“Puccini è Donna”:
la provocazione di Pellegrini
agli Aperitivi Culturali

MACERATA - In occasione della prima della Traviata, domani, ospiti alle 12 agli Antichi Forni, il critico del Corriere della Sera, Enrico Girardi e la direttrice d'orchestra Speranza Scapucci
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Il critico musicale Jacopo Pellegrini opsite degli Aperitivi Culturali

Il critico musicale Jacopo Pellegrini ospite degli Aperitivi Culturali

di Claudio Ricci

“L’opera è donna? Figurarsi il compositore”. Gioca con il tema della 50esima stagione lirica Jacopo Pellegrini, il giornalista e  critico musicale del Foglio, protagonista del quinto appuntamento degli Aperitivi Culturali, agli Antichi Forni. Ricercato è il gioco di Pellegrini. Da un’approfondita antologia di testi sull’ambiguità sessuale nel mondo dell’opera con  riferimenti ad Arbasino (L’Anonimo Lombardo), all’opera “Milk” di Stuart Wallace, ispirata alla vita e alla battaglia politica di Harvey Milk, Pellegrino conduce l’attenta e nutrita platea di melomani, verso il punto focale: l’analisi del processo creativo artistico in termini di genere. Ardita è la tesi, che vuole il compositore come la parte femminile, madre, che ha bisogno di essere fecondata dalle parole del libretto per dare vita ad una nuova opera. Un profilo che aderisce perfettamente alla figura di Giacomo Puccini e il suo intendere la Donna nell’ opera. Una teoria generosa di spunti che Pellegrini fornisce con fluidità di esposizione, in modo semplice ma allo stesso tempo raffinato, con la leggerezza consapevole di un insegnante giocoso. Dalle pesanti critiche del contemporaneo Fausto Torrefranca, che stroncavano l’autore Puccini definendolo “una di quelle vecchie signore che prima di uscire  si impiastricciano la faccia”, alle letture freudiane che vedevano nelle eroine pucciniane un transfert della figura materna (scomparsa quando Giacomo era molto piccolo), la composizione dell’operista toscano viene così riconsiderata e approfondita, cercando la Donna che è in Puccini e che lo muove nel suo percorso artistico.

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Jacopo Pellegrini e Cinzia Maroni

«L’analisi di genere però non dovrebbe fermarsi solo alle categorie maschio, femmina- argomenta Pellegrini-  ma potrebbe spingersi oltre fino a quella della follia. Puccini scrive opere dedicate alla malattie mentali delle protagoniste. Così nella Madama Butterfly ravvisiamo i sintomi della paranoia erotica, cioè quella di persone che si innamorano credendo di essere ricambiate. Nell’ordine delle “donne vampiro” invece come non nominare la Turandot, assassina seriale di 26 uomini che ferma la sua follia proprio nel momento in cui trova l’amore.  Figure, quelle delineate da Puccini, che spaventavano la società patriarcale perché indipendenti, forti e autoritarie». Profili complessi che risolvono il proprio dramma sempre attraverso lo scioglimento del nodo d’amore e tirano fuori dall’impaccio culturale l’intreccio pucciniano, ripristinando i sacrosanti valori che il pubblico dell’opera di allora non amava sentir messi in discussione. E così fa quadrare il cerchio Pellegrini, gradito artigiano dell’esposizione, a cui la conduttrice Cinzia Maroni, strappa prima di chiudere la promessa di un ritorno agli Aperitivi anche per l’anno prossimo. Domani si volta pagina: argomento la Traviata. A mezzogiorno ospiti della rassegna organizzata dall’associazione Sferisterio Cultura con il sostegno di Festival Off e dell’amministrazione comunale, il critico del Corriere della Sera Enrico Girardi e la direttrice d’orchestra Speranza Scapucci. Nel giorno della prima della Traviata degli Specchi in Arena (26 luglio) , la storia di Violetta verrà paragonata a quella della Marguerite di Dumas e della vera Dama delle Camelie Marie Duplessis.

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