Carancini: “Micheli resterà a Macerata
Non si avveleni lo Sferisterio
con strumentalizzazioni politiche”

Il sindaco risponde ai consiglieri Nascimbeni e D'Alessandro che hanno sollevato dubbi sulla permanenza del direttore artistico: "Ha un contratto fino al 2015 che onorerà e abbiamo già gettato le basi per le successive edizioni. Indipendentemente dalla mia presenza dopo le elezioni stiamo pensando di organizzare anche una stagione invernale". Interviene anche il segretario del Pd, Paolo Micozzi: "Siamo tutti riconoscenti a Micheli per il cambio di passo dato al Macerata Opera Festival"
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Il sindaco carancini e Francesco Micheli con La Kabaivanska durante l'apertura della 50ma edizione del Macerata Opera Festival

Il sindaco Carancini e Francesco Micheli con la Kabaivanska durante l’apertura della 50ma edizione del Macerata Opera Festival

Il sindaco Carancini e il presidente della Provincia Pettinari con il direttore artistico Francesco Micheli alla fine della stagione 2013

Il sindaco Carancini e il presidente della Provincia Pettinari con il direttore artistico Francesco Micheli alla fine della stagione 2013

di Alessandra Pierini

(foto di Lucrezia Benfatto)

«Non esiste nessuna nube su Macerata Opera Festival, né sul direttore artistico Francesco Micheli, anzi stiamo già pensando al dopo 2015». E’ Romano Carancini, sindaco di Macerata e presidente dell’associazione Sferisterio a escludere con forza ogni dubbio sul futuro del festival e a rilanciare sulla collaborazione con Francesco Micheli, dopo che i consiglieri Francesca D’Alessandro e Fabrizio Nascimbeni di Macerata è nel cuore avevano sollevato ieri la questione del possibile divorzio tra il direttore artistico e Macerata (leggi l’articolo).

Il sindaco è amareggiato per l’intervento dei consiglieri: «Sono notizie false che tentano di avvelenare Macerata. Innanzitutto – spiega – evitare di aprire una discussione politica durante la stagione è  un patto non scritto che dura da decenni. Fare polemica in un momento in cui la città è al centro del panorama nazionale e nel pieno dei successi che ne derivano, vuol dire che c’è scarso affetto sulla città o che si vuole strumentalizzare una questione avvelenando così . Il direttore artistico del Macerata Opera Festival comunque non viene scelto dai partiti ma dal Consiglio d’amministrazione dell’associazione che sulla base di una valutazione e di un  confronto ha individuato in Francesco Micheli la persona giusta per raggiungere gli indirizzi che i suoi componenti si erano dati. Il Cda ha scelto Micheli in totale autonomia, non ha ricevuto nè dal Pd nè dagli altri partiti nessuna pressione. Micheli che anche io ho voluto con coraggio e intuizione non ha mai trovato nessuna opposizione. Questo mettere in mezzo la politica fa fare brutta figura ai politici e alle forze politiche».

Al di là della scelta, Carancini fuga anche ogni ipotesi di rottura con il direttore artistico: «Non solo non è vero che non si va verso l’addio, è vero il contrario. Io e Francesco Micheli ci siamo incontrati un mese fa, in tempi non sospetti e prima ancora dei successi che stanno acclamando lui e la città. Micheli ha un contratto fino al 2015 che onorerà, ma già in questa fase è necessario pensare al dopo 2015. C’è totale volontà di entrambe le parti di andare avanti. Non decido io ma avendo la responsabilità di presidente ho già esplorato. Micheli vuole rimanere a Macerata. Ci dovremo dare ulteriori obiettivi e anche lì siamo perfettamente d’accordo. Per cui l’uscita di Macerata è nel cuore è davvero fuori luogo».
E proprio a confermare la volontà di lavorare ancora insieme, Carancini aggiunge: «Uno degli obiettivi che ci siamo dati è di organizzare tra 2015 e 2016, indipendentemente dalla mia presenza, una stagione invernale al teatro Lauro Rossi. Ci pensiamo da un paio di anni ma ora ci potrebbero essere le condizioni».
Il sindaco non nasconde che c’è attenzione da parte di grandi teatri italiani verso il “fenomeno” Macerata: «Per correttezza e trasparenza, non possiamo non raccontare che c’è attenzione dei maggiori teatri italiani verso Macerata e Francesco Micheli che ha dimostrato di essere figura di valore e prestigio, di classe come direttore artistico e come regista.  Tanto per citarne uno, alla notte dell’opera c’era Umberto Angelini, sovrintendente del teatro di Brescia e aspirante alla sovrintendenza della Scala, che è venuto ad osservare capire cosa c’è nel progetto spettacolare di Macerata.  Questo non vuol dire che Francesco Micheli andrà via, anzi c’è la sua volontà di andare con Macerata. Questo non sclude che  grandi teatri possono già pensare a progetti di compatibilità con il Macerata Opera Festival.  Oggi non c’è niente di concreto, ma ci sono realtà che ci guardano con interesse».

Lo spettacolo di chiusura in piazza della Libertà

Lo spettacolo di chiusura in piazza della Libertà

Come ha letto Carancini l’uscita di Micheli che, presentando la Notte dell’Opera, ha lanciato alla città la sfida di un’organizzazione autonoma per la prossima edizione (leggi l’articolo)? «Non ero al corrente prima di quanto Francesco ha espresso con forza in conferenza. A mio parere, la sua uscita è dimostrazione del suo amore per la città e per il progetto di cui è artefice.La sua uscita responsabilizza tutti e lo condivido. Ha voluto dire “non ci adagiamo”. Così l’abbiamo interpretata e ne abbiamo parlato con lui. Micheli vive una stagione di straordinario impegno e stress, è un colpo di frusta per tutti. La città deve trovare la capacità di recepire la linea data». Secondo il sindaco, la città è in grado di recepire? «La città è in grado ma deve essere ancor più protagonista. Non è pensabile che una struttura di tre persone che ha sulle spalle una stagione da milioni di euro, faccia anche 30 riunioni per la Notte dell’Opera. Io sono ottimista su questo vedremo di dare seguito alle sue parole».
In un’intervista a Cronache Maceratesi il renziano Nicola Perfetti ha dichiarato : “Per quanto riguarda lo Sferisterio il botteghino sembra dare risultati positivi ma la qualità stenta, da quello che leggo e sento sono due anni che un’opera su due viene bocciata dalla critica e in questo modo non si fa una bella pubblicità per il futuro”  (leggi l’intervista). Questo il commento di Carancini : «L’impressione che si ha dalla lettura sul passaggio dello Sferisterio è che Perfetti venga da Marte e non abbia consapevolezza della realtà. Questo cda ha trovato un quadro economico drammatico, ma  ha capovolto il tavolo e rivoluzionato le scelte sullo Sferisterio basandole  su rigore di bilancio, qualità dell’opera e investimento sul nuovo pubblico. Per quanto riguarda il rigore, siamo uno dei pochi teatri al mondo che ha raddoppiato le presenze, i dati sono entusiasmanti. Usciamo con utili di bilancio e abbiamo risanato il botteghino anche con l’abbattimento degli omaggi. Abbiamo scelto opere popolari, abbiamo ricevuto un premio Abbiati per Boheme, a questo vanno aggiunti il successo di Micheli e il coinvolgimento dei giovani. C’è un successo ottenuto mantenendo gli equilibri di bilancio che è difficile mettere in discussione, perciò le critiche lasciano piuttosto sorpresi».

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Nicola Perfetti

Nicola Perfetti

Oggi Nicola Perfetti ha chiarito la sua posizione sulla sua pagina facebook: “Secondo alcuni avrei criticato la direzione artistica dello Sferisterio; ho detto tutt’altro: “il botteghino e’ andato bene, tuttavia alcune opere sono stato criticate”. Aggiungo oggi che la “colpa” delle critiche non può essere di Micheli di cui ho stima e che, anzi deve essere considerato un virtuoso, visto che sta da anni facendo le “nozze coi fichi secchi” considerato il budget risicato stanziato per l’opera che, in aggiunta, deve essere utilizzato anche per gli eventi collaterali. Micheli, guardati da altri, non certo da me”.

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Il segretario del Pd maceratese, l'avvocato Paolo Micozzi

Il segretario del Pd maceratese, l’avvocato Paolo Micozzi

Indirettamente, risponde alla lista Macerata è nel cuore, anche il segretario del Pd Macerata Paolo Micozzi che in un comunicato stampa elogia le qualità del direttore Micheli e si rivolge alla città e all’amministrazione per un maggiore coinvolgimento: «La notte dell’opera – scrive –  si è consumata nel modo migliore con una serie di iniziative a tema che hanno coinvolto la città che ha partecipato con entusiasmo. Il direttore artistico Micheli, che tanto si è speso per lanciare questa iniziativa, ha il merito di aver saputo creare un connubio tra la produzione artistica che si svolge all’interno del teatro Sferisterio ed il resto della città con una serie di iniziative che contribuiscono alla buona riuscita della stagione lirica. Non entro nel merito della produzione artistica perché lo ritengo di esclusiva competenza del maestro Micheli anche se personalmente apprezzo molto le rappresentazioni teatrali che vengono da lui proposte.

La città gremita durante la Notte dell'Opera

La città gremita durante la Notte dell’Opera

Sposto invece l’attenzione sull’altro aspetto, quello del coinvolgimento della città, per esprimere qualche idea:
– ha ragione Micheli a dire che ormai, dopo alcune positive esperienze, non dovrebbe più essere lui a favorire la realizzazione della Notte dell’Opera ed anche di altre iniziative collaterali, ma dovrebbe essere l’Amministrazione Comunale, in sinergia con i commercianti, le associazioni ed i cittadini a lavorare per la buona riuscita della manifestazione;
– si dovrebbero studiare forme di partecipazione che possano permettere a tutta la città (non solo al Centro Storico, Corso Cairoli e Corso Cavour) di apportare il proprio contributo; ne trarrebbero benefici anche le attività commerciali di quartiere o, perché no, delle frazioni;
– la bellissima iniziativa dei cinquanta anni dello Sferisterio non dovrebbe essere fine a se stessa, ma trovare una collocazione stabile nei locali del teatro, fruibile tutto l’anno, magari arricchendola con ulteriori testimonianze (i famosi libri sera, le tessere di riconoscimento delle comparse oltre naturalmente agli abiti di scena e a quant’altro possa essere riconducibile all’attività teatrale);
– il ricordo di chi ha già lavorato per la riuscita della stagione lirica potrebbe costituire un ponte ideale per il suo futuro. I locali dell’ex cinema potrebbero tornare utili proprio per incontri a tema magari con il concittadino Claudio Orazi che tanto ha contribuito al rilancio dello Sferisterio, magari ricordando il compianto maestro Perucci che fu l’artefice della sua riapertura alla lirica e con giovani cantanti lirici che potrebbero ambire ad essere protagonisti del teatro. Le necessarie spese per tali iniziative potrebbero trovare il contributo di attività commerciali che ambiscono a legare il loro nome a tali produzioni artistiche.
Ritengo quindi che all’attuale direttore artistico ed a tutti i suoi collaboratori vada riconosciuto il merito di aver favorito questo cambio di passo e discutere ora sulla sua professionalità mi sembra davvero fuori luogo oltre che in totale discrasia con i risultati, anche di botteghino, che sono sotto gli occhi di tutti”.

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