Quella scandalosa Boheme 30 anni fa

Nel luglio del 1984 allo Sferisterio Ken Russell inaugurò il progetto "Grandi regie" ma dopo le proteste che seguirono l'opera, che arrivarono fino al ministero, non se ne parlò più
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Ken Russell

Ken Russell

di Maurizio Verdenelli

“Macerataaa?! Ma dove si trova: nel Continente Nero?!”. Scherzando ma non troppo, Ken Russell rispose così da Londra al direttore artistico dell’Arena maceratese, Carlo Perucci che gli aveva telefonato per il progetto ‘grandi regie’. Per quell’anno di grazia 1984, ‘Boheme’ -protagonisti Cecilia Gasdia e Nazareno Antinori- sarebbe stata firmata dal celebre regista inglese (“I Diavoli” e “L’altra faccia dell’amore”) mentre a Mauro Bolognini era destinata la regia di “Traviata” con Raina Kabaivanska. Ma se con il regista di “Metello”, amico tradizionale dello Sferisterio, era stata abbastanza agevole la trattativa, quella con Russell appariva irta di difficoltà. Perucci, abilissimo mediatore, riuscì però a convincere il regista a ‘fare una gita’ a Macerata in compagnia della moglie: “Vedrai lo Sferisterio ti sorprenderà”. In effetti l’ex stadio della palla al bracciale riuscì nell’effetto ammaliatore tanto che mr e mrs Russell raggiunsero anche Villa Quiete a Vallecascia per un possibile alloggio. L’ex casino di caccia ottocentesco del conte Domenico Perozzi costruito nella campagna di Montecassiano, piacque per la verità abbastanza. Tuttavia le remore permanevano. Si dovette alla geniale intuizione del direttore, Bernardo Cherchi il ‘sì’ definitivo ed insieme il fatto che, quell’anno, il nome di Macerata e dello Sferisterio trasvolò Alpi e piramidi arrivando anche in Australia. E valorizzando il teatro all’aperto marchigiano che cominciò -seppure per un periodo non molto lungo- a far concorrenza perfino all’Arena di Verona. Che disse Cherchi? Rivolto alla diafana signora Russell, il direttore di Villa Quiete le propose ‘bagni di mare’ tutti i giorni a Porto Recanati, comodamente trasportata dal pulmino dell’Hotel. Affare fatto! La signora in spiaggia e il geniale marito in Arena a creare un capolavoro che fece più ‘scandalo’ della ‘Madama Butterfly’ che l’anno prima aveva letteralmente scandalizzato i puristi al Festival dei Due Mondi di Spoleto, avendo egli contestualizzato la scena all’interno di un postribolo.

boheme Maurizio Verdenelli e Bernardo Cherchi

Maurizio Verdenelli e Bernardo Cherchi

Cosa avrebbe architettato il ‘diavolo’ Ken per far rumore pure a Macerata? La notizia me la diede, in esclusiva, qualche tempo più tardi Gian Paolo ‘Micio’ Projetti, direttore di produzione, di ritorno da Barcellona, dove l’aveva carpita negli ‘uffici’ di Carlos Caballè. “Pare che la faccia morire d’overdose”. La notizia apparve a nove colonne sul ‘Messaggero’ suscitando costernazione ma pure incredulità. Una ‘sparata’ giornalistica. Invece, no. La Boheme fu preceduta da un tam tam mediatico senza precedenti. La casa di mode delle sorelle Fendi, grande testimonial per i buoni uffici del pr Raffaele Curi (Alda Fendi e lo stesso Curi, di recente hanno ricordato l’evento di 30 anni fa, ospiti dell’Accademia d’arte maceratese) organizzò una vetrina speciale nel suo centralissimo atelier romano. Con top model splendidamente vestite, lo stesso Curi in tight, i manifesti dell’opera maceratese, appariva alla maniera di Alfred Hitckcock anche Ken Russell. La scenografia era suggestiva: venne definita la più ‘cinematografica’ della storia sino a lì dello Sferisterio -non credo che quella futura ci riserverà altrettanti, piacevoli sorprese. Durante la preparazione, ‘Micio’ Proietti e Davide Calise, l’assessore/sovrintendente si fecero fotografare con addosso le divise da ufficiali nazisti e l’immagine ‘privatissima’ fece inopinatamente il giro in città suscitando …apprensione e curiosità.

La Boheme (1984. Foto Alfredo Tabocchini)

La Boheme (1984. Foto Alfredo Tabocchini)

La sera del 19 luglio ci furono tanti applausi: li ho ancora nelle orecchie. Tanto entusiasmo  a cominciare dai collaboratori più giovani: “Ken, Ken!!” urlavano. E pure qualche fischio, certo, come ha ricordato Francesco Micheli in modo pedagogico proprio per giustificare le critiche ad un allestimento di quest’anno. Mimì tossica? Certo un finale da choc ma probabilmente ancora più dell’iniezione fatale (che in realtà pochissimo si vedeva) a scandalizzare fu la vistosissima passerella delle venti top model in visone nero sull’infinito palco dello Sferisterio intorno alla povera Mimì/Gasdia consumata non dalla tubercolosi ma dalla droga.

Ventaglio Fendi per la Boheme

Il ventaglio Fendi per la Boheme

In realtà, quel 19 luglio di trentanni fa, prima assoluta di ‘Boheme, fu indimenticabile. Karl Lagerfeld, stilista n.1 al mondo, aveva creato per Fendi un ventaglio in cartone con le date fatidiche del capolavoro pucciniano: 1844 (la prima assoluta), 1914, 1944 e 1984: l’anno di Macerata. Russell se ne andò subito dopo mentre cominciava la sarabanda delle accuse, delle critiche (il sindacalista Giuseppe Zecchillo, artista noto anche a Macerata, andò a protestare dal ministro) mentre l’erede Puccini presentò querela. Il regista inglese, con un’unica eccezione, non lavorò più nel mondo del melodramma. Sarebbe morto a Londra nel 2011 senza più rimettere piede a Macerata. Al ‘Messaggero’ Russell dichiarò: “Il pubblico non ha riflettuto a sufficienza su quanto avviene nel terzo e quarto atto della mia Boheme. Il terzo finisce con due ufficiali in nero della Gestapo, il quarto con venti donne in pelliccia nera. C’è un’evidente connessione di morte: la morte della nostra civiltà, la morte dell’arte…”.

Il progetto ‘grandi regie’ in Arena si arrestò l’anno dopo quando fu annullata in extremis l’ardimentosa ‘regia’ di Rigoletto di Dario Argento che vedeva il Duca di Mantova nelle vesti di un vampiro con sangue e salme dappertutto. Tanto da mettere in difficoltà il generosissimo direttore di scena ‘Fofo’ Pieroni che disse al sovrintendete Calise: “Per il sangue, Davide, non ci sono problemi: andiamo al mattatoio e ce lo facciamo dare. Ma come facciamo per i cadaveri: all’obitorio ce lo daranno il permesso i familiari?”). Anche l’effetto brivido sulle poltroncine fu ritenuto choccante. Argento, anche lui ospite e coccolatissimo a Villa Quiete, rimase malissimo: si rifece con la regia di un film  proprio dedicato a quella mancata esperienza maceratese, dal titolo “Opera”. Ma del progetto ‘grandi regie’ inaugurato con lo ‘scandalo Boheme’ non si parlò più allo Sferisterio.

 Guarda il video di Alfredo Tabocchini:



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