Fondi ai Comuni, la ripartizione:
dagli 875 euro per Bolognola
ai 262.078 assegnati a Civitanova

COVID-19, L'ORDINANZA del capo della Protezione civile stabilisce criteri e modalità di assegnazione dei 400 milioni messi sul piatto dal governo a sostegno dei più bisognosi. Al Maceratese un totale di poco superiore a 1,9 milioni, ecco quanto spetta ad ogni amministrazione: poco più di 220mila euro al capoluogo. Alle Marche complessivi 9,3 milioni
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Il premier Giuseppe Conte

 

E’ di poco superiore a 1,9 milioni la quota che spetta ai Comuni del Maceratese per sostenere i meno abbienti nell’acquisto di generi alimentari. E’ questa la ripartizione stabilita dal governo nell’ordinanza del capo della Protezione civile, già contestata da diversi primi cittadini e accolta favorevolmente da altri (leggi l’articolo). Il totale assegnato alle Marche è di 9.353.029 euro. Alla nostra provincia dunque va il 21% del totale regionale, e si parte dal minimo di 875 euro per Monte Cavallo fino ad arrivare ad un massimo di 262.078 per Civitanova, seguita a ruota da Macerata con 220.089 euro.

soldiI CRITERI – Il governo ha messo sul piatto 400 milioni complessivi, di cui euro 386.945.839,14 in favore dei comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario, alla Regione Siciliana e alla Regione Sardegna, e 13.054.160,86 euro in favore delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano. I criteri per la ripartizione individuati dal governo sono: «a) una quota pari al 80% del totale, per complessivi 320 milioni euro – è scritto nell’ordinanza – è ripartita in proporzione alla popolazione residente di ciascun comune; b) una quota pari al restante 20%, per complessivi 80 milioni di euro è ripartita in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun comune e il valore medio nazionale, ponderata per la rispettiva popolazione. I valori reddituali comunali sono quelli relativi all’anno d’imposta 2017, pubblicati dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’economia e delle finanze». In ogni caso «il contributo minimo spettante a ciascun comune – specifica il testo – non può in ogni caso risultare inferiore a 600 euro» e la quota del punto a) relativa ai comuni con popolazione maggiore di centomila abitanti «è decurtata, proporzionalmente, dell’importo necessario ad assicurare il rispetto» di quei 600 euro minino che vanno ad ogni comune.

MODALITA’ DI SPESA E BENEFICIARI – Quanto alle modalità di spesa e alla platea a cui questi fondi sono rivolti, il governo specifica che «l’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico». Quindi questi soldi vanno dunque ai bisognosi e non a tutti indiscriminatamente. «I Comuni possono destinare – aggiunge l’ordinanza . alle misure urgenti di solidarietà alimentare di cui alla presente ordinanza eventuali donazioni. A tal fine è autorizzata l’apertura di appositi conti correnti bancari». Ciascun comune è autorizzato all’acquisizione: «a) di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale; b) di generi alimentari o prodotti di prima necessità».

(Redazione Cm)

Ecco l’elenco dei comuni del Maceratese e i relativi fondi assegnati:

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