Il caso Ircr certifica
il grande bluff della “nuova storia”

MACERATA - L'Amministrazione Carancini abdica alle sue velleità di cambiamento. Il Consiglio comunale aperto ha portato tanti proficui insegnamenti (tra cui la perdita di leader dell'opposizione da parte del Pdl) nonostante un dibattito apparentemente inutile e senza senso
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Il sindaco Romano Carancini al consiglio comunale aperto di ieri

 

di Giuseppe Bommarito

Si è ben capito capito il motivo per cui la maggioranza di centrosinistra di Macerata ha preteso di escludere le telecamere di questo giornale dal dibattito svolto sull’IRCR (leggi l’articolo). Lo spettacolo in certi momenti è stato così imbarazzante che per lor signori era francamente opportuno non estenderlo a tutta quella enorme fascia di lettori di Cronache Maceratesi. Ma su questa assurda esclusione tornerò dopo. Per adesso è bene concentrarsi su quanto avvenuto ieri nell’aula consiliare dinanzi a diversi cittadini venuti a seguire di persona la vicenda IRCR, anche perché parecchi, e tutti molto interessanti, sono gli spunti di riflessione che è possibile ricavarne.

Il primo è che il Sindaco Carancini ha definitivamente abbandonato la pur minima velleità di “nuova storia”. Ormai è certificato: lasciate ogni speranza o voi (me compreso) che in qualche modo ci avete creduto! Per quanto mi riguarda posso dire che io non sono stato tra quelli che sin dall’inizio hanno pensato che Carancini, co-protagonista della “vecchia storia” per il ruolo di capogruppo consiliare rivestito per tanti anni prima dei DS e poi del PD, non potesse poi comunque discostarsene, imboccando un percorso diverso, veramente finalizzato alla tutela degli interessi della collettività e non di quelli dei maneggioni e degli imbroglioni stabilmente annidati all’interno del suo partito e impegnati a tempo pieno all’epoca delle giunte Meschini nel malaffare edilizio e urbanistico. Ritenevo infatti che l’appoggio di coloro (tantissimi cittadini onesti e in buona fede, anche al di fuori del popolo di sinistra) che con tutt’altre idee l’avevano sostenuto nella fase delle primarie interne e di coalizione e poi nel momento del voto, l’avrebbero portato – come aveva detto di voler fare – a coraggiose prese di distanza, ad una onesta e ragionevole autocritica per gli scempi del passato, alla volontà di farla finita con le coperture omertose per una malintesa solidarietà di partito. E invece – devo ammetterlo – mi sono sbagliato, la iniziale ottima presa di posizione caranciniana sul Suap Giorgini è stata solo il precoce canto del cigno della nuova era di rigore e correttezza, se non uno specchietto per le allodole.

ircr-00Su questa scandalosa vicenda dell’IRCR, vera e propria pietra miliare della chiarezza, della trasparenza e dell’onestà concettuale, Carancini non ha infatti speso una parola di critica e ha invece rivendicato con orgoglio le delibere a suo tempo assunte dal Consiglio Comunale e l’intero operato del Comune, che all’epoca strenuamente collaborò con l’IRCR stesso affinché l’Italappalti ricevesse il grazioso regalo di undici milioni di euro. Beh, contento lui di essere rientrato in questi ranghi così poco qualificanti, contenti tutti, purchè ripieghi una volta per tutte la falsa bandiera della nuova storia e metta da parte l’amena favoletta che fino ad oggi ci ha raccontato.

La seconda riflessione riguarda il PD, un partito che, senza paura del ridicolo e senza un minimo di vergogna, è riuscito in Consiglio Comunale, insieme ai partitini della sinistra (di fatto suoi vassalli e quindi incapaci del benché minimo distinguo), a scrivere nella mozione poi votata a maggioranza che l’IRCR, per perseguire i propri obiettivi di utilità sociale, “ha agito negli anni prevalentemente sulla valorizzazione (!!!) del patrimonio accumulato attraverso lasciti immobiliari e mobiliari”. Sembra una barzelletta, sembra di stare a Scherzi a parte, ma è la verità, così come è grottescamente e tragicamente vero quanto sostenuto nel suo intervento da Narciso Ricotta, capogruppo del PD. “Ma che volete?”, ha detto il buon Narciso, pensando di prendere per stupidi tutti i cittadini presenti: in via Valenti, dove ora c’è la lottizzazione dell’Italappalti, prima c’era una scarpata, noi abbiamo valorizzato tutta quella zona! E comunque l’Italappalti ha dato all’IRCR dei bei soldini, con i quali sono stati ristrutturati Villa Cozza e palazzo Legato-Filati. Sì, però si è dimenticato di dire (contribuendo alla grande a scavare una volta per tutte la fossa a queste maggioranze che ormai anche per l’elettorato di riferimento sembra ridicolo definire di centrosinistra) che quella terra l’Italappalti, per graziosa concessione, l’ha pagata 75 euro a metro cubo contro i 180 euro a metro cubo che all’epoca si pagavano; si è dimenticato di dire che due enti pubblici (Comune e IRCR) hanno regalato all’Italappalti, facendosene loro carico, gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e che l’Italappalti il ridicolo prezzo pattuito l’ha pagato come e quando ha voluto con i lavori di ristrutturazione fatti a proprio uso e consumo (quelli di palazzo Legato-Filati peraltro ancora da completare, con un ritardo di circa tre anni); si è dimenticato di dire che, se l’Italappalti avesse pagato un giusto prezzo di mercato, l’IRCR avrebbe potuto ristrutturarci e mettere a frutto altri quattro o cinque immobili e pure ristrutturare quelle scuole oggi pericolosamente affittate al Comune di Macerata (vedi via Panfilo). E questi – badate bene – sono fatti oggettivi, che nessuno ha potuto smentire, e non cultura del sospetto.

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Amnesia ricottiana? Improvvisa perdita di memoria dovuta al caldo che sta esplodendo all’improvviso? Appannamento della lucidità? No, solo arroganza del potere allo stato puro quella messa in mostra dal PD e dai suoi schiavizzati e collusi alleati, delirio di onnipotenza e presunzione di impunità, anche a fronte di vicende assurde e scandalose come quella della triangolazione Comune di Macerata, IRCR e Italappalti, una vicenda che rimarrà nei libri della storia politica cittadina come più grande e il più squallido scandalo mai verificatosi a Macerata. Ma che cosa di diverso può aspettarsi da un partito come il PD e dai suoi alleati che ormai sono specializzati nell’alzare oltre ogni misura il prezzo di vendita quando è il Comune a dover comprare da privati (si veda la terra di Fontescodella per la Cittadella dello sport) e a ridurlo oltre il limite del ridicolo quando lo stesso Comune o altri enti pubblici controllati devono vendere i propri terreni a terzi (fra i tanti esempi possibili, proprio il caso IRCR)?

Interessante però è stato anche quanto si è visto nei banchi dell’opposizione, dove è sembrata ormai inarrestabile la perdita di leadership del PDL, che si sta consumando sempre più palesemente. In questo innegabile affondamento, oltre al tracollo nazionale che pesa e che incombe e terrorizza, oltre alle profonde lacerazioni interne che nemmeno più si tenta di celare, oltre alla perdita di credibilità del capogruppo Pistarelli che ha troppo e in maniera imperdonabile sin qui dormito sugli allori, ha pesato decisamente il riuscito tentativo dei gruppi residui della minoranza di coordinarsi e di esprimere una posizione comune, quale mai si era vista sino ad ora. Macerata è nel cuore, lista Ballesi, lista Conti, Comitato Anna Menghi, Uliano Salvatori profugo dal PDL, la stessa UDC, hanno puntato sino all’ultimo i piedi, hanno preteso di presentare un proprio ordine del giorno contrario a quello vergognoso espresso dalla maggioranza (sfuggendo così meritoriamente al rituale insensato degli ordini del giorno per forza unitari), l’hanno poi votato compatti, riuscendo infine a trascinarsi dietro il riottoso e contraddittorio gruppo del PDL (che nell’occasione è andato letteralmente in tilt, prima uscendo e poi rientrando, prima criticando e poi votando a favore dell’ordine del giorno di questa inedita nuova coesione di minoranza).

Che dire, quindi? Beh, secondo me, al di là dell’esito della votazione che poteva apparire largamente scontato, perché i numeri nei banchi consiliari sono quelli che sono (anche se alla fine la mozione della minoranza è andata sotto solo di un voto), questo Consiglio Comunale aperto sull’IRCR è stato utilissimo e ha dimostrato senza più ombra di dubbio quanto doveva dimostrare, e cioè che la banda del buco deve a tutti i costi tornarsene a casa e smetterla di succhiare il sangue e tutte le energie vitali a questa città, che l’autoreferenzialità e la trasversalità dell’opposizione non pagano, che a Macerata occorre un profondo e reale cambiamento, che qualcosa di nuovo e di positivo sta finalmente cercando di compattarsi sia in Consiglio Comune che fuori (una piccola digressione: a me personalmente Grillo non piace, troppe parolacce, una gestione troppo padronale del movimento, qualche posizione politica inaccettabile, come ad esempio quella recente sulla mafia, ma i grillini, il loro entusiasmo, la loro giovane energia e la loro fresca passione politica – lo confesso – mi piacciono moltissimo; così come trovo molto apprezzabili quelle componenti di Maceratiamo e di Città Viva che, spero, decideranno di ritornare con forza in campo).

Speriamo quindi nel nuovo che avanza, speriamo in nuove alleanze, speriamo che una equilibrata miscela di esperienza e di facce giovani e pulite possa ridare speranza a questa città ormai sfibrata e demoralizzata.

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Un’ultima considerazione, prima di chiudere questo vero e proprio pistolotto, sulle telecamere negate a Cronache Maceratesi (leggi l’articolo). Nessuno può negare all’Amministrazione Comunale il diritto di stipulare contratti, ovviamente nel rispetto delle procedure e a prezzi di mercato, con chi vuole e quindi anche con le emittenti che predilige. Ciò che è assurdo e che ha trasformato questa decisione in un brutto e sgradevole scivolone, è che, decidendo di proiettare le sedute del Consiglio Comunale e quindi di aumentare la trasparenza della vita politica cittadina, la Giunta decida poi, in maniera del tutto contraddittoria, una esclusiva a favore dell’emittente prescelta e tagli così fuori (riducendo la trasparenza) altre realtà che, come Cronache Maceratesi, si erano proposte di rendere addirittura gratuitamente questo servizio in favore della collettività. A Macerata purtroppo però succede anche questo.

 



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