Aperitivo culturale con Salvatore Natoli
“La rivoluzione nell’Opera verdiana”

MACERATA - Il famoso e appassionato filosofo è stato ospite dell'appuntamento agli Antichi Forni per parlare de "Il femminile nella drammaturgia verdiana"
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Salvatore Natoli con Cinzia Maroni

di Carmen Russo

Anche l’appuntamento per l’ultima domenica di luglio con gli Aperitivi Culturali ha visto una grande partecipazione di pubblico. L’ospite della “chiacchierata” culturale agli Antichi Forni con Cinzia Maroni è stato il filosofo Salvatore Natoli, presentatosi come un “amatore” dell’Opera per descrivere “Il femminile nella drammaturgia verdiana”. «Verdi è riuscito a fare una vera e propria rivoluzione nell’Opera. Inizialmente la lirica era statica, descriveva sensazioni, era epifania dei sentimenti era un teatro degli affetti. Dopo è diventato teatro dei personaggi e accadimento di eventi. Innanzitutto perché è il romanzo ad entrare nell’Opera e quindi con una storia ben precisa. Sul palco accade davvero qualcosa e gli intramezzi che prima erano recitativi, diventano anch’essi accompagnati dalla musica».     aperitivi_culturali_27_luglioCome si evince dalle parole di Natoli anche il personaggio, in Verdi, muta nel corso dell’opera. Non manifesta più solo determinate situazioni, ma si modula continuamente e ogni cambiamento d’umore e di emozione viene mostrato attraverso il connubio di musica e parole. «Verdi ha il merito di portare nella scena anche la società del tempo, a lui contemporanea, un elemento che non era mai stato inserito prima e per questo viene contestato. Il suo mostrare la società di allora con i difetti e le abitudini si riversa anche nel personaggio di Violetta, che è frivolo. Lei si accorge che la società in cui vive non le dà nulla, è sola. Cerca di riempire il suo vuoto e l’unica cosa che la colma è la voce dell’amore che la tocca». Una, dieci, cento donne riesce a descrivere Verdi: «Tutte le sfaccettature dell’essere femminile vengono toccate e si tratta di un grande realismo e di una bravura nel mostrare l’energia della donna nelle sue opere». Intensa e appassionata la spiegazione del filosofo Natoli che vede nella donna di Verdi un essere dai tratti energici, abissali, liberi ma decisamente inaccettabili per l’epoca: «non poteva che finir male per Violetta. Ma se c’è una linea distintiva nelle opere del compositore è che le donne – a partire da Gilda – sono quelle che amano di più». Il prossimo appuntamento che aprirà la terza settimana di incontri sarà il 31 luglio con Alberto Batisti che parlerà di “Amneris, la donna spezzata”.   aperitivi_culturali_27_luglio aperitivi_culturali_27_luglio

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