Cinquanta sfumature
di Sferisterio

MACERATA OPERA FESTIVAL - Una mostra diffusa nel centro storico per raccontare la storia dello Sferisterio e un libro dedicato alle comparse
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La conferenza stampa di oggi

La conferenza stampa di oggi

 

di Maria Stefania Gelsomini

Il titolo non tragga in inganno, le sfumature sono quelle dei ricordi. “Sferisterio 50/Esercizi di memoria: Macerata, l’opera, l’estate” è il titolo di una mostra diffusa, per ricordare a chi c’era e per far conoscere a chi non c’era le cinquanta stagioni d’opera dello Sferisterio. Un percorso espositivo articolato in cinque sezioni e suddiviso in cinque location che si snoderà da piazza Vittorio Veneto a piazza della Libertà per arrivare a Palazzo Buonaccorsi.
Una mostra necessariamente frammentata ma non dispersiva, che grazie a un lavoro minuzioso di recupero dei materiali d’archivio e di scena (foto, video, interviste, ma anche scene, costumi, locandine) intende ricostruire cinquant’anni di lirica maceratese e restituirli alla città. Purtroppo e colpevolmente, forse perché la stagione lirica è stata sempre e solo considerata una “questione” estiva, non si era mai provveduto a conservare documenti e cimeli dei vari allestimenti, almeno fino a pochissimo tempo fa. L’occasione di questa mostra perciò è importante e non va sprecata, perché l’ingente lavoro di documentazione e di archiviazione che la sostanzia dovrà e potrà diventare, in un futuro si spera prossimo, il nucleo di un grande Museo dello Sferisterio. “In questa mostra c’è tutta Macerata – ha dichiarato l’assessore Stefania Monteverde – passata, presente e futura”. “Sarà una passeggiata di memoria e di consapevolezza – ha ribadito Carancini –, per far ammirare a chi viene da fuori ciò che è stata ed è questa città. Non è la mostra solo di Macerata, ma di un intero territorio, di tutta la regione”. “Lo Sferisterio è un monumento osmotico che dialoga da sempre con la città” ha ricordato Francesco Micheli, un punto di incontro e di scambio insomma, tra gli addetti ai lavori e la popolazione che a vario titolo è riuscita a entrarci dentro, come pubblico ma anche e soprattutto come comparse, figuranti, mascherine, musicisti, ballerini. Ogni maceratese conserva almeno un ricordo, ognuno può raccontare un aneddoto che lega la sua vita allo Sferisterio, ed è questa memoria storica lunga mezzo secolo che ora si cerca di riportare alla luce a beneficio di tutti.
La prima sezione della mostra si intitola “L’esordio”, è ospitata nella galleria Galeotti ed è dedicata alla magnifica Aida del 1921. La curatrice Emanuela Balelli del Centro Studi Carlo Balelli ha messo a disposizione le preziose fotografie scattate all’epoca dal nonno Alfonso, che ha documentato coi suoi scatti ogni fase dell’allestimento, dai tentativi di ampliamento del palco, alle scenografie, al cast al completo in costume con dediche autografe. Immagini che sono confluite in un catalogo realizzato col contributo del Comune di Macerata, della Fondazione Carima e del Centro Studi Balelli.
La seconda sezione si intitola “Il racconto”, è ospitata nella Biblioteca Mozzi Borgetti ed è curata da Antonello di Geronimo. A lui il difficile compito di sintetizzare le quarantotto stagioni che si sono succedute ininterrotte dal 1967 al 2013, offrendo uno sguardo d’insieme complessivo. Il racconto si articolerà attraverso un centinaio di immagini, incluse locandine, foto di scena e dei protagonisti, oltre a uno spazio per video professionali e amatoriali allestito nella Sala Castiglioni.
L’augurio, anche da parte di Di Geronimo, è che si faccia buon uso di questa modalità di archiviazione, affinché la memoria venga condivisa oltre le celebrazioni del cinquantenario, anche da chi per motivi anagrafici o geografici non è stato testimone diretto di quegli eventi. Intanto, nei prossimi mesi, si prepara a pubblicare anche un volume sulla cinquantesima stagione.
La terza e la quarta sezione (“I costumi” e “La scena”) sono ospitate in piazza della Libertà, rispettivamente al Lauro Rossi e all’Auditorium San Paolo, e rappresentano una fedele retrospettiva sugli abiti di scena e le scenografie delle stagioni passate. La quinta sezione, “Le persone”, a Palazzo Buonaccorsi, è quella che coinvolge più direttamente i maceratesi. Molti si ritroveranno immortalati nelle foto di scena esposte (oltre cinquecento), sopra e sotto il palco in veste di comparse, ballerini e musicisti. Chi vorrà, potrà anche caricare le proprie foto allo Sferisterio, o taggarsi in quelle già pubblicate, sul sito cinquanta.sferisterio.it. Inoltre, grazie a Macerata Digitale, in ognuna delle cinque sedi i visitatori potranno godere di contenuti multimediali extra come video e animazioni sul proprio smartphone o tablet, attraverso la app Junaio e il canale Sferisterio 50.

Un progetto corale dunque, che partito dall’Associazione Arena Sferisterio ha visto il coinvolgimento di tantissime persone e figure professionali, a partire dal consulente Antonello Di Geronimo e dal comitato scientifico, composto da Romano Carancini e Stefania Monteverde per il Comune, Francesco Micheli, Patrizia Sughi e Paolo Besana per il MOF, Paola Taddei per l’Accademia di Belle Arti, Marcello La Matina per l’Università di Macerata, Egizia Marzocco per l’Università di Camerino, Emanuela Balelli per il Centro Studi Balelli e Patrizia Mozzoni per Fondazione Carima, che ha anche realizzato, come ha ricordato il vicepresidente Marcello Mataloni, il portale di turismo culturale TUMA (in lingua italiana, inglese e presto anche cinese) per promuovere le bellezze del territorio in ambito internazionale.
Imprescindibile il contributo dei fotografi: Alfredo Tabocchini, Pietro Molini, Andrea Francalancia (che ha classificato, scansionato e archiviato circa 70mila scatti del Fondo Morichetti della Biblioteca Mozzi-Borgetti), Carlo Gentili e Studio Serini.
Il lavoro di preparazione e allestimento ha visto anche la partecipazione di Laura Perini, Paolo Andrenucci, Gabriele Cesaretti, Marianna De Leoni, Enrico Pulsoni, Andrea Compagnucci, Giuliana Carassai, Massimo Crucianelli e Piergiorgio Capparucci, col contributo del Rotary Club Matteo Ricci. I video di Palazzo Buonaccorsi sono stati curati dall’Università di Macerata, le interviste sono a cura di Mattia Cianflone, le riprese di Giordano Viozzi e Cristiano Coini.
L’esposizione è realizzata col contributo di Fondazione Carima, Maurizio Mosca, Med Store e Pellegrini Garden.
La mostra verrà inaugurata il 17 luglio alle ore 18 alla presenza della madrina d’eccezione Raina Kabaivanska e resterà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, fino al 15 agosto (martedì-domenica, ore 10-13; 16-19).

 

Comparse Carmen (1982)

Comparse Carmen (1982)

Ma i maceratesi saranno protagonisti alla festa delle nozze d’oro dello Sferisterio anche grazie a un libro. Il Rotary Club di Macerata Matteo Ricci, per iniziativa del suo presidente Marco Sigona, ha ideato la realizzazione del volume “’70, ’80. Venti anni di comparse allo Sferisterio”, realizzato da Maurizio Lombardi, col contributo delle aziende Varnelli, Ottica Pietroni e Macrosoft.
Un progetto editoriale che si inserisce nelle celebrazioni del cinquantennale dello Sferisterio e che ne ripercorre la storia attraverso i volti delle comparse dietro le quinte, immortalati dagli scatti di Raoul Morichetti, Carlo Gentili e Alfredo Tabocchini. “È anche una celebrazione dei cinquantenni di oggi, che hanno contribuito con la loro presenza ai fasti dello Sferisterio” ha dichiarato Sigona, ricordando la propria esperienza ultra trentennale in arena e le estati passate dapprima come semplice comparsa, poi come capo comparsa e infine come responsabile medico.
Il volume di 144 pagine raccoglie una selezione (oltre 200 foto) delle immagini esposte a Palazzo Buonaccorsi. A completare “l’operazione nostalgia” sarà aperto anche uno spazio social, per dialogare con chi ha lavorato in arena e per chi, avendovi lavorato come maschera o comparsa dal 1967 in poi, desidera rispolverare i ricordi della sua stagione lirica. Intere estati trascorse in eleganti e spesso ingombranti costumi d’epoca dal pomeriggio fino a notte fonda, ascoltando da vicino i più grandi cantanti, sotto la guida di famosi registi e agli ordini di severi capi comparsa. “Andare allo Sferisterio d’estate – ha proseguito Sigona – significava il primo lavoro, la prima paga dopo la scuola, lì nascevano amicizie, amori, e molti di quei maceratesi oggi formano il pubblico proprio perché hanno partecipato da ragazzi alla vita dello Sferisterio, hanno vissuto quell’esperienza magica e indimenticabile”.
Il ricavato della distribuzione del libro, che prevede anche un’edizione celebrativa limitata disponibile solo il 17 luglio all’inaugurazione della mostra a Palazzo Buonaccorsi, verrà devoluto ad ActionAid, e le restanti copie saranno disponibili o su prenotazione (tel. 0733-280211, mirusmarche@mirus.it) o presso il Bar Nino e il ristorante Da Secondo.

(Nelle foto alcune immagini presenti nel libro)

Comparse Tosca (1973)

Comparse Tosca (1973)

 

Comparse Aida (1968)

Comparse Aida (1968)



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