I nodi del bonus da 600 euro,
«Arrivati i primi chiarimenti»

CURA ITALIA - Il presidente dell'Ordine dei consulenti del lavoro di Macerata fa il punto sul contributo che da domani potrà iniziare ad essere richiesto. Chi ne ha diritto e come fare domanda
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Riccardo Russo

 

di Luca Patrassi

Il prologo è stato di quelli da lasciare gli interessati sulle spine, domani scatta la presentazione delle domande online per l’accesso al bonus da 600 euro previsto per i lavoratori autonomi. L’Inps ha prima argomentato variamente sui criteri da seguire e sulla platea interessata al contributo ma ancora rimangono alcuni dubbi in attesa del momento in cui domani il sito dell’Istituto nazionale di previdenza sociale svelerà nei dettagli il da farsi per ottenere il sostegno. Per orientarsi un minimo in un orizzonte burocratico tendente al nebuloso, una chiave di lettura arriva da Riccardo Russo, presidente dell’ordine provinciale maceratese dei Consulenti del lavoro. «Le prime istruzioni sono arrivate, il portale non è ancora abilitato per i lavoratori: per ora sono arrivati chiarimenti sulla fattibilità dell’accesso per alcune categorie – spiega Russo -. All’inizio c’era una suddivisione tra i titolari di partita Iva e gli iscritti alla gestione Ago che è quella che comprende commercianti, artigiani e coltivatori. Oggi sono stati aggiunti all’elenco degli ammessi al contributo gli agenti e i rappresentanti. Altri chiarimenti: i 600 euro sono compatibili con l’indennità di disoccupazione ma non con l’ape sociale mentre resta l’incertezza per coloro che hanno il reddito di cittadinanza, lo scopriremo oggi. Non è chiaro se tra i cococo siano compresi gli amministratori della società di capitale. Dal punto di vista fiscale i 600 euro non producono reddito, sono esenti da tassazione». Una volta scoperto se si ha diritto o meno ai 600 euro, incombe un altro ostacolo: la presentazione della domanda. La procedura, in tempi di coronavirus, è stata resa più snella rispetto a quella tradizionale chiesta dall’Inps. «Il percorso indicato è semplice nella formulazione: sarà possibile usare un pin semplificato, dunque senza quella parte che di solito arriva per posta dopo 10/15 giorni dalla richiesta. Altre possibilità di accesso sono lo spid di secondo livello, la firma digitale e la carta di identità elettronica ma sono sistemi che presuppongono un lettore e da casa mi sembra difficile. Sul sito dell’Inps ci si muove seguendo la voce Prestazioni e servizi, poi la funzione tutti i servizi, poi si entra nelle domande per prestazioni a sostegno del reddito a quel punto dovrebbe apparire la voce delle indennità ai lavoratori autonomi». Poi? «Non sappiamo ancora come si articoli la domanda, è stato però chiarito un altro fatto importante e cioè che non va allegato nessun modello cartaceo di richiesta della prestazione di sostegno. Esiste un modulo precompilato, nessun modello cartaceo da inserire». Già nei giorni scorsi l’accesso al sito dell’Inps si è rivelato problematico, come pensa possa essere oggi con il via alle domande? «Oggi è molto rallentato e dopo un po’ si chiude, domani temo che sarà impossibile. Solo i più fortunati ce la faranno. Peraltro oggi è partita, sulla piattaforma della Regione, la procedura per la cassa integrazione in deroga. Ho impiegato 47 minuti solo per inserire i dati dell’azienda…». Non ci sarà un clic day per i 600 euro, nel senso che la cifra sarà pagata a tutti pur partendo dalla data di presentazione della domanda. I fondi messi per ora a disposizione, però, non sembrano coprire le aspettative della vasta platea di lavoratori interessati. Secondo Russo, facendo un calcolo di massima legato al numero delle partite Iva, dovrebbe essere necessaria una somma doppia rispetto a quella ad oggi disponibile ma il governo ha già detto che è pronto il rifinanziamento. Infine una curiosità: rispetto alle altre categorie di lavoratori, anche autonomi, i professionisti iscritti agli Ordini avranno “vantaggi” in più: per loro indennità legate agli scaglioni di reddito e l’esigenza di evidenziare la regolarità contributiva.

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