Soldi per agevolare
una pratica edilizia,
Garufi indagato per concussione

MACERATA - Al consigliere comunale viene contestato di aver preso 35mila euro per un'area di 50mila metri cubi. Soldi che per la procura sarebbero finiti nelle tasche anche di altre persone, al momento sconosciute. Lui respinge le accuse e ha scelto di dimettersi dalla Commissione urbanistica
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Il consigliere Guido Garufi

Il consigliere Guido Garufi

 

di Gianluca Ginella

Trentacinquemila euro per una pratica edilizia (leggi l’articolo): quel denaro per la procura di Macerata l’avrebbe preso il consigliere comunale Guido Garufi, come componente della commissione Urbanistica. Gli vengono contestati i reati di concussione o concussione impropria. Il consigliere martedì si è dimesso dalla commissione Urbanistica dopo aver appreso di essere indagato.

La procura di Macerata stringe il cerchio sul pagamento di 35mila euro che sarebbero stati versati da qualcuno per agevolare l’edificazione di 50mila metri cubi, a Macerata. Le indagini, coordinate dal procuratore capo di Macerata, Giovanni Giorgio, hanno portato al nome di Guido Garufi. Secondo la procura, il consigliere comunale, in concorso con altre persone, che al momento non sarebbero state individuate, avrebbe ottenuto la somma di denaro per agevolare una pratica edilizia.

Nell’ambito delle indagini che coinvolgono il consigliere comunale la procura, ieri lo ha invitato per essere interrogato(leggi l’articolo) . Garufi ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. Questo, spiega uno dei legali di Garufi, l’avvocato Federico Valori “Alla luce del comprensibile difficile momento emotivo che non consente una difesa serena. Specie alla luce della escalation di accuse sempre nuove e per fatti non meglio determinati. Infatti non si sa chi avrebbe agito in concorso con lui e chi avrebbe pagato quel denaro e per cosa, né quando” dice il legale.

Il procuratore Giovanni Giorgio

Il procuratore Giovanni Giorgio

Garufi di quei 35mila euro dice di non sapere nulla, ma vuole affrontare questa vicenda in maniera serena e in modo del tutto limpido. Da qui la decisione di dimettersi da componente della commissione Urbanistica. “In modo tale che le accuse che gli vengono mosse non danneggino la credibilità ed efficienza degli organi comunali” precisa Valori. Ora Garufi, insieme ai suoi legali (è assistito anche dagli avvocati Oberdan Pantana e Aldo Alessandrini) si augura “che le decisioni sull’esercizio dell’azione penale seguano tempi rapidi, onde sciogliere questa situazione di incertezza e generatrice di ansia”. Garufi è inoltre indagato per ricettazione, nell’ambito dell’inchiesta che coinvolgeva il fratello Giuseppe, che si è tragicamente tolto la vita lo scorso 18 ottobre. In quel caso la procura gli contesta di aver ottenuto somme di denaro dal tesoretto che il fratello aveva depositato in una cassetta di sicurezza intestata ad una terza persona (indagata per riciclaggio). Secondo la procura il denaro del tesoretto potrebbe avere una provenienza illecita, almeno in parte. Giuseppe Garufi era infatti indagato perché sospettato di aver ottenuto somme di denaro da cittadini extracomunitari che dovevano svolgere pratiche per il rilascio di certificazioni riguardanti attestazioni di idoneità su immobili. I legali di Giuseppe Garufi sostengono che invece quel tesoretto (inizialmente sarebbe stato di 120mila euro) era il frutto di una vita di lavoro.

Ma anche la politica oggi è intervenuta sulla vicenda di quei 35mila euro.”Dal 2010 ad oggi, non sono state rilasciate concessioni per cantieri da 50 mila metri cubi” dice l’assessore all’Urbanistica, Luciano Pantanetti che, dopo l’appello del procuratore Giorgio a chi ha versato i 35 mila euro affinché si presenti in questura per chiarimenti, ha avviato una verifica negli uffici. “Dal nostro insediamento – aggiunge Pantanetti – non abbiamo fatto varianti urbanistiche, né lottizzazioni di questa entità”.
Lo stesso afferma Luigi Carelli (Pd), presidente della Commissione Ambiente e Territorio: “Un cantiere di 50mila metri cubi a Macerata non c’è. Per trovare aree tanto importanti bisogna andare indietro nel tempo fino ad arrivare al primo mandato Meschini. L’unico esempio che mi viene in mente è una lottizzazione di Collevario, inserita nel Piano casa. Se invece parliamo di una lottizzazione frazionata, c’è la lottizzazione Neopolis che in totale supera i 100mila metri cubi. Con questo mandato non abbiamo deliberato più nulla perchè la legge regionale non lo permette. Con l’amministrazione Carancini stiamo facendo la normale amministrazione con lottizzazioni approvate durante l’amministrazione Meschini”.

 



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