Fondazione Marche Cultura, Agostini
lascia l’incarico di direttore ad interim:
«Impossibile gestire senza compenso»

CINEMA - Il presidente dell’ente rinuncia al ruolo affidatogli nei mesi scorsi. L’Anac non ha rilevato incompatibilità sul doppio incarico, mentre Agostini parla di “dinamiche politiche” sullo sfondo

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Andrea Agostini, presidente Fondazione Marche Cultura

Andrea Agostini ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di direttore facente funzioni ad interim della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission. Ad annunciarlo è lo stesso presidente dell’ente con una nota nella quale ripercorre le ragioni della decisione, chiarendo la propria posizione sul doppio ruolo, sul mancato compenso per l’attività di direttore e sulle verifiche svolte dall’Autorità nazionale anticorruzione.

«Martedì 7 luglio, in qualità di Presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission, ho rassegnato al Consiglio di amministrazione le dimissioni dall’incarico di direttore facente funzioni ad interim. Le funzioni sono state quindi assunte collegialmente dagli altri componenti del CdA», spiega Agostini.

Il presidente ricorda che sia il Consiglio di amministrazione, con verbale del 18 settembre 2025, sia la Regione Marche e il Comune di Ancona, attraverso il Comitato di Controllo Analogo, gli avevano chiesto di assumere anche il ruolo di direttore, pur essendo noto che lo statuto della Fondazione prevede la gratuità dell’incarico di presidente e dei componenti del CdA, mentre quello di direttore è retribuito. «A quella richiesta avevo dato la mia disponibilità. Oggi però le condizioni sono cambiate. Dai recenti scambi tra il nuovo CdA, insediato l’11 maggio 2026, e il Comitato di Controllo Analogo, mi è stato chiesto di continuare a svolgere le stesse funzioni di direttore, ma questa volta senza retribuzione. Una richiesta legittima, ma alla quale ho ritenuto di non poter aderire».

Agostini precisa inoltre che la decisione è maturata senza contrasti all’interno del Consiglio di amministrazione. «Per garantire piena libertà di discussione e di voto al Consiglio, ho lasciato momentaneamente la seduta, rientrando successivamente per il prosieguo dei lavori. Non vi è stata alcuna tensione, ma una semplice presa d’atto».

Nella nota il presidente distingue poi il ruolo svolto a titolo gratuito da quello di direttore facente funzioni. «In questi anni sto svolgendo il ruolo di Presidente con il massimo impegno, senza percepire alcun compenso. Ma il ruolo di direttore è cosa diversa: significa assumersi la gestione del personale, la responsabilità amministrativa, la firma su tutte le procedure, inclusi bandi europei per milioni di euro. È un incarico che richiede competenze, tempo e responsabilità concrete. È legittimo chiedersi: chi sarebbe disposto a svolgere tutto questo gratuitamente? O si pensa forse che, trattandosi di cultura, non si tratti di un vero lavoro?».

Agostini ricorda inoltre che l’incarico di direttore pro tempore avrebbe dovuto essere temporaneo, ma si è protratto dalla fine di settembre 2025 fino ai giorni scorsi perché il Consiglio di amministrazione, cui compete la pubblicazione del bando per la selezione del nuovo direttore, è stato ricostituito soltanto alla fine di aprile ed è ancora in attesa del parere della Regione per poter procedere.

Sul tema del doppio incarico interviene anche in riferimento all’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione sulla vicenda. «L’Anac, interpellata da qualcuno sulla questione del mio doppio ruolo di presidente e dfirettore, non ha sollevato alcuna contestazione né avviato procedimenti nei miei confronti o della Fondazione. Si è limitata a richiedere informazioni per verificare eventuali presupposti di incompatibilità, già esaminati ed esclusi proprio dalla risposta del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Allora di cosa stiamo parlando?».

Infine Agostini collega la vicenda a dinamiche di natura politica. «Alla luce di tutto questo la questione appare chiara: si tratta, piuttosto, di dinamiche politiche. C’è chi, fin dall’inizio, avrebbe preferito una figura diversa da me alla Presidenza della Fondazione, sia nel mio primo mandato quanto soprattutto nel secondo».

Il presidente conclude ricordando la propria nomina e la successiva riconferma alla guida della Fondazione: «Sull’operato che ho svolto in questi anni non spetta a me esprimere giudizi, resta il fatto che il Presidente della Regione Marche mi ha nominato nel 2022 e riconfermato nel 2026».


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