Macerata Opera Festival, scelti i cast
Grandi interpreti e giovani promesse

LIRICA - Svelati con largo anticipo i nomi di cantanti, registi e direttori d'orchestra. Rigoletto, Cavalleria Rusticana e Boheme sono le tre opere protagoniste della 51esima stagione, intitolata “Nutrire l'anima”. Il direttore artistico Francesco Micheli: "Scelte fatte in ossequio a una Storia con la S maiuscola che vede lo Sferisterio come scenario dei più grandi nomi della lirica mondiale"

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Francesco Micheli, Romano Carancini, Antonio Pettinari e Luciano Messi

 

di Maria Stefania Gelsomini

(foto Guido Picchio)

Grandi nomi, giovani promettenti, artisti legati al territorio. Sono questi i tre criteri con cui Francesco Micheli, direttore artistico di MOF, ha scelto i cast delle tre opere in cartellone allo Sferisterio per la prossima stagione intitolata “Nutrire l’anima”.
Stamattina, nel corso di una conferenza stampa alla quale erano presenti lo stesso Micheli, il sindaco Romano Carancini, il presidente della Provincia Antonio Pettinari e Luciano Messi direttore dell’organizzazione tecnico-artistica, sono stati svelati dunque, con anticipo rispetto agli anni precedenti, i nomi di cantanti, registi e direttori d’orchestra che comporranno i cast per il 2015. Scelte, ha ribadito Micheli, fatte in ossequio a una Storia con la S maiuscola che vede lo Sferisterio come scenario dei più grandi nomi della lirica mondiale, e a tempi che si cerca sempre più di anticipare per economizzare e per cercare di scritturare nomi importanti, offrendo loro magari cachet inferiori agli ingaggi abituali ma un’accoglienza unica, una platea competente e calorosa e un rinnovato appeal molto chic. Titolo di apertura sarà Rigoletto di Giuseppe Verdi, il 17 luglio 2015 (con repliche il 25 e 31 luglio e il 9 agosto). Il giorno seguente, 18 luglio, sarà la volta del dittico Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci e Ruggero Leoncavallo (con repliche il 24 luglio, il 2 e 8 agosto), e infine La Bohème di Giacomo Puccini, la ripresa della fortunata messa in scena di Leo Muscato del 2012 vincitrice del Premio Abbiati, che debutterà il 26 luglio, con repliche il 1° e il 7 agosto. La formula simil-calcistica 4/4/3, con il debutto delle prime due opere in sequenza nel primo weekend e il debutto della terza nel weekend successivo sperimentata con successo quest’anno, viene dunque riproposta anche per il prossimo, nel rispetto dei requisiti richiesti dal Ministero nei decreti legge emanati questa estate per normare il finanziamento del triennio 2105-2017 dei teatri di tradizione che prevedono, appunto, almeno tre titoli, otto serate e 2000 giornate lavorative.

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Francesco Micheli, Romano Carancini e Antonio Pettinari

Rigoletto sarà il grande baritono bulgaro Vladimir Stoyanov, che ha inaugurato le celebrazioni verdiane al San Carlo di Napoli lo scorso anno nei panni di Giorgio Germont e specializzato nel repertorio verdiano. Gilda sarà la giovane Jessica Nuccio, che torna a Macerata dopo il successo di quest’estate in Traviata la cui carriera, proprio grazie all’ingaggio col MOF, ha avuto un exploit ed è stata “adottata” dal maestro Zubin Mehta per cantare nei ruoli di Violetta e di Liù nella Turandot. Il Duca di Mantova sarà il tenore spagnolo Celso Abelo, acclamato recentemente nel Guglielmo Tell a Pesaro e conteso dai maggiori direttori d’orchestra al mondo. La regia è affidata a un altro giovane, Federico Grazzini, che nasce come regista di prosa ma è ormai votato alla lirica, che lo scorso anno al Regio di Parma ha diretto un difficile dittico Pagliacci-Gianni Schicchi e sta per iniziare le prove di Turandot all’Opera di Nizza.
Per Cavalleria Rusticana e Pagliacci si è scelto di sdoppiare i cast e solo in un caso, quello della soprano Anna Pirozzi, e su sua espressa richiesta, la stessa artista vestirà i panni delle due protagoniste, misurandosi nei ruoli anche vocalmente diversi di Santuzza e Nedda. La Pirozzi è stata lanciata a Salisburgo nel ruolo di Abigaille dal maestro Muti, che l’ha poi chiamata a cantare anche all’Opera di Roma. Il tenore di Cavalleria, Turiddu, sarà interpretato dal giovane Yusif Eyvazov, altro artista della scuderia Muti, già Des Grieux nella Manon inaugurale dell’Opera di Roma lo scorso anno e Otello al Ravenna Festival. Sarà anche la copertura per il ruolo di Canio nei Pagliacci, che ha già cantato a Bari con successo. Il tenore, originario dell’Azerbaijan, si è ufficialmente fidanzato di recente con la stella mondiale della lirica Anna Netrebko, e chissà che la grande soprano, terminati gli impegni a Salisburgo, non decida di trascorrere qualche giorno anche a Macerata.
Di grande richiamo il tenore di Pagliacci, l’americano Stuart Neill, ricordato per l’inaugurazione scaligera nel Don Carlo, sotto la direzione di Daniele Gatti e a fianco di Fiorenza Cedolins, e da allora protagonista sui palcoscenici di tutto il mondo. La regia del dittico Cavalleria-Pagliacci è affidata invece al trentottenne sudafricano di origine marchigiana (il papà è di Ancona) Alessandro Talevi: un ritorno alla terra d’origine per un professionista formatosi a Londra.
conferenza_sferisterio (3)I due protagonsti di Bohéme saranno la celebre soprano Carmela Remigio, che torna di nuovo a Macerata nel ruolo di Mimì,e il tenore messicano Arturo Chacón-Cruz nel ruolo di Rodolfo, non ancora molto conosciuto in Italia a parte il trionfale successo nei Racconti di Hoffmann alla Scala nel 2012.
Tre ritorni anche per le tre bacchette. A dirigere Rigoletto sarà il giovane Francesco Lanzillotta, applaudito due anni fa al Lauro Rossi nel Piccolo Spazzacamino, attualmente direttore stabile dell’Orchestra Toscanini e con già all’attivo collaborazioni col San Carlo di Napoli, il Maggio Musicale Fiorentino e la Fenice di Venezia.
Direttore d’orchestra dei Pagliacci sarà l’inglese Christopher Franklin, che torna allo Sferisterio dopo due anni (diresse Sogni di una notte di mezza estate), specializzato nel repertorio barocco e contemporaneo ma eccellente maestro di voci e accompagnatore di cantanti, che dirige le orchestre nei recital del tenore Juan Dioego Florez in tutto il mondo.
Per La Bohème di Leo Muscato, si è scelto di affidare la direzione d’orchestra a un altro marchigiano (vive a Porto Recanati), David Crescenzi, già direttore del coro Bellini e ora Direttore artistico all’Opera del Cairo, che lavora molto nei teatri dell’Europa dell’Est e che allo Sferisterio ha già diretto con piglio e personalità il Galà Gigli e quest’anno la serata del Cinquantenario.
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“Questa è la mia prima vera stagione – ha dichiarato Francesco Micheli –, quella in cui nonostante le difficoltà contingenti legate ai tempi e ai mezzi si sta cercando di fare necessità virtù”. Insomma, cantanti che accettano di buon grado di venire allo Sferisterio anche per metà del loro cachet abituale per l’appeal che ormai il festival si è costruito, e un lavoro di anticipo sui tempi sempre più serrato per arrivare in futuro ad annunciare contemporaneamente titoli e cast. Quanto alle regie, Micheli crede sia giunto il momento di puntare l’accento, più di quanto si sia fatto negli anni passati, sui cantanti: “i grandi registi della “vecchia scuola”, come Zeffirelli, Pier’Alli, lo stesso Pizzi e Luca Ronconi, sono più scenografi che registi, sono attenti più allo spazio che non alla recitazione. Il mio desiderio è di mettere in scena un bel Rigoletto all’italiana”.

Soddisfazione alle stelle per i risultati conseguiti e ottimismo per quelli da conseguire anche per il sindaco Carancini: “Non possiamo far finta di essere normali – ha dichiarato – il MOF, dopo anche la stagione del Cinquantesimo, è un evento oggettivamente riconosciuto, di rilevanza nazionale e internazionale. Tutto ciò nel segno non solo di quanto è stato fatto, ma come un impegno che città, provincia e regione devono avere rispetto al futuro. Non possiamo più permetterci di abbassare il livello artistico e sociale”. Un riconoscimento al lavoro fatto viene proprio dal Ministero, che ha concesso per il 2014 un contributo di 900mila euro: Macerata, dopo Parma e Catania, è la terza città in Italia per entità di finanziamento ai teatri di tradizione, con una cifra che rappresenta il doppio della media dei contributi ricevuti rispetto al 2013. “Entro i prossimi due mesi annunceremo il bilancio sociale del 2013, ma nulla è scontato – ammonisce Carancini – qui ripartiamo da zero per affrontare ulteriori sfide, e tra queste l’Expo”.

Anche Pettinari è dello stesso avviso: “non bisogna pensare che ormai sia tutto fatto, che basta ripetere le cose alla stessa maniera, perché c’è bisogno di innovazione e di rilancio sempre. Ci si sta avvicinando all’obiettivo: dire Macerata e pensare allo Sferisterio. E poi c’è il gradimento del pubblico, i numeri contano e parecchio. Ci sono tutte le condizioni perché la prossima stagione sia ancora più importante per il nostro territorio, come occasione di lavoro, come sostegno alla cultura e al turismo. Non a caso la Presidenza della Repubblica ci ha insignito della sua medaglia per il Cinquantesimo”.

 

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