Aperture serali, Pantella replica:
«Avevamo trovato una soluzione
Non condivido la rinuncia»
CIVITANOVA - L'assessore al Commercio risponde a Manola Gironacci dopo lo stop al piano dei negozi aperti dal 1 luglio al 22 agosto: «Il Comune non può finanziare integralmente ogni iniziativa, ma ho cercato una mediazione concreta. Proposto che fosse l'Ente a farsi carico della promozione liberando 15mila euro, ma non è stato accettato»

L’assessore al Commercio Roberto Pantella
«Chiusura verso un progetto alternativo con le risorse a disposizione», l’assessore al commercio Roberto Pantella replica alla presidente di Viviamo Civitanova Manola Gironacci che oggi aveva annunciato la decadenza del progetto delle aperture serali dei commercianti del centro per la mancanza di fondi da parte del Comune, un contributo da 25mila euro richiesto per promuovere l’apertura serale delle attività commerciali dal 1 luglio al 22 agosto.
«Intervengo per doverosa trasparenza nei confronti dei commercianti di Civitanova, degli operatori economici e dei cittadini e, consentitemelo, anche per difendere il mio operato» esordisce Pantella rispondendo all’articolo di Cronache Maceratesi, spiegando di aver ereditato, al momento del suo insediamento nel novembre 2025, «una situazione complessa, con i capitoli di spesa destinati al settore praticamente azzerati». L’assessore rivendica di aver chiesto alle associazioni ViviAmo Civitanova e Centriamo di presentare progetti congiunti per evitare la dispersione di risorse pubbliche e ricorda che il Comune non è tenuto a finanziare integralmente ogni iniziativa proposta. «Mi sono comunque attivato per cercare una soluzione che consentisse di sostenere integralmente il progetto delle aperture serali», afferma, evidenziando però come quest’anno non fossero più disponibili le risorse regionali che avevano finanziato l’iniziativa nel 2025. Pantella spiega che nell’ultima variazione di bilancio sono stati reperiti 15mila euro per il settore commercio, a fronte di richieste complessive per circa 50mila euro. Da qui il tentativo di mediazione avanzato alla presidente di ViviAmo Civitanova: «Considerato che nel piano presentato circa 15mila euro erano destinati esclusivamente alla promozione dell’iniziativa, ho proposto che fosse il Comune a farsi carico direttamente delle attività di comunicazione e promozione attraverso i propri canali istituzionali e turistici. In questo modo, alle associazioni sarebbero rimasti a disposizione 15mila euro netti anziché i 10mila inizialmente disponibili».
In alternativa, l’assessore aveva proposto di utilizzare le risorse disponibili per organizzare eventi estivi tra luglio e agosto, con musica, spettacoli itineranti e iniziative diffuse nel centro cittadino. «Purtroppo queste proposte non hanno trovato accoglimento. La posizione espressa è stata quella di realizzare integralmente il progetto originario oppure di rinunciare completamente all’iniziativa». Una scelta che Pantella dice di rispettare ma di non condividere: «Ritengo che, soprattutto in un momento complesso per il commercio, sia preferibile cercare soluzioni praticabili e progressive piuttosto che rinunciare del tutto a opportunità che potrebbero comunque generare benefici per gli operatori economici della città. Non mi interessano le polemiche personali, non mi appassionano le contrapposizioni politiche e non intendo farmi trascinare in dinamiche che nulla hanno a che vedere con gli interessi dei commercianti e della città» conclude Pantella.
Niente aperture serali dei negozi «Negati i 25mila euro garantiti»
Assessore Pantella,
leggo la Sua replica e credo sia necessario fare una precisazione.
Lei afferma di aver proposto una soluzione il 14 giugno.
Ed è proprio questo il punto.
Il progetto delle aperture serali non è nato il 14 giugno, né a maggio.
È stato protocollato il 1° febbraio 2026, dopo una precedente richiesta già presentata nel 2025, proprio perché era necessario programmare con largo anticipo un’iniziativa che avrebbe coinvolto oltre cento attività economiche della città.
La campagna di comunicazione doveva partire il 1° maggio.
Le aperture serali dovevano iniziare il 1° luglio.
La domanda che oggi commercianti e cittadini si pongono è molto semplice:
Perché si è arrivati al 14 giugno per discutere una soluzione alternativa ad un progetto conosciuto dall’Amministrazione da oltre quattro mesi?
Perché le risorse necessarie non sono state programmate prima?
Perché si è atteso a ridosso dell’estate per comunicare che il progetto non avrebbe avuto il sostegno richiesto?
Il problema non è soltanto economico.
Il problema è che a metà giugno non esistevano più i tempi tecnici per realizzare il progetto per come era stato pensato.
In pochi giorni non si organizzano campagne radiofoniche, riprese video, montaggi, sponsorizzate social, materiale promozionale e una comunicazione strutturata capace di raggiungere residenti, turisti e visitatori dell’entroterra.
Ma soprattutto non si può chiedere alle attività economiche di organizzare aperture serali, personale, turni, ferie, straordinari, approvvigionamenti e investimenti senza avere certezze e programmazione.
I commercianti non lavorano sull’improvvisazione.
Lavorano sulla pianificazione.
Ed è proprio per questo che il progetto era stato presentato mesi prima.
C’è poi un altro aspetto.
Nella Sua replica vengono proposti eventi, musica, spettacoli itineranti e iniziative diffuse nel centro cittadino.
Sono iniziative certamente apprezzabili, ma rappresentano una cosa diversa.
Il progetto delle aperture serali non era un evento.
Era una campagna di promozione dell’economia cittadina.
L’obiettivo era far sapere per quasi due mesi che Civitanova sarebbe stata aperta il mercoledì, il giovedì, il venerdì e il sabato sera.
Parliamo di negozi, ristoranti, bar, gelaterie, stabilimenti balneari e attività economiche che avrebbero beneficiato di una comunicazione continuativa e programmata.
Un concerto dura una sera.
Una campagna di promozione territoriale serve invece a costruire presenze per settimane.
Per questo continuiamo a sostenere che il problema non siano soltanto i 25.000 euro.
Il problema è che una iniziativa presentata con largo anticipo, conosciuta dall’Amministrazione da mesi e pensata per sostenere l’intera economia cittadina, è arrivata a ridosso dell’estate senza le condizioni necessarie per essere realizzata in modo efficace.
E questa, ancora oggi, è una domanda che attende una risposta.
Signora Gironacci io non sono di Civitanova Marche ma comunque condivido in pieno il suo ragionamento le cose vanno programmate per tempo.