Anna Menghi si batte come una leonessa. Lo stesso fa Fabrizio Nascimbeni di Macerata nel Cuore. Ma son soli: la parte numericamente più forte, dall’ex Pdl (diviso in qualcosa? Ancora unito? Non l’abbiamo capito) fino alla destra pallavolista, balbetta.

Il consigliere Claudio Carbonari (Fratelli d'Italia)

Il consigliere Claudio Carbonari (Fratelli d’Italia)

Carbonari di Fratelli d’Italia non ha niente di meglio da dire se non parlare delle accuse che Maceratiamo avrebbe lanciato nei suoi confronti, tentando al contempo di screditarla affermando che sarebbe stato un professionista facente parte proprio di Maceratiamo ad avviare ciò che stava denunciando. Il fatto è che in quel comunicato si parlava di un’area agricola, di proprietà della famiglia a cui appartiene il consigliere, che diventa edificabile, anche in questo caso grazie all’intervento della celeberrima Commissione Ambiente. È vero: Carbonari era subentrato solo da qualche mese in quella commissione, ma, possibile che la sostituzione non potesse esser fatta con un consigliere che non avesse questioni personali su cui poi doveva decidere? Il professionista richiamato da Carbonari, effettivo sostenitore di Maceratiamo nella storica campagna elettorale del 2010 (si perdoni l’eccessivo atteggiamento auto celebrativo, ma era doveroso), fece solo il suo lavoro, predisponendo e presentando una pratica per un proprio cliente. Fatto sta che la richiesta fu bocciata dagli uffici comunali. Fu soltanto l’intervento della Commissione, di cui Carbonari era membro, a far evolvere positivamente (per il richiedente) la situazione.
In quel comunicato Maceratiamo non lanciò accuse, ma fece qualcosa di più sostanziale: diede notizie, tutte verificate, come sua prassi, su documenti e delibere ufficiali. Si raccontava, visto che non si deve render conto a nessuno se non ai propri elettori, anche di un ex assessore, che nel suo precedente mandato fu uno dei principali artefici di una società tra Comune e privato per la realizzazione della Nuova Via Trento (non stiamo qui a dire chi ne ha tratto i maggiori benefici) e che, ad un certo punto, quando non è più assessore, diventa progettista all’interno di quella stessa società.
In quel comunicato si sottolineava la certezza della legalità di tutto l’operato dei soggetti coinvolti nelle due storie, ma si chiedeva un parere a tutti, ai cittadini e ai loro rappresentanti, sulla legittimità etica di quelle operazioni: è giusto e normale che succedano cose di questo genere?
La risposta fu, ovviamente, il silenzio assoluto: è facile sospettare, in questa nuova storia, che la richiesta della nuova commissione di indagine non sia altro che il perpetuarsi di quella strategia.



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