Dal dramma alla rinascita:
Lucia Annibali madrina d’eccezione
del Macerata Opera Festival

L'avvocatessa sfigurata con l'acido è il simbolo dell'edizione 2014, la cinquantesima della kermesse, con in cartellone protagoniste al femminile (Tosca, Aida e Traviata). Sarà in città al teatro Lauro Rossi il 17 luglio, alla vigilia della prima, per raccontare la sua vicenda
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Carancini_Pettinari_Micheli

Da sinistra: Romano Carancini, sindaco di Macerata, Antonio Pettinari, presidente della Provincia, Francesco Micheli, direttore artistico dello Sferisterio

Lucia Annibali

Lucia Annibali

di Maria Stefania Gelsomini

(foto di Lucrezia Benfatto)

Più spazio, più tempo, più musica per la donna. Nel 50° anniversario della stagione lirica del Macerata Opera Festival saranno tante le donne all’opera, in ogni senso, ma le protagoniste assolute saranno  quattro. Accanto alle tre eroine del melodramma in cartellone, la celeste Aida, Floria Tosca e la traviata Violetta Valery, anche un’eroina del nostro tempo, Lucia Annibali, l’avvocatessa di Pesaro con il volto sfigurato dall’acido divenuta il simbolo della lotta alla violenza contro le donne e della ribellione alla sopraffazione maschile. Lucia sarà la madrina d’eccezione del festival, come lo furono nel 2012 Dante Ferretti e nel 2013 Massimiliano Fuksas, e prenderà parte a un incontro al teatro lauro Rossi il 17 luglio, alla vigilia della prima, in cui racconterà quella tragedia legando così idealmente la sua storia con quella delle altre tre eroine. Il direttore artistico del MOF Francesco Micheli, nel corso della conferenza stampa tenutasi oggi nella Civica Enoteca Maceratese, ha ricordato come Lucia Annibali sia “l’esempio più eclatante dello stalking, di quell’atteggiamento prevaricatore dell’uomo sulla donna” e di come l’opera lirica abbia “per prima, dato spazio alle donne come vittime di abusi rendendole protagoniste. “Lucia Annibali ha fatto della persecuzione dell’ex fidanzato, che è andata dall’assillo, alla violenza verbale, fino all’attacco con l’acido per mano di due killer, la sua forza, perché l’aspetto esteriore che lei si sta ricostruendo non è nulla rispetto alla sua forza interiore”. Un’eroina come le altre tre Lucia, come Aida, Tosca e Violetta, ma che per fortuna, rispetto a loro, è riuscita a sopravvivere. “Se il festival vuole raccontare la sua storia – ha spiegato Micheli – lo fa con uno sguardo ammirato verso il passato ma senza struggimento e nostalgia, con un presente che richiede una riflessione e un futuro da costruire. Lucia Annibali è la piccola icona di un grande lavoro, di un festival che si impegna concretamente a lanciare fuori dal tempio i messaggi che le opere declamano con la musica e col canto sul palco”. Questo è il legame che si vuole mettere in evidenza nel cinquantenario: l’opera è viva e parla al pubblico di oggi.
Ma le figure femminili al MOF saranno ovunque quest’anno, saranno narrate e narratrici dentro e fuori dal palcoscenico, grazie a una serie di progetti speciali denominati “L’Opera è donna” curati da una new entry, Patrizia Sughi, già responsabile lo scorso anno degli eventi del centenario dell’Arena di Verona e presente oggi in conferenza stampa insieme al sindaco Romano Carancini, al presidente della Provincia Tonino Pettinari e alla responsabile del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio Lorenza Natali per illustrare le innumerevoli iniziative declinate al femminile che ruoteranno intorno al festival lirico.

Natali_Carancini_Pettinari_Micheli (3)Abbiamo provato a fare una scelta più difficile di quello che avrebbe potuto essere – ha affermato Carancini – e anziché raccontare la storia dello Sferisterio in maniera autoreferenziale abbiamo voluto raccontare il 50° attraverso un tema importante, con una serie di progetti anche nelle vie e nelle piazze della città per ricordare sì l’opera ma anche per far riflettere sulla condizione femminile oggi. Sarà una festa di tutti i maceratesi, che possono diventare non solo testimoni ma protagonisti di un’esperienza straordinaria, che deve essere un trampolino importante per ripartire e arricchire anche le prossime stagioni”. Una soddisfazione condivisa anche da Pettinari: “finalmente c’è la percezione che l’evento stagione lirica, vissuto in passato dai maceratesi come evento importante ma non come patrimonio comune, appartenga a tutti, al capoluogo e al territorio provinciale, e che vada persino oltre la regione Marche. C’è un coinvolgimento reale dei giovani, dell’università, del mondo imprenditoriale, delle istituzioni”. Che il clima sia cambiato ne è convinto anche Micheli: “questo lavoro riaggrega la città intorno allo Sferisterio, con un rinnovato spirito di appartenenza e col favore a livello internazionale”.
Ma è proprio Patrizia Sughi ad illustrare nel dettaglio i progetti speciali “L’Opera è donna”, che richiameranno a Macerata tante donne portatrici di valori femminili contemporanei nella propria storia, professione, o identità: “ciò rompe gli schemi del festival tradizionale e va a intercettare altre presenze oltre a quelle artistiche.” Saranno presenti le bloggers, al lavoro sulla piattaforma già attiva #donneallopera dove le donne potranno scambiarsi opinioni, pubblicare foto e video selfie. Ci saranno anche, grazie a un accordo con le Librerie Feltrinelli, tre scrittrici chiamate a esprimere l’empatia con le protagoniste delle tre opere attraverso dei racconti inediti: Gaia Servadio con “Aida si racconta” e Grazia Verasani con “Violetta Valery si racconta”, mentre Cristina Babino, curatrice del volume “Femminile plurale. Le donne scrivono le Marche”, firmerà la presentazione di Tosca sul libretto d’opera. Senza dimenticare che tre direttori d’orchestra donna, Julia Jones, Eun Sun Kim e Speranza Scappucci, saliranno per la prima volta sul podio dello Sferisterio.

Natali_Carancini_Pettinari_Micheli (2)Altre ospiti d’eccezione saranno la giovane astrofisica Marta Burglay che in occasione della prima di Tosca parlerà di stelle, lei che insieme al suo gruppo di ricerca ha vinto il prestigioso premio Cartesio per la scoperta della prima pulsar doppia (che ha avvalorato finalmente dal punto di vista scientifico la teoria sulla relatività di Einstein), la sommelier Adua Villa autrice del libro “Vino rosso tacco 12”, che animerà una serata dedicata al brindisi, e un gruppo di ricercatrici del CNR.  Punta di diamante dei progetti speciali sarà la raccolta fondi con l’organizzazione mondiale Action Aid dedicato alle donne dell’Etiopia, progetto umanitario che, per la prima volta nella storia, avrà un nome di donna e si chiamerà Aida, avrà come testimonial la soprano Fiorenza Cedolins, protagonista dell’opera omonima, e come partner lo stesso festival maceratese. Puntare l’attenzione sulle drammatiche situazioni di sottomissione, deportazione e schiavitù delle donne etiopi sarà un modo ulteriore per connettere l’opera con i drammatici problemi dell’attualità. Altra iniziativa rilevante quella del Comitato Imprenditoria femminile della Camera di Commercio di Macerata, che curerà l’esposizione delle eccellenze produttive delle imprese femminili (il 25% di quelle iscritte alla Camera di Commercio) abbinando tre settori produttivi alle tre opere: il settore bellezza e benessere ad Aida, il settore fashion (calzature e tessile) a Tosca, il settore enologico a Traviata.

Infine, anche il progetto Genius loci, dopo la Serata di stelle per del Monaco due anni fa e il concerto per Beniamino Gigli lo scorso anno, avrà per protagonista una figura femminile, il soprano di Montecosaro Anita Cerquetti, considerata da molti la più grande voce verdiana del Novecento, che verrà celebrata con una serie di appuntamenti a Montecosaro e con un Galà allo Sferisterio il 7 agosto, dove il cast sarà esclusivamente, manco a dirlo, femminile.

 

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