Gruppo BM, uscite volontarie anche in Carilo e Medioleasing

Firmato l'accordo tra dirigenza e sindacati per altri 43 dipendenti alle stesse condizioni dei lavoratori della capogruppo. Oggi i precari, esclusi dall'accordo, hanno incontrato il presidente della fondazione jesina, Alfio Bassotti. "Percorso comune con le altre due consorelle per la stabilizzazione dei giovani". Mercoledì l'incontro con il pesarese Sabbatini
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Carilodi Marco Ricci

Saranno 400 in totale i lavoratori del gruppo Banca Marche interessati dalle uscite volontarie previste dagli accordi firmati tra la dirigenza dell’istituto e le rappresentanze sindacali. Oggi infatti, similmente a quanto accaduto la settimana scorsa per la capogruppo, è stato firmato l’accordo tra dirigenza e rappresentanze sindacali anche per i dipendenti della Cassa di Loreto e di Medioleasing.  L’adesione al fondo si solidarietà e sostegno al reddito è stato esteso fino a un massimo di  35 dipendenti di Carilo e 8 di Medioleasing. L’uscita riguarda, come nel caso di Banca Marche, i lavoratori che raggiungeranno l’età pensionistica da qui al 2020, alle stesse condizioni previste per la capogruppo (leggi qui). Le adesioni dovranno pervenire entro l’aprile del 2014.

Procede dunque il processo riorganizzativo del gruppo, un processo che per adesso vorrebbe ridurre ci circa il 10% il numero dei lavoratori del gruppo. Nelle ultime settimane, inoltre, i commissari Feliziani e Terrinoni – affiancati dal dg Luciano Goffi – hanno proceduto alla sostituzione del capo del personale Marcello Antinori con un esterno, Luciano Riggi. Oltre a individuare un nuovo direttore generale, Filippo Corsaro proveniente dal gruppo Intesa-San Paolo, al posto di Giorgio Giovannini. Un ricambio di uomini che sembra seguire quella discontinuità del managment di punta dell’istituto di credito più volte richiesto da Banca d’Italia ma non sempre assecondato dalle passate amministrazioni della banca. Il tentativo complessivo dei commissari è quello di riportare Banca Marche in una situazione operativa che raggiunga al più presto il pareggio di bilancio. Nei colloqui intercorsi dai commissari con i sindaci e i presidenti di Fondazione, ciò che emerge è la fiducia da parte di Feliziani e Terrinoni – al di là dei gravissimi problemi patrimoniali che ha oggi l’istituto – nel valore di Banca Marche e nella sua forza anche commerciale nel territorio marchigiano.

Alfio Bassotti, presidente della Fondazione Carijesi

Alfio Bassotti, presidente della Fondazione Carijesi

Intanto i precari dell’istituto – la cui posizione non è stata oggetto degli accordi firmati – dopo i loro appelli ai presidenti delle tre fondazioni azioniste hanno incontrato oggi, attraverso una loro delegazione, il presidente jesino Bassotti.  ”Un incontro positivo – ha riferito il coordinamento dei precari – in cui Bassotti ha espresso fiducia sulla capacità della banca di risollevarsi dalla crisi e si e’ detto disponibile ad un percorso comune delle Fondazioni con i precari, i sindacati e le istituzioni per la stabilizzazione dei giovani lavoratori”.  ”Abbiamo esposto al presidente Bassotti la nostra situazione – affermano i rappresentanti del coordinamento  – In Banca Marche, sono circa 200 i giovani tra i 25 ed i 30 anni che hanno lavorato e lavorano con grande serietà e impegno per periodi compresi tra i sei e i 36 mesi, alcuni di noi lavorano nelle filiali dal 2009. Conosciamo le difficoltà che sta attraversando la banca, ma pensiamo che ci siano spazi per la stabilizzazione dei precari. Abbiamo dato tanto e siamo disposti a dare ancora di piu’, siamo flessibili e disposti a lavorare anche per le eventuali aperture del sabato sera. Con un investimento minimo, la Banca puo’ ripartire con noi, con positive ricadute anche sul tessuto sociale del territori in cui essa opera”. Mercoledì un analogo incontro è previsto con il presidente della Fondazione di Pesaro, Sabbatini.

 

 

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