Processo Oseghale, Regimenti:
«Bene la revoca della Procura
a parere favorevole su nuova perizia»

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Luisa Regimenti ieri in tribunale

«Accolgo con soddisfazione la decisione della Procura di revocare il parere favorevole, concesso nell’ultima udienza, a sostegno della necessità di una perizia medico-legale integrativa, così come aveva chiesto la difesa». Lo afferma il medico legale Luisa Regimenti, parte civile al processo in corso alla Corte d’Assise del tribunale di Macerata contro il nigeriano Innocent Oseghale, finora unico imputato per l’omicidio della 18enne romana Pamela Mastropietro.

La Procura, quindi, sostiene la tesi espressa da Regimenti, la quale, a sua volta, ribadisce come non vi sia alcun bisogno di ulteriori accertamenti, «perché risulta evidente dalle perizie tecniche presentate che Pamela è morta a causa di due lesioni inferte con arma bianca, come emerso chiaramente in aula durante la lunghissima udienza che si è svolta il 3 aprile scorso».

“Sulla base delle argomentazioni rese dai consulenti di parte – scrivono, infatti, il procuratore Giovanni Giorgio e il sostituto procuratore Stefania Ciccioli – le lesioni alla parete toracica inferiore di destra appaiono caratterizzate da evidenti caratteri macroscopici di vitalità, confermati da tutti quelli che ebbero a vederle sul cadavere, e cioè il professor Tombolini e poi il professor Cingolani”.

Inoltre, aggiungono i magistrati, “come ha evidenziato la professoressa Regimenti, le immagini fotografiche proiettate in aula hanno consentito di verificare anche che i colpi inferti al livello del nono e decimo spazio intercostale possono essere qualificati come dei fendenti, privi di correlazione con i tagli effettuati da Oseghale al fine di smembrare il cadavere e che sono stati tutti di tipo trasversale e quindi non da infissione, ma da sezione”.

Nella sua memoria, la Procura evidenzia inoltre il silenzio da parte del dottor Cacaci, consulente medico-legale della difesa, il quale, pur affiancando i periti dell’accusa in parte delle operazioni, “nulla ha mai eccepito o dedotto in argomento”, con la difesa che anzi “ha rinunciato alla sua audizione, preferendo ascoltare il professor Bacci, nominato in un secondo momento”.

La difesa, lo scorso 3 aprile, aveva chiesto una perizia sulle due ferite al fegato che sarebbero quelle con cui la 18enne è stata uccisa.

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