Vingegaard mette le mani sul Giro,
rinasce Pellizzari: ora è sesto
CICLISMO - Alla Corsa rosa arrivano le tappe alpine. Il "Duca di Camerino" mette in soffitta i malanni nella tappa di Pila: è quinto sul traguardo e recupera tre posizioni in classifica generale. L'obiettivo podio è ancora vivo

Giulio Pellizzari sul traguardo di Pila
di Marco Pagliariccio
Che non sia ancora al 100%, dopo il virus intestinale che l’ha debilitato nei giorni scorsi, è piuttosto evidente. Ma cresce la condizione di Giulio Pellizzari: il ciclista camerte si difende egregiamente nella tappa del Giro d’Italia con arrivo in salita a Pila, chiudendo al quinto posto a 1’03” dal vincitore di giornata, quello Jonas Vingegaard che indossa la maglia rosa e mette virtualmente già le mani sulla Corsa Rosa.
Dopo la debacle di Corno alle Scale, una crono in difesa e qualche giornata di sofferenza, nel tappone alpino, con cinque salite tra i monti della Valle d’Aosta, il “Duca di Camerino” ha pedalato con ritrovata fluidità, restando nel gruppo dei migliori fino a 5 chilometri dal traguardo, quando il forcing di Davide Piganzoli ha lanciato l’attacco di Vingegaard, che è volato verso la vittoria in solitaria. Pellizzari si è lasciato sfilare indietro ma non è andato alla deriva, anzi. Prima ha ripreso Thymen Arensman, poi l’ha lasciato lì e si è agganciato al compagno di squadra Jay Hindley e allo stesso Piganzoli. Sul traguardo l’atleta della Red Bull-Bora-Hansgrohe paga poco più di un minuto dal due volte vincitore del Tour de France, ma perde solo 14” da Felix Gall, secondo, dallo stesso Hindley, giunto appena 5” davanti a lui.
In classifica generale Pellizzari sale dal nono al sesto posto con 4’22” di ritardo da Vingegaard, ma meno di due minuti dal gradino più basso del podio: e con davanti una tappa per velocisti come quella di domani con arrivo a Milano e poi il giorno di riposo per Pellizzari c’è tutto lo spazio per provare a risalire ancora.
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