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Covid-hospital Civitanova,
15 contagi tra il personale sanitario
«In allestimento altri 22 posti»

CORONAVIRUS - Sono 88 le persone ricoverate nella struttura. Il direttore dell'Area vasta 3 Alessandro Maccioni: «Ci servono un medico e sei infermieri per aumentare il numero degli assistiti. Per la terapia intensiva siamo al limite. I tamponi al personale? Sono in arrivo mille rapid test e li useremo subito per fare i controlli agli operatori». In città i positivi sono 32, 96 le persone in quarantena
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Il Covid hospital di Civitanova

 

di Laura Boccanera

Sono 88 ad oggi i pazienti provenienti da tutta la Regione ricoverati nel Covid Hospital di Civitanova, dall’inizio dell’emergenza si sono infettati in tutta l’Area vasta 3, 95 persone fra medici, infermieri e personale tecnico, 15 tra il personale al lavoro a Civitanova. Sono passati appena 10 giorni da quando l’ospedale di Civitanova è diventato uno dei poli per la cura del Covid 19 a livello regionale, ma sembra una vita fa.

Il 15 marzo scorso i primi degenti positivi al Coronavirus iniziavano ad occupare i posti di terapia intensiva e rianimazione e dopo appena 10 giorni la capacità dell’ospedale è quasi già arrivata al limite. Sono ore di apprensione e mentre a livello regionale si pensa alla nave Covid per ospitare i pazienti più gravi con letti di terapia intensiva, a Civitanova saranno attivati al massimo altri 22 posti letto, con una capacità totale di 110 posti.

Alessandro Maccioni Direttore Area vasta 3

A spiegarlo è il direttore dell’Area vasta 3 Alessandro Maccioni: «possiamo ancora attivare altri 22 posti letto in area medica, la situazione nella terapia intensiva invece è al limite – spiega- ad oggi ci sono 9 ricoverati in terapia intensiva, 9 in sub intensiva, 7 al Pronto soccorso, 59 in reparti trasformati per covid positivi, 1 in ostetricia e 3 in pediatria. In più ci servono 1 medico e 6 infermieri per poter attivare gli altri 22 posti letto». A Civitanova a dare supporto alla sanità pubblica c’è anche la struttura di Villa Pini del gruppo Kos, ma anche lì i numeri sono in aumento, 52 i posti occupati su una disponibilità di 60. «La situazione è tesa, inutile negarlo – continua Maccioni – ma sono anche fiducioso. E’ ovvio che il Covid 19 preoccupa e lo stato di tensione è a tutti i livelli, personalmente mi sento anche fortunato a poter andare al lavoro e muovermi, questa quarantena alla lunga produrrà nelle fasce più deboli problemi di altra natura che saremo chiamati ad affrontare». Soprattutto la scorsa settimana, ad inizio dell’emergenza e dell’apertura di Civitanova come presidio dedicato ai pazienti che avevano contratto il virus il personale era in allarme. Nell’ultima settimana si sono contagiati almeno in 10 fra il personale medico e infermieristico. Subito si sono infettati 3 medici di medicina, un’infermiera del Pronto soccorso e ad oggi in totale sono 5 i medici infettati (di cui uno ricoverato), 4 gli infermieri, 3 gli operatori socio sanitari e 3 fra tecnici e autisti. Però tra i tanti ricoverati, qualcuno inizia a stare meglio. All’ospedale di Civitanova sono degenti anche il sindaco di Montecassiano Leonardo Catena e don Giuseppe Branchesi di Treia (leggi l’articolo), loro sono fuori pericolo? «Sì – continua Maccioni – stanno meglio, i miglioramenti proseguono giorno per giorno e a breve avremo anche la prima dimissione, uno dei primi contagiati trasferiti dall’area vasta 1, un uomo di Pesaro».

Perchè non sono stati fatti i tamponi subito a tutto il personale? «Purtroppo anche i tamponi sono un bene limitato e non ne disponiamo in eccedenza e poi c’è una direttiva che va seguita, e dice che i tamponi vanno fatti ai pazienti sintomatici, in primis quelli che arrivano al pronto soccorso, poi ai ricoverati e al personale, sempre se sintomatico e a questa linea ci siamo attenuti, ma annuncio fin d’ora che siamo in attesa di una donazione di mille rapid test e una volta pronti li faremo a tutto il personale sanitario di tutta la nostra Area vasta. Con questa donazione riusciremo a farli a tappeto a tutto il personale». Per quanto riguarda i dispositivi di protezione, che mascherine avete? «Al momento abbiamo una buona dotazione di mascherine chirurgiche, 100mila pezzi, come in altri presidi invece siamo più in difficoltà sul reperimento delle FFp2 e FFp3, ma vediamo che è un problema che riguarda anche gli organismi centrali e dovrebbe essere in via di risoluzione grazie a donazioni cospicue da altri paesi». Ne usciremo?«Sono fiducioso, anche perché non possiamo pensare diversamente. E anche se il Covid è l’emergenza non ci siamo dimenticati di altre problematiche sanitarie. Anzi, a breve partiremo con un progetto assieme al reparto di neuropsicologia infantile per il sostegno di una fascia che pare non toccata da questa pandemia, ma che potrebbe avere risvolti negativi legati ad una quarantena prolungata. Parlo di bambini e adolescenti chiusi in casa spesso senza strumenti per affrontare il proprio disagio psichico. Attiveremo un numero verde per dare sostegno e vicinanza alle famiglie». In serata arrivati i dati aggiornati sui contagi a Civitanova: sono 32 i positivi, 96 le persone in quarantena.

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