Dalla Svezia a Ussita,
yoga online ai tempi del Coronavirus:
«Ecco come tenere lontani ansie e paure»

L'INTERVISTA - Anna Pilotti, 55 anni, dall’inizio del lockdown si collega due volte al giorno su Facebook e Zoom per insegnare una delle discipline di meditazione: «Per esperienza personale so che si può andare oltre il dramma e il trauma. Ho vissuto il terremoto, ora questo e anche io ho avuto momenti in cui sono crollata. E ho capito molto di più di quanto queste pratiche possano veramente aiutare»
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Anna Pilotti

 

di Federica Nardi

«Volevo offrire qualcosa agli altri della mia esperienza. So che si può andare oltre il dramma e il trauma. Ho vissuto il terremoto, ora questo e anche io ho avuto momenti in cui sono crollata. Mi sono ammalata, soprattutto l’anno scorso. E ho capito molto di più di quanto queste pratiche possano veramente aiutare». Anna Pilotti, 55 anni, svedese-ussitana e istruttrice di yoga, dall’inizio dell’isolamento nazionale a causa del coronavirus si collega due volte al giorno su Facebook e Zoom (una in inglese e una in italiano) donando una mezzora di yoga a chiunque voglia partecipare. Dalla sua casetta di Sorbo dove ora vive con il compagno e le due figlie, anche questo è un modo di restare connesse al mondo, sentirsi utili e donare uno scorcio del monte Bove a chi è lontano.

Pilotti dove si trova adesso?

«Siamo a Sorbo, questa è la nostra residenza principale. Appena hanno chiuso le scuole abbiamo deciso subito di venire qui. La natura fa compagnia, non ci sono persone intorno. Qui siamo quasi solo noi».

anna-pilottiPrima poteva apparire uno svantaggio vivere tra la natura, ora sembra il contrario insomma.

«La montagna è diventata il miglior posto dove stare».

Com’è nata l’idea di offrire corsi yoga?

«Intanto ho solo l’iPhone, perché il pc è rotto. Ho pensato: che cosa posso fare adesso per dare un contributo agli altri e anche passare il tempo durante la giornata? Mi piace molto questa tecnologia, usata in un modo che può fare bene. Crei delle cose e le possibilità sono infinite. Io so fare questo, dato che ho insegnato yoga per 25 anni e da tempo pensavo di creare qualcosa online. Faccio una cosa molto spontanea, come viene viene. È un modo di incontrarci. Il mio “studio” sono libri e una clip per capelli per tenere dritto il telefono e fare in modo che l’audio si senta bene».

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Durante una delle sue dirette

Di dove sono le persone che partecipano?

«Per gli italiani mi connetto a Zoom perché non tutti hanno Facebook. L’unico limite è il tempo, ma in realtà è ottimo perché faccio solo 30 minuti e va bene anche per chi lavora da casa e si prende una piccola pausa. Su Facebook ci sono persone di tutto il mondo in questo momento. Ci sono diversi partecipanti anche di Ussita e Visso. Ho creato un gruppo su Whatsapp per invitare altre persone. Questa è un’idea che così non viene solo da me ma anche da chi ha apprezzato la cosa e ha condiviso».

Che cosa trasmetti come insegnamento in questo momento?

«Ognuno ha il suo punto di vista sullo yoga. Per me il fatto è che ora ci sono un sacco di pensieri distruttivi e negativi e sembra che in generale per le persone sia più facile buttarsi giù per questi pensieri, che in verità non ti creano una vita più facile. Anzi, il contrario. Nello yoga ti muovi, impari una piccola pratica che fa bene al corpo. La respirazione è ancora più potente della postura. È un mezzo che dà tanti benefici alla mente, toglie la carica dei pensieri e delle emozioni. Si può usare il suono, cantare, usare cose semplicissime come una canzone. Il punto non è dare risposte ma insegnare le domande che ti danno più consapevolezza e più spazio, dove dopo puoi scegliere. Agire nella consapevolezza, con l’azione invece con la reazione».

anna-pilotti-3-650x650Un esempio?

«Ora ci sono tanta ansia, nervosismo, rabbia, paura. Siamo condizionati da questi pensieri che non appartengono a noi. Immaginiamoci come una spugna o una radio che riceve segnali. I pensieri sono energia, vanno e vengono. Lo yoga aiuta a pulirli attraverso il movimento e la respirazione. Avere meno pensieri e meno emozioni non vuol dire diventare robot, ma distaccarsi e osservarli. Crei più spazio dentro di te e questo rilassa la mente e il corpo. E in questo stato anche la guarigione è più veloce. Per esperienza personale so che si può andare oltre il dramma e il trauma. Ho vissuto il terremoto, ora questo e anche io ho avuto momenti in cui sono crollata. Mi sono ammalata, soprattutto l’anno scorso. E ho capito molto di più di quanto queste pratiche possano veramente aiutare».

 

 

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