Covid-19, altri due morti:
addio a Franco Palazzini
e Barbara Bianchi

LUTTI - L'uomo, 72 anni, aveva vissuto a Montecassiano e lavorato come rappresentante per poi trasferirsi a Macerata. La donna, di 79, è la quarta ospite della Rsa di Recanati a perdere la vita a causa del virus
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Barbara Bianchi

 

Altre due vittime del coronavirus in provincia. Si tratta di Franco Palazzini, 72enne che aveva vissuto e lavorato a Montecassiano per poi trasferirsi a Macerata, e Barbara Bianchi, 79 anni, quarta ospite della Rsa di Recanati a perdere la vita a causa del Covid-19.  Si è spenta alle 19 di ieri all’ospedale di Civitanova Barbara Bianchi, nota in città per essere la vedova di Vittorio Cintoli, fratello del noto pittore e regista Claudio. Aveva accusato i sintomi della malattia sabato 21 marzo, è stata subito trasferita al Covid-Hospital dove è morta. Lascia due figlie.

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Franco Palazzini

Palazzini è morto nel tardo pomeriggio di ieri all’ospedale di Camerino, dove si trovava ricoverato da una decina di giorni in seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute. Rappresentante di commercio in pensione ed ex giocatore di basket, lascia la moglie, tre figlie e le nipoti.  Lo ricorda la pallacanestro maceratese, la gloriosa Edera. «Un giovane che nel 1964 iniziò a frequentare il mitico campo della Mameli. A quei tempi non esisteva il minibasket, i settori giovanili si formavano per la volontà di coloro che abitando nei pressi di una struttura sportiva praticavano una determinata disciplina. Ebbene ai ragazzi del “posto” quali Franco Cannas, Andrea Modesti, Furio Gratani, Luigi Giannangeli si aggregarono i due “oriundi”, che abitavano nei pressi dell’ospedale, quali Franco e Filiberto Pagnanelli. L’allenatore fu il mitico Cesarì Bartolini, il Professore. Dalle giovanili alla prima squadra per Franco fu semplice, eccelleva tecnicamente e fisicamente, contemporaneamente, amante della musica come batterista formò un complesso, come si chiamava in quel periodo, i Profeti. Ma non si distaccò mai dal primo amore, la pallacanestro. Anche quando iniziò a lavorare e conobbe la futura moglie Ivana si ritagliò un angolo, si precipitava in campo e senza perdere tempo insegnava i fondamentali in giacca e cravatta, la sua divisa di rappresentante di prodotti alimentari. Ha saputo sempre risollevarsi con grinta ed entusiasmo da momenti bui ed ora che aveva riunito la numerosa famiglia composta da tre figlie e altrettanti nipoti, questa brutta bestia a 72 anni se l’è portato via. Immagino Franco su in cielo, su un campo di nuvole, che già ha organizzato un quintetto con Franco Cannas, Andrea Zega, Lia Cannas, Enrico Giuliadori, Alberto Micucci i giovani, contro i vecchi ederini: Giorgio Crispiani, Nenè Moretti, Paolo Cavarape, Giannì Moroni, Luigi Barbatelli. Ciao caro Franco, un abbraccio da tutti gli amici del basket».

 

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